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NOVEMBRE 2016: La crescita rallenta (+8,2%)

| 01 dicembre 2016 18:43

OTTOBRE 2016: La crescita rallenta (+8,2%)

Il mese di novembre, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, registra 145.835 unità rispetto alle 134.790 dello stesso periodo 2015, segnando una crescita dell’8,2%. Per una analisi più approfondita pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoeveicoli Esteri) e della Federauto. 

 

Crescita in rallentamento novembre (UNRAE)

UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)Il mese di novembre, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, segna una crescita in rallentamento all’8,2% per effetto delle 145.835 vetture immatricolate a confronto con le 134.790 unità dello stesso periodo 2015, che a sua volta aveva evidenziato un incremento del 24,2%. Il tasso di crescita del mercato, quindi, rallenta rispetto all’andamento consolidato, portando comunque il cumulato gennaio-novembre in aumento del 16,5% con 1.699.944 autovetture complessivamente vendute rispetto alle 1.459.029 degli 11 mesi dello scorso anno.

Le immatricolazioni del mese di novembre sono prevalentemente caratterizzate dal forte  incremento del canale delle vendite a società”, ha dichiarato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilitiche estere, “e, come da noi preannunciato, questa crescita è determinata soprattutto dall’anticipazione degli acquisti per usufruire delle agevolazioni fiscali del Superammortamento, considerato che, secondo la formulazione attuale del DdL di Bilancio 2017, le auto aziendali che non hanno la caratteristica di essere un benestrumentale per l’attività di impresa saranno escluse dal beneficio nel 2017. Sappiamo già che come conseguenza dovremo gestire un calo nei primi mesi del prossimo anno che si rifletterà anche sulle possibilità di crescita del mercato, pertanto e da un lato il 2016 proietta ormai un fine anno da 1.830.000 immatricolazioni (+16,1%), dobbiamo confermare una previsione di una crescita più contenuta per il 2017, anche per effetto del confronto con un 2016 decisamente alto, di circa il 6%, a 1.945.000 unità”.

Passando all’analisi del mercato, gli acquisti dei privati, sostenuti dalle campagne promozionali delle Case automobilistiche, in un contesto di stabilità del clima di fiducia delle famiglie, segnano un incremento contenuto nel mese del 5,2%, dopo la crescita del novembre 2015, quando si registrò un +25%. Nel cumulato degli 11 mesi la crescita in volume è del 13,3% e la quota scende di 1,6 punti, al 61,6% del totale mercato. Rallenta il noleggio, che in novembre fa registrare un +2,4%, a causa del calo del 20% del breve termine, a cui si contrappone il lungo in aumento dell’11,3%, mentre negli 11 mesi la crescita complessiva è del 16,8%, con una quota stabile al 20,3%. Come anticipato, grandi protagoniste dei risultati di novembre sono le società, che segnano un incremento del 28% ed una quota che raggiunge il 21,5% (+3,2 p.p.). Nel cumulato gennaio-novembre l’incremento dei volumi è del 26,6%, portandosi al 18,1% di quota. Sempre positiva la performance mensile delle immatricolazioni di vetture diesel (+12,5%), benzina (+7,9%) e ibride (+36,3%), mentre continuano a flettere GPL (-7,4%) e soprattutto metano (-27,2%), crescono infine del 16,1% le vetture elettriche. Negli 11 mesi il diesel sfiora il 60% di quota, la benzina il 30%, le ibride salgono al 2,3%, mentre perdono un punto il GPL (al 5,6% del totale) ed il metano (al 2,2% di quota). Da segnalare che, rispetto all’incremento a doppia cifra di tutti i segmenti in cui si scompone il mercato, le utilitarie del segmento B in novembre perdono l’1,2% e l’alto di gamma l’8,5% dei suoi volumi. Nel cumulato gennaio-novembre tali segmenti, seppur in crescita, sono quelli che presentano un tasso di incremento più basso, con le utilitarie che perdono 2,6 punti percentuali. Anche le carrozzerie performano in novembre con tassi di crescita a doppia cifra, ad eccezione delle berline (+6,9%) e dei monovolume piccoli e compatti che cedono in volume. L’analisi per macroarea evidenzia un buon andamento di crescita per tutte, con il Nord Est che si incrementa meno del mercato totale (+5,5%). Negli 11 mesi tutte le aree del Paese confermano la quota dell’anno precendente, con il Nord Est al vertice della classifica. Per concludere l’analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà di autovetture, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), in novembre hanno segnato una flessione del 3,6% a 412.194 unità rispetto alle 427.507 dello stesso periodo 2015. Negli 11 mesi i 4.324.364 trasferimenti complessivi indicano un incremento del 3,7% rispetto ai 4.171.278 del gennaio-novembre 2015.

