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CAPITOLO 4: COME MUOVERSI NEL FANGO

| 09 aprile 2010 16:52

COME MUOVERSI NEL FANGO

 

Una delle maggiori insidie dei mesi autunnali e invernali è rappresentata dalla presenza di fango, COME MUOVERSI NEL FANGOritenuta dalla maggior parte dei fuoristradisti una delle componenti essenziali (di cui farebbero volentieri a meno) disseminate lungo i percorsi presenti sul nostro territorio. La particolare conformazione orografica che caratterizza l'arco alpino e la lunga dorsale appenninica, ricca di sensibili variazioni altimetriche e ampie zone costantemente in ombra, rende praticamente il fango una minaccia costante per i 4x4 anche nei periodi di siccità. Ma come si affronta un tratto fangoso a bordo di un fuoristrada? Qual'è la traiettoria migliore per cavarsela senza problemi in ogni situazione? E gli accessori più utili? Prima di entrare nel cuore del problema, è necessaria una piccola digressione in merito alla profondità e alla consistenza dello strato fangoso. Per quanto riguarda la profondità del fango,COME MUOVERSI NEL FANGO il parametro fondamentale è rappresentato dall'altezza minima da terra del veicolo, valore in base al quale viene definito poco profondo uno strato di fango la cui altezza risulti ad essa inferiore, mentre in caso contrario si parla di fango profondo. In presenza di fango poco profondo, sotto il quale si trova generalmente uno strato di terreno duro e consistente, non vi sono particolari problemi e, una volta inserita la trazione integrale (ed eventualmente anche le ridotte), si procede a velocità moderata. Un'andatura troppo sostenuta, oltre a rivelarsi inadeguata ai fini dell'aderenza e della sicurezza in presenza di eventuali ostacoli (sassi, buche profonde, rami, etc.) nascosti nel fango, può sollevare anche una vera e propria ondata di melma frammista a detriti di ogni genere; questi, una volta depositati COME MUOVERSI NEL FANGOsul radiatore potrebbero causare (in seguito all'evaporazione dell'acqua dovuta al calore) la formazione di uno strato di fango tra le griglie del radiatore stesso provocandone il surriscaldamento. Allo stesso rischio è esposta anche la ventola situata davanti al radiatore per cui, oltre a contenere la velocità, è consigliabile tenere sempre sotto controllo il manometro dell'acqua per evitare danni alle guarnizioni della testata. Quando invece il fango è abbastanza profondo, senza arrivare necessariamente a sfiorare il fondo del veicolo, è consigliabile adottare una guida abbastanza slanciata, prendendo se necessaria una breve rincorsa e mantenere una velocità la più uniforme possibile. Per migliorare le condizioni di aderenza si può ricorrere alla cosiddetta "remata",COME MUOVERSI NEL FANGO rappresentata da un continuo zigzagare dello sterzo verso destra e verso sinistra, mentre un'ulteriore manovra di emergenza per tirarsi fuori da eventuali difficoltà può essere quella di accelerare e decelerare con brevi ma intensi colpi sull'acceleratore. Questa tecnica, provocando una rapida rotazione delle ruote, contribuisce (grazie alla notevole forza centrifuga inferta sulla superficie dei pneumatici) a liberare i tasselli delle gomme agevolando la loro aderenza nel fango. Indipendentemente dalla profondità del fango è preferibile scegliere una marcia non troppo bassa (II o III ridotta) che, pur assicurando al motore di mantenere una certa coppia, eviti di far girare troppo velocemente le ruote che, a causa della diminuzione dell'aderenza, inizierebbero inesorabilmente a scavare bloccando completamente il veicolo. A proposito delle gomme va sottolineato che, nonostante la presenza sul mercato di alcuni tipi di pneumatici studiati appositamente per un utilizzo in presenza di fango, il disegno del battistrada è praticamente irrilevante per quanto riguarda la motricità del veicolo. Il fango infatti tende a riempire, COME MUOVERSI NEL FANGOin brevissimo tempo, anche le tassellature più profonde rendendo la più artigliata delle gomme liscia e levigata come quella di una formula uno. Questa evenienza si verifica soprattutto in presenza di una elevata viscosità del fango poiché più il fango è denso, più difficile risulta la marcia; se il fango è meno consistente (cioè particolarmente frammisto ad acqua) i problemi di avanzamento sono meno accentuati e possono essere risolti con relativa facilità. Viaggiando in convoglio, dev'essere assolutamente evitato di attraversare contemporaneamente un tratto fangoso con due vetture per non ritrovarsi impantanati in coppia, aumentando quindi le difficoltà per uscire dalla morsa del fango; caratteristica, in questi casi, è la formazione delle "rotaie", cioè quei COME MUOVERSI NEL FANGOprofondi solchi, peculiari in presenza di fango, al cui interno il veicolo perde praticamente qualsiasi prerogativa di direzionalità. Più numerosi sono i veicoli che attraversano un tratto fangoso, maggiore è la profondità delle rotaie che tuttavia si rilevano utilissime ai fini della sicurezza quando, in presenza di forti inclinazioni laterali, contribuiscono ad ancorare saldamente il veicolo alla carreggiata.

Per quanto riguarda la traiettoria ottimale da seguire nell'attraversamento di un tratto fangoso, la rotta migliore (compatibilmente con le condizioni del percorso) è rappresentata da una traiettoria che risulti la più rettilinea possibile; al contrario un percorso curvilineo, seppur con lieve angolazione, può rallentare l'andatura diminuendo anche l'aderenza delle ruote nel COME MUOVERSI NEL FANGOterreno. Un altro particolare importante per l'aderenza è rappresentato dalla possibilità di mantenere il veicolo in posizione orizzontale poiché, in caso di pendenza laterale, il peso (e di conseguenza la trazione) si trasferisce soprattutto sulle ruote a valle che sono sottoposte ad un maggiore attrito; le ruote a monte, a causa del minor carico, perdono molta aderenza e, soprattutto in presenza di fango, tendono a girare a vuoto. Tra gli accessori più utili per affrontare il fango, le tradizionali catene da neve possono garantire risultati sorprendenti nelle maggior parte delle situazioni; è consigliabile inoltre montarle con una leggera tensione in maniera tale che, scuotendosi in seguito alle sollecitazioni della trazione, possano liberarsi delCOME MUOVERSI NEL FANGO fango accumulato tra le maglie metalliche mantenendosi così sempre pulite. Altrettanto efficaci si rivelano le piastre da fango (analoghe a quelle da sabbia), un robusto crick e una pala di generose dimensioni, oltre naturalmente alla presenza di un verricello; quest'ultimo risulta prezioso per disincagliarsi dal fango a condizione di avere un solido ancoraggio per il cavo di traino. Anche nella guida su fondi fangosi, infine, come nella maggior parte delle situazioni legate alla pratica del fuoristrada, è fondamentale una preventiva ricognizione a piedi. Questa precauzione, oltre a consentire una più attenta ed immediata valutazione del grado di difficoltà presente, consente di verificare anche la possibilità (una volta superato il tratto fangoso) di poter invertire la rotta in caso di un eventuale ostacolo insormontabile, evitando il ricorso ad estenuanti retromarce in condizioni estremamente precarie.

(4 - Continua)

 



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