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CAPITOLO 6: GUIDARE SULLA SABBIA

| 08 agosto 2010 18:24

GUIDARE SULLA SABBIA

 

La guida sulla sabbia, analoga per alcuni aspetti a quella sul fango e ai terreni cedevoli in genere, richiede una serie di precauzioni indispensabili da adottare per poter avanzare con una certa tranquillità, oltre ad un'attenta valutazione della sua consistenza che può essere durissima come l'asfalto o finissima e impalpabile come il borotalco.


Tra le varie situazioni che costituiscono gli scenari naturali GUIDARE SULLA SABBIAche vedono protagonista i fuoristrada, una delle più affascinanti è rappresentato senz'altro dalla sabbia. Alzi la mano chi, tra i driver a trazione integrale, non ha sognato almeno una volta di avventurarsi tra le sconfinate distese del Sahara. O non ha subito il fascino evocato dalle immagini di viaggi avventurosi effettuati attraverso i deserti dell'Asia, dell'Australia o dell'America Latina. Fascino ulteriormente esaltato, soprattutto negli ultimi anni, dal successo di alcune manifestazioni agonistiche legate agli sport a motore sulle piste sahariane, come la Dakar fino alGUIDARE SULLA SABBIA 2007. La guida sulla sabbia, analoga per alcuni aspetti a quella sul fango e ai terreni cedevoli in genere, richiede una serie di precauzioni indispensabili da adottare per poter avanzare con una certa tranquillità, nonché di alcuni accessori indispensabili per trarsi d'impaccio nelle situazioni d'emergenza. Prima di esaminare in dettaglio i vari argomenti è doverosa tuttavia una breve digressione sulla consistenza assunta dalla sabbia che, in funzione della variabilità delle condizioni atmosferiche e della sua composizione, può essere durissima come l'asfalto o finissima e impalpabile come il borotalco (fech-fech). La consistenzaGUIDARE SULLA SABBIA assume un ruolo fondamentale nel sostentamento della vettura per cui è bene abituarsi a distinguere già a vista le varie differenze esistenti tra i vari banchi di una distesa sabbiosa o di una duna. Per i piloti più consumati, abituali frequentatori di piste sahariane e chott maghrebini, può a volte essere sufficiente già un'occhiata per stabilire la consistenza della sabbia: solitamente i tratti più solidi, in grado di sostenere adeguatamente anche un veicolo di notevoli dimensioni, presentano una superficie più lucida (oltre ad avere una granulazione più marcata) rispetto alla sabbia fine. Analogamente a quanto avviene con la neveGUIDARE SULLA SABBIA in montagna, anche nel caso della sabbia inoltre va rilevato che la sua consistenza è maggiore sui dossi e in corrispondenza delle superfici sommitali dei rilievi; in queste zone infatti il vento svolge una costante azione di "pulizia", spingendo a valle gli strati più superficiali di sabbia soffice (che si accumula soprattutto nelle conche e negli avvallamenti), favorendo la permanenza degli strati profondi più solidi e resistenti. Nel caso dell'attraversamento di conche sabbiose è richiesta un'ulteriore dose di prudenza poiché, essendo la maggior parte delle vie d'uscita in salita, rimanere intrappolati nella sabbia soffice può costituire un'insidiaGUIDARE SULLA SABBIA particolarmente temibile. Soprattutto in considerazione del fatto che, aumentando l'inclinazione del terreno, si incrementa progressivamente anche il carico sull'assale posteriore; questa situazione viene a sommarsi al notevole sforzo cui sono sottoposti i pneumatici posteriori per spingere la macchina in salita che, nel tentativo di "mordere" la sabbia, finiscono spesso per scavare la superficie della duna fino a causare l'arresto del veicolo per insabbiamento. In questo caso è necessaria una semplice manovra di retromarcia e si esce senza problemi dalla morsa della sabbia, mentre in discesa le difficoltà sono decisamente GUIDARE SULLA SABBIAminori (anche in caso di forte pendenza), ma una volta attraversato un determinato tratto è praticamente impossibile tornare indietro seguendo lo stesso tragitto. È importante inoltre affrontare i tratti caratterizzati da dislivelli molto accentuati sempre ad un'andatura abbastanza sostenuta in maniera tale il veicolo riesca ad avanzare soprattutto in funzione della sua energia cinetica; in questo modo lo sforzo esercitato dalle ruote è assai più contenuto e le gomme non si ritrovano a scavare la sabbia. Premesso che anche sulla sabbia, come in molte altre situazioni legate ai fondi con scarsa aderenza, è preferibile adottare unaGUIDARE SULLA SABBIA guida abbastanza tranquilla, priva di brusche accelerate, frenate improvvise e violente sterzate, il parametro fondamentale è rappresentato dalla velocità di galleggiamento. Questo termine esprime in pratica l'andatura necessaria a mantenere quella particolare situazione dinamica grazie alla quale il veicolo viene a comportarsi come fosse un hovercraft, galleggiando quasi sulla sabbia; per raggiungere (e mantenere) un'ottimale velocità di galleggiamento è indispensabile che vengano rispettate alcune condizioni essenziali legate sia alle caratteristiche intrinseche del veicolo (peso, velocità e potenza del motore) che allaGUIDARE SULLA SABBIA sezione dei pneumatici (i più adatti alla guida sulla sabbia sono quelli a sezione allargata, sgonfiati anche fino al 50% rispetto