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LAND ROVER DISCOVERY 3. 2.7 TDV6 HSE

| 24 dicembre 2009 11:10

LAND ROVER  DISCOVERY 3. 2.7 TDV6 HSE

 

Una lunga prova su strada e nelle più svariate situazioni off-road a bordo del Discovery 3 allestito con la speciale livrea del G4 Challenge alla vigilia dell'ormai imminente debutto del MY 2010, attraverso una lunga cavalcata di circa 3.000 chilometri dalle vette dell'Alta Savoia all'entroterra della Riviera Adriatica 

 

Insuperabile nell'off-road estremo ed allo stesso tempo confortevole e disinvolto su strada, il Discovery 3 è stato recentemente aggiornato negli allestimenti per ribadire anche a livello estetico, la supremazia conquistata nel suo segmento. Sostanzialmente Invariato per quanto riguarda la parte tecnica, il Discovery 3 presenta accattivanti novità nell'estetica e negli interni, che lo rendono decisamente più elegante.Discovery 3  2.7 TDV6 HSE Esternamente l'ultima versione del roccioso 4x4 britannico, si distingue principalmente per i paraurti e gli archi passaruota in tinta con la carrozzeria. Inedito è anche il design del paraurti anteriore caratterizzato da un nuovo profilo e di quello posteriore completamente ridisegnato. Per migliorare la funzionalità nelle operazioni di apertura e chiusura, l'originale portellone posteriore con ribaltina, è dotato di una pratica maniglia. Nuovi sono anche i ripetitori laterali degli indicatori di direzione, dotati di lenti trasparenti su tutte le versioni. A completare l'aspetto estetico provvedono (nella versione originale) gli esclusivi cerchi in lega da 19 pollici a 7 razze e tre nuove tinte di carrozzeria: Cantorini Black, Galway Green e Bournville. Internamente si distingue per un nuovo colore dei rivestimenti, l"Almond" e per l'adozione del più recente sistema Blutooth Continental. Gli aggiornamenti sia all'estetica che all'allestimento, accrescono ulteriormente l'appeal di questo apprezzato modello, che è ora in grado di confrontarsi ad armi pari con i più blasonati 4x4 alto di gamma.Discovery 3  2.7 TDV6 HSE

Tutto ciò senza minimante scalfire le eccezionali doti fuoristradistische che hanno contraddistinto questo modello fin dal suo debutto. Tolto il nuovo ed accattivante vestito, il Discovery 3 risulta infatti ancora più affascinante e desiderabile, soprattutto per chi bada più alla sostanza che all'apparenza. Vero e proprio concentrato di tecnologia, l'inarrestabile 4x4 della casa Solihull ha tutto ciò che serve per conquistare gli appassionati dell'off road, senza deludere l'utenza più snob, che lo utilizza nei normali spostamenti quotidiani. Dal potente turbodiesel V6 di Itinerario Long-Test Discovery 3 2,7 litri da 190 cavalli di derivazione Jaguar, al fenomenale sistema di trazione integrale permanente "Terrain Response", senza naturalmente dimenticare le sofisticate sospensioni pneumatiche ad altezza variabile. E se tutto ciò non bastasse, l'esclusiva versione 2.7 TDV6 SE può anche contare sul cambio automatico-sequenziale a 6 rapporti, che rende ancora più piacevole e rilassante la guida.

A rendere ancora più esclusivo il veicolo è il caratteristico allestimento G4 Challenge che equipaggiava la speciale versione utilizzata nel corso del nostro long-test tra le montagne dell'Alta Savoia e le coste dell'Adriatico 

 

Trazione 4x4

Per garantire una mobilità totale su qualsiasi terreno, anche il più impervio il nuovo Discovery si affida, come il modello che l'ha preceduto, all'avanzato sistema di trazione integrale permanente a controllo elettronico "Terrain Response". Terrain Response

Grazie a questo sofisticato dispositivo, il fuoristrada britannico si adatta istantaneamente alle diverse condizioni del fondo stradale, assicurando in ogni circostanza, un'eccellente motricità. Il guidatore ha solo il compito di selezionare, fra le cinque modalità previste, quella corrispondente al terreno da affrontare, al resto provvede il "Terrain Response".