 

Mercato in crescita, ma trend in calo (Federauto)

FEDERAUTOSecondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti il mese di novembre si è chiuso con 145.835 immatricolazioni di auto nuove, segnando un +8,2% rispetto allo stesso mese del 2015.

Commenta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: “A novembre, al di là del segno più , che è sempre benvenuto, il mercato è simile a ottobre e registra una nuova flessione del tasso di crescita oltre a un trend in netto calo rispetto a quello riscontrato nel progressivo annuo. Diminuzione della crescita, rispetto alla media dei mesi precedenti, di circa il 50%. Le ragioni sono molteplici: in primis l'indice di fiducia dei consumatori - fonte Istat - che scende sia per i privati che per le imprese, ma poi c'è l'“effetto referendum”, e del timore di quello che può accadere dopo il voto. Mentre l'incremento della domanda dei privati, e quindi delle famiglie, rimane contenuto, volano sicuramente aziende e noleggio. Questo soprattutto per merito del superammortamento del 140% che rende più equa la pressione fiscale sulle aziende”.

Federauto ritiene che essendo a portata di mano il traguardo di 1.850.000 immatricolazioni annue, occorre valutare con molta cautela gli sviluppi per il 2017 legati, prima di tutto, alla stabilità politica post referendaria e al tasso di crescita, purtroppo contenuto, del Paese. La Federazione sottolinea che sta per concludersi un anno straordinario e, ad oggi, appare difficile ipotizzare nuovi tassi di crescita per il 2017, specie nel raffronto con un primo semestre 2016 assolutamente da record.

Conclude Pavan Bernacchi: “Il mese di novembre è stato caratterizzato dalla novità della vendita on-line di alcune auto su Amazon, secondo un processo definito che ha come attore principale i concessionari. E proprio l’esperienza in corso dimostra che il concessionario difficilmente verrà spazzato via dal web, come è accaduto per altri settori merceologici. Questo da una parte perché il prodotto auto è un bene mobile registrato complesso, costoso, voluminoso, pesante e durevole; dall'altra perché un operatore che volesse sostituirsi ai concessionari dovrebbe mettere sul piatto circa 2 miliardi e mezzo per garantire gli stock pronta consegna, 1.400.000 metri quadrati di superficie di commerciale in oltre 5.000 sedi dislocate sul territorio, oltre a garantire il lavoro a 178.000 addetti, anche nella distribuzione dei ricambi e nella riparazione degli autoveicoli. Inoltre vendere un autoveicolo vuol dire anche capacità di permuta e di consulenza nel complicato mondo dei servizi: assicurazioni, finanziamenti, estensioni di garanzia. E molto altro ancora. Senza tirare in ballo il rapporto umano che non può essere soppiantato da un click. Il nostro è un mestiere complesso, bellissimo e difficile. Caratterizzato da grandi fatturati e piccoli margini. Settore dove molti, nel tentativo di sostituirsi a noi, hanno accumulato pesanti perdite. Perdite che li hanno convinti a dedicarsi ad altro. Ad ogni modo i concessionari vogliono cavalcare il futuro e in questo senso sfruttano già da anni tutto quello che il web offre. Infatti in termini di informazioni, trasparenza, consultazione, configurazione, il web è imbattibile. Poi però si va fisicamente dal concessionario che offre strutture, standard, processi, serietà, personale qualificato, ricambi e assistenza, senza contare la permuta dell'usato, la cura degli aspetti burocratici di un bene mobile registrato, e la consulenza dei servizi finanziari, assicurativi e di post vendita. Il modello del dealer cambierà nel futuro? Noi siamo pronti. Il web ci disintermedierà? Probabilmente no”.

 



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