ai valori normali). Particolare attenzione richiede anche la partenza da fermo, per via della tendenza delle ruote a scavare, e la marcia migliore in questo caso è rappresentata dalla seconda o dalla terza ridotta, evitando nel modo più assoluto di far slittare le ruote o la frizione. Una volta in marcia, occorre mantenere una velocità costante e la più possibile adeguata alla potenza del motore e alla massa complessiva del veicolo, evitando sia inutili cambi i marcia che sterzate improvvise; queste ultime,GUIDARE SULLA SABBIA infatti, si ripercuotono negativamente sia sulle ruote anteriori, che agiscono da freno, sia su quelle posteriori che (sottoposte ad uno sforzo maggiore per far avanzare il veicolo) tendono ad esaltare l'azione scavante sulla sabbia. Accelerando ulteriormente, le ruote possono sprofondare fino agli assali causando l'arresto immediato del veicolo. La tattica migliore per avanzare in assoluta tranquillità, oltre a mantenere un'andatura la più costante possibile, (nonché adeguata alla velocità di galleggiamento) è rappresentata dal massimo sfruttamento delle condizioni dello strato più superficiale della sabbia; questo risultaGUIDARE SULLA SABBIA estremamente mutevole in base alle condizioni ambientali di umidità e temperatura, per cui vanno evitate le fasce più calde e assolate, mettendosi in marcia nelle prime ore della giornata quando l'umidità della notte o il sole, non ancora alto, rendono più consistente il fondo; una condizione analoga si verifica anche nel tardo pomeriggio quando la sabbia, raffreddandosi, acquista una consistenza maggiore e offre un miglior ancoraggio a qualsiasi tipo di pneumatici. Tra i fattori ambientali inoltre, non dev'essere trascurata l'azione del vento che, soprattutto lungo le piste sahariane, può spuntare da un momento all'altroGUIDARE SULLA SABBIA dando luogo alle temibili tempeste di sabbia, durante le quali conviene arrestarsi con il motore collocato nella stessa direzione del vento. Ciò impedisce alla sabbia di infiltrarsi tra le delicate strutture del motore che, seppur adeguatamente protette, sono assai vulnerabili all'azione corrosiva dei granelli di sabbia; può rivelarsi utile in questi casi l'adozione di uno speciale filtro d'aria a secco con scarico ad alta turbolenza o, in alternativa, spalmare di grasso il lato interno della superficie metallica che racchiude il filtro (i granelli i sabbia, trascinati dal vortice d'aria attorno al filtro, si depositeranno sullo strato di grassoGUIDARE SULLA SABBIA evitando di finire nel carburatore). Inoltre in una giornata ventosa non bisogna assolutamente mettersi in marcia nella direzione in cui soffia il vento per non correre il rischio di bruciare la guarnizione della testata a causa dello scarso raffreddamento del motore. Da non sottovalutare inoltre anche la presenza dei solchi presenti lungo le piste sabbiose, formati generalmente dal passaggio di veicoli pesanti (rappresentati soprattutto dai camion) che attraversano le principali direttrici africane. Se possibile è preferibile viaggiare in fuoripista, astenendosi soprattutto dall'avanzare a ridosso della gobba centrale; si evita così il rischioGUIDARE SULLA SABBIA di cadere all'interno dei solchi o di spanciare dopo aver strisciato ripetutamente con il fondo della macchina, ritrovandosi con le ruote sospese nel vuoto. Tra gli accessori più utili per le situazioni d'emergenza, non possono mancare a bordo dei veicolo le tradizionali piastre antisabbia in acciaio zincato perforato (o in allumino), utilizzate nelle operazioni belliche nel deserto fin dall'epoca del secondo conflitto mondiale. Prima di posizionare la piastre sotto le ruote è consigliabile scavare delle mini rampe di accesso per agevolare le ruote a salire sulla superficie metallica, assicurandosi inoltre che il fondo del veicolo siaGUIDARE SULLA SABBIA completamente libero dalla sabbia. Una volta raggiunto un tratto con una buona consistenza, dove ci si possa fermare senza il rischio di bloccarsi, si può procedere al recupero delle piastre; a tale proposito è consigliabile segnalare sempre la loro presenza sulla pista (i ripetuti tentativi di sbloccare il veicolo potrebbe averle quasi interamente ricoperte di sabbia) oltre a premunirsi con un paio di guanti da lavoro per maneggiarle senza ustionarsi le mani (il metallo diventa rovente sotto alcune ore di esposizione sotto il sole del deserto). In alternativa alle piastre perforate si possono utilizzare anche le scalette (decisamente più agevoli nel trasporto) o le stuoie antisabbia (più economiche ma meno affidabili); nei casi estremi, non disponendo di alcun tipo di accessori, si può ricorrere a rami, sassi, ai tappetini dell'auto o alla ruota di scorta. Per un buon margine di sicurezza, oltre alle piastre metalliche, non dovrebbero mai mancare a bordo (soprattutto in caso di raid molto impegnativi) una robusta pala, una binda in grado di assicurare un'ampia escursione e una pompa a 12 V munita di manometro per ripristinare la pressione dei pneumatici; sui veicoli provvisti di verricello, infine, può rivelarsi utile un'ancora da sabbia in grado di assicurare un valido punto di aggancio anche in assenza di alberi o massi.    

 



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