I programmi, azionabili tramite l'apposito rotore posto sulla consolle centrale sono: guida generica, condizioni di scarsa aderenza sia su asfalto che in fuoristrada, fango e solchi profondi, sabbia a fondo roccioso.

Oltre a dialogare con tutti i sistemi elettronici del veicolo, per modificare istantaneamente i parametri di ogni funzione, dalla mappatura del motore a quelli della trasmissione,Discovery 3  2.7 TDV6 HSE dell'altezza delle sospensioni pneumatiche  al controllo elettronico della stabilità DSC e della trazione ETC, il "Terrain Response" provvede anche a variare, in base al terreno, la percentuale di bloccaggio dei differenziali posteriore e centrale, attivando automaticamente, quando necessario, l'HDC (Hill Descent Control), lo speciale dispositivo che limita la velocità in discesa.   

 

ON ROAD

Se fino a pochi anni fa, più un fuoristrada era efficace sui terreni accidentati, meno lo era sull'asfalto, il Discovery 3 ha radicalmente stravolto questa regola, dimostrandosi ugualmente valido sia sui fondi sconnessi, sia nella marcia su strada. Discovery 3  2.7 TDV6 HSE Anzi proprio negli spostamenti quotidiani, sui percorsi urbani ed extraurbani, il possente 4x4 britannico evidenzia i rilevanti progressi compiuti in questo campo, risultando non solo estremamente maneggevole, a dispetto delle rilevanti dimensioni esterne, ma anche decisamente confortevole ed in grado di offrire un notevole piacere di guida.

Gran parte del merito di questo insospettabile comportamento deriva dalle sofisticate sospensioni pneumatiche, che con lo speciale programma per la guida su asfalto, assorbono efficacemente le irregolarità del fondo stradale e nonostante il baricentro elevato, garantiscono un rollio molto contenuto. Ad esaltare il temperamento grintoso della versione Discovery 3  2.7 TDV6 HSE2.7 TDV6 SE provvede il brillante V6 turbodiesel da 190 cavalli che,  oltre a sviluppare una coppia poderosa di ben 440 Nm a soli 1.900 giri, assicura prestazioni davvero ragguardevoli. Accoppiato ad un valido cambio automatico a 6 rapporti, che per una guida più sportiva, può essere utilizzato anche in funzione sequenziale, questo dinamico propulsore mantiene sempre una buona riserva di cavalli, molto utili per togliersi d'impaccio nelle situazioni più impegnative.

La trazione integrale permanente ed i controlli elettronici della stabilità DSC e della trazione ETC, assicurano comunque un'eccellente tenuta di strada anche sul bagnato, al riparo da eventuali errori nell'impostazione delle traiettorie, compiuti dal conducente.

 

OFF-ROAD

Più elegante e raffinato, il rinnovato Discovery 3 non ha certo annacquato la sua proverbiale efficacia nell'off road, ma ancora una volta dimostra di sapersi muovere con estrema disinvoltura anche sui terreni più accidentati.Discovery 3  2.7 TDV6 HSE Le armi vincenti del 4x4 inglese si rivelano, come sempre, il robustissimo telaio a longheroni e traverse, le sospensioni pneumatiche ad altezza variabile ed il sofisticato sistema di trazione integrale permanente "Terrain Response", che al pari di un pilota automatico adatta istantaneamente tutte le funzioni del veicolo, in base al programma scelto dal conducente. Oltre a regolare l'altezza delle sospensioni e la selezione dei rapporti del cambio automatico, questo formidabile dispositivo, provvede al bloccaggio dei differenziali posteriore e centrale e ad inserire le marce ridotte per assicurare un'eccellente motricità anche nei passaggi più impervi. Ben supportato dal brillante V6 turbodiesel, sempre pronto ad elargire la sua generosa coppia, il Discovery 3 TDV6 evidenzia una motricità esemplare anche sui fondi più insidiosi e supera in tutta sicurezza gli ostacoli più impervi.

