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AUTONEWS: MINI COOPER TWINI 4x4

| 14 gennaio 2010 11:41

Mini Cooper Twini 4x4

 

La periodica apparizione di versioni a trazione integrale di alcune tra le più affermate icone della storia automobilistica mondiale suscita sempre curiosità e interesse. Sia tra gli appassionati del modello in questione che gli addetti ai lavori. Il collaudato copione si è ripetuto recentemente anche per l'intramontabile Mini che, dopo la prima apparizione in versione off-road alMini Cooper Twini 4x4 Salone di Parigi nel 2008, ha bissato le sue scalpitanti ambizioni fuoristradistiche anche in occasione del recente Salone di Detroit dove è apparsa in versione Beachcomber. In realtà le vocazioni a trazione integrale della Mini hanno radici molto più remote e risalgono proprio ai primi anni della sua lunga e gloriosa storia iniziata nel 1959. Ancora una volta l'artefice di questa primordiale trasformazione è Alec Issigonis, il "papà" della Mini, che nel 1963 realizza un prototipo a trazione integrale allestito sulla Moke (una funny car derivata dalla stessa vettura). Questo modello utilizzava in pratica la stessa tecnica adottata dalla Citroen per la 2CV, basata sull'adozione di un secondo motore montato posteriormente all'interno del bagagliaio e destinato a trasmettere la forza motrice alle ruote posteriori.Mini Cooper Twini 4x4 La Mini  MokeTwini 4x4 montava anteriormente un quattro cilindri da 950 cc di cilindrata e posteriormente un motore di 850 ccm che trasmetteva il suo moto alle ruote posteriori tramite due alberi. John Cooper (il famoso pilota e allestitore, fondatore della Cooper Car Company) sviluppò ulteriormente il progetto e realizzò una Mini Classic con due motori della 1.275, che sviluppavano complessivamente una potenza di 180 CV. Da questo modello venne realizzata un'ulteriore versione destinata alle competizioni che la BMC aveva intenzione di fare partecipare alla Targa Florio, la famosa corsa sul circuito siciliano. La Mini Cooper Twini 4x4 si rivelò subito molto competitiva, ottenendo tempi sul giro eccezionali, ma nel corso dei test il motore posteriore evidenziò diverse lacune (soprattutto per quanto riguarda l'affidabilità) e il progetto venne ben presto abbandonato per diventare uno dei tanti capitoli della storia della Mini.

 

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