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FUORISTRADA & COMUNICAZIONE

| 09 giugno 2009 10:25

Fuoristrada & Comunicazione

 

La cronaca degli ultimi anni ci ha abituato ormai da tempo a ogni tipo di deviazione semantica, sia per quanto riguarda la consuetudine Fuoristrada & Comunicazionedi ribattezzare le parole più semplici con neologismi ritenuti "politicamente corretti", sia per stigmatizzare termini e situazioni da mettere all'indice. Nel caso degli incidenti automobilistici abbiamo letto spesso ad esempio titoli come "SUV contromano causa incidente...", "Fuoristrada a forte velocità investe un pedone...", "Ubriaco alla guida di un SUV...", ecc.  A nessuno verrebbe in mente di fare un titolo di cronaca del tipo "L'incidente è stato causato da un'auto del segmento C", oppure "Un berlina a tre volumi blocca la circolazione sulla tangenziale..", ma se i veicoli coinvolti sono dei 4x4 si ritiene più importante sottolineare la tipologia del mezzo che non raccontare i fatti di cronaca. Si tratta indubbiamente di titoli faziosi (e spesso capziosi) che si inquadrano in quel fenomeno di "criminalizzazione" dei fuoristrada che, seppur intensificato negli ultimi anni, ha radici più profonde che risalgono agli anni compresi tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta. Anche per quanto riguarda la presunta maleducazione dei possessori di SUV e fuoristrada. Ricordiamo a tale proposito una campagna di comunicazione sociale di "Pubblicità Progresso" del 1993, dedicata al problema del parcheggio dei veicoli nei centri storici, che doveva evidenziare la cattiva abitudine di parcheggiareFuoristrada & Comunicazione i veicoli sui marciapiedi a ridosso dei muri delle abitazioni in maniera da impedire il transito dei pedoni e dei disabili. E quale veicolo viene scelto per la campagna pubblicitaria? Un fuoristrada naturalmente e sui muri delle principali città italiane viene affisso un manifesto con una Jeep parcheggiata con disinvoltura su un marciapiede del centro di Milano, con la scritta "Il guaio dei non vedenti è di vivere in un mondo di ciechi". Il messaggio in questo caso è chiaro: i maleducati che parcheggiano i veicoli in questo modo sono i fuoristradisti. In altri casi invece si è assistito paradossalmente anche all'utilizzo di un fuoristrada per campagne pubblicitarie legate ad associazioni tradizionalmente non tenere con le problematiche legate alla mobilità a trazione integrale. Sempre nella prima metà degli anni Novanta Fuoristrada & Comunicazioneinfatti "Lega Ambiente" lancia una campagna pubblicitaria sui maggiori magazine italiani allo scopo di reclutare del personale da assegnare alle proprie attività di tutela ambientale. Lo slogan della campagna ("Siamo diventati cacciatori di teste") era accompagnato da una foto raffigurante uno dei veicoli dell'associazione che, per una strana ironia della sorte, era una vecchia Land Rover 88. Anche la comunicazione all'interno dei saloni specializzati ha risentito, inevitabilmente, della coscienza ambientale del momento la cui intensità è strettamente legata all'andamento dell'economia mondiale. Sulla passerella di Detroit ad esempio fino a qualche anno fa (prima della crisi) diverse aziende leader nella produzione di Fuoristrada & Comunicazionefuoristrada non esitavano a proporre immagini forti e allestimenti faraonici realizzati all'insegna dell'avventura estrema. Nello stand della Jeep ad esempio (nell'edizione del 2007) si poteva ammirare una sontuosa scenografia che vedeva una Wrangler Rubicon trasformata in freeclimber intenta a scalare una parete di roccia trasportando due canoe ancorare sul roll-bar. Un'immagine molto forte, ulteriormente sottolineata dal claim "The sky il the limit" (l'unico limite è il cielo) scelto per l'occasione, che evidenziava soprattutto (oltre alla versatilità del veicolo) la possibilità di andare ovunque col proprio fuoristrada la cui motricità era supportata anche dai confortanti dati di mercato. Fuoristrada & ComunicazioneMa la crisi incombente avanza velocemente ed appena due anni dopo inizia già ad avvertirsi pesantemente sul panorama automobilistico mondiale per cui anche nel settore dei fuoristrada la musica deve cambiare. E nel corso del Salone di Detroit del 2009, sempre nello stand delle Jeep, si assiste ad una radicale metamorfosi nella proposta dei messaggi riguardanti l'immagine del più famoso 4x4 a stelle e strisce. Accantonate pareti rocciose e situazioni estreme, la comunicazione Jeep sceglie due immagini molto rassicuranti ed ecologiche per promuovere l'icona dell'off-road; nella prima, quasi bucolica, si vede il veicolo inserito tra una foresta di alberi, mentre nella seconda il mezzo fa da sfondo ad un trekker con bastone da montanaro e zaino in spalla. Un'atmosfera decisamente in linea con le tendenze di mercato e con le esigenze di tutela ambientale che, anche sul mercato statunitense, inizia ad avere un certo peso, come testimoniava proprio nell'edizione 2009 del Salone di Detroit il debutto in anteprima mondiale della nuova Jeep Wrangler Unlimited EV.
 

 

 



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