 

LA TECNICA IN SINTESI 

Telaio: a longheroni e traverse integrato con la scocca, 5 porte, 7 posti
Motore: anteriore longitudinale, 6 cilindri a V, ciclo Diesel
Cilindrata: 2.720 cc
Potenza max: 140 kW (190 CV) a 4.000 giri
Coppia max: 440 Nm a 1.900 giri
Distribuzione: 2 assi a camme in testa per bancata, 24 valvole,
Alimentazione: forzata con turbocompressore, iniezione diretta
common rail
Dimensioni: lunghezza 4.835 mm, larghezza 1.915, altezza 1.887,
passo 2.885, carreggiate 1.605/1.612
Peso a vuoto: 2.504 kg
Capacità serbatoio: 82 litri
Sospensioni ant: indipendenti, bracci trasversali
Sospensioni post: indipendenti bracci trasversali
Pneumatici: 255/60 R 18
Freni: anteriori a disco autoventilanti, posteriori a disco, ABS, EBD
Cambio: automatico a 6 marce
Sterzo: a cremagliera con servocomando
Angolo di attacco: 37°
Angolo di dosso: 28°
Angolo di uscita: 29°
Altezza minima da terra: 240 mm
Pendenza massima superabile: 45°
Capacità di guado: 700 mm
Diametro di svolta: 11,4 m
Velocità massima: 180 km/h
Accelerazione da 0 a 100 km/h: 11,7 sec.

Consumi:
Percorso urbano: 13,1 litri/100 km
Percorso extraurbano: 8,5 litri/100 km
Percorso misto: 10,2 litri/100 km 

 

DALLA VAL D'ISERE ALL'ALTA VALLE DEL SANGRO

Il nostro viaggio ha inizio dalla nuova redazione di Torino da dove ci dirigiamo verso il colle di Moncenisio Discovery 3 2.7 V6TD HSE   per varcare i confini nazionali e raggiungere il centro alpino di Val d'Isere, teatro in estate (fino al 2008) del famoso Salone dedicato al mondo del fuoristrada. Prima di raggiungere il villaggio incuneato nell'omonima vallata dell'Alta Savoia  tocchiamo anche il "tetto" del nostro itinerario, varcando il passo del "Col de l'Iseran" situato a quota 2.770. Sui ripidi e tortuosi tornanti che si inerpicano alla volta dell'Iseran il Discovery avanza veloce e sicuro, senza tentennamenti sia nell'erogazione della potenza che nell'elasticità espressa ai vari regimi di marcia; e senza risentire della modalità adottata nella selezione delle marce (automatico e sequenziale). Assai contenuta, in questa fase, è stata inoltre il decremento di potenza dovuto alla rarefazione dell'aria a causa della quota prossima ai 3.000 metri d'altezza raggiunta in corrispondenza Discovery 3  2.7 TDV6 HSE dell'Espace Killy dove abbiamo realizzato una prima serie di test off-road su roccia e sterrati d'alta quota per mettere a dura prova l'efficacia del "Terrain Response".
Rientrati a Torino iniziamo la lunga maratona autostradale alla volta di Bologna, per proseguire quindi lungo l'autostrada Adriatica fino al casello di Lanciano da dove puntiamo all'interno verso l'Alta Valle del Sangro. Approfittiamo di questa trasferta per effettuare dei nuovi test in fuoristrada sul Monte Pallano (presente su questo numero). Oltre alle prove in fuoristrada effettuate "sul campo" decidiamo inoltre di sottoporre il Discovery 3 anche ad una serie di prove molto tecniche all'interno di un'area prova appositamente attrezzata (come quella della scuola "Mirage 4x4" a Cesana Torinese), mentre per testare le capacità di guado concluderemo il nostro long-test all'interno della tenuta della Mandria dopo una percorrenza totale di circa 3.000 chilometri.   

 

OFF-ROAD NELLA SCUOLA DEI SUV

Nel corso del nostro long-test a bordo del Discovery 3 non poteva mancare una serie di prove in un area appositamente attrezzata per le più svariate prove di tecnica di guida in fuoristrada.  Discovery 3  2.7 TDV6 HSEA tale scopo ci siamo recati nella struttura della "Mirage 4x4 SUV Academy" situata a Cesana Torinese, a circa 90 chilometri da Torino e a due passi da Sestriere. Fondata e diretta da Paolo Olivero, giornalista del settore automobilistico e pilota di lungo corso, la Mirage 4x4 organizza eventi e corsi di guida in fuoristrada e su ghiaccio nella stagione invernale, avvalendosi di un collaudato team di istruttori professionisti che svolgono le lezioni teoriche nell'aula della scuola, abbinate a sessioni di guida nella pista antistante la struttura permanente di Cesana (Mirage 4x4 by Mirage S.a.s. - 10054 Cesana Torinese - T0 - Tel. 340.60.81.354 - www.mirage4x4.it - info@mirage4x4.it).

Nell'ampio circuito di prova della scuola troviamo un vero e proprio concentrato di situazioni estreme che mette a dura prova il nostro Discovery: dalla marcia su massi e pietre al Discovery 3  2.7 TDV6 HSEsuperamento di dossi elevati resi particolarmente viscidi dalle recenti precipitazioni, dal transito lungo canaloni completamente allagati al superamento di ripide pendenze laterali delimitate dalle varie porte presenti lungo il percorso, dalla marcia tra la fitta vegetazione del bosco circostante agli sterrati veloci sui quali abitualmente sfrecciano i SUV sollevando nubi di polvere.
Anche in questo caso la scelta della corretta modalità di marcia impostata sul "Terrain Response" si è rivelata fondamentale per affrontare in condizioni di massima sicurezza la maggior parte delle situazioni, grazie anche alla possibilità di variare l'altezza delle sospensioni che si è dimostrata particolarmente utile per aumentare l'angolo di dosso (e quelli di attacco e di uscita) del veicolo. 

 

"NAVIGANDO" NEL PARCO DELLA MANDRIA

Croce e delizia della maggior parte dei fuoristradisti, il guado rappresenta indubbiamente una delle situazioni più affascinanti, ma anche più impegnative, legate alla guida di un veicolo a quattro ruote motrici. d  E non soltanto per i suoi aspetti spettacolari, che evocano spesso immagini di grande avventura (quasi sempre legate ai rally-marathon), ma anche per altri fattori;  tra questi probabilmente c'è anche una sorta di atavica emozione legata al ritorno nell'ambiente liquido, milioni di anni fa capolinea di partenza di ogni essere vivente.

La conclusione del nostro long-test non poteva trovare quindi una ambientazione migliore di quella rappresentata dalla prova del guado, situazione nella quale il Discovery 3 di ultima generazione annovera dei valori tra i migliori del segmento essendo infatti la capacità di guado espressa nella scheda tecnica del veicolo pari a 70 centimetri. Anche in questo caso abbiamo seguito alla lettera le manovre da effettuare quando si affronta un guado impegnativo, rappresentate Discovery 3  2.7 TDV6 HSE schematicamente dalla classica fase di ricognizione (scendendo dall'auto ed esplorando a piedi la zona da attraversare, utilizzando un'asta di fortuna per valutare la profondità dell'acqua), dalla fase di entrata in acqua, dalla fase di "navigazione" e dalla fase di uscita. 

In acqua è necessario mantenere inoltre una velocità costante e moderata per evitare che l'onda venutasi a creare davanti al radiatore possa innalzare il livello dell'acqua che, penetrando all'interno del cofano motore, potrebbe danneggiare l'impianto elettrico o infiltrarsi nel filtro di aspirazione dell'aria. Un'andatura troppo elevata nella fase di entrata, rallentando la penetrazione dell'acqua nelle parti basse del veicolo potrebbe inoltre favorire il fenomeno di galleggiamento che, in presenza di forte corrente, renderebbe estremamente difficile mantenere la direzionalità del veicolo.Il nostro Discovery Discovery 3  2.7 TDV6 HSE si è dimostrato perfettamente all'altezza della situazione anche in questo caso, grazie anche all'ottimo handling dei pneumatici Goodyear Wrangler (255/19) a larga sezione, che hanno fornito un'aderenza eccezionale sul fondo ghiaioso e nel superamento delle rocce  affioranti in superficie.

Particolarmente utile per la realizzazione di questa parte del nostro long-test è stata l'assistenza fornita dal nostro collaboratore Flavio Valente (esperto di veicoli storici Land Rover), e dal Comune di La Cassa che ci ha concesso le autorizzazioni necessarie per affrontare i percorsi di sua competenza situati all'interno del Parco della Mandria.

     



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