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AGOSTO 2010: UN MESE DA DIMENTICARE

| 01 settembre 2010 19:15

AGOSTO 2010: UN MESE DA DIMENTICARE

 

Sono stati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i dati relativi alle immatricolazioni di agosto che, ancora una volta, evidenziano una pesante contrazione nelle vendite pari al -19.3% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per un'analisi più approfondita del fenomeno pubblichiamo integralmente i comunicati stampa dell'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) e del Centro Studi Promotor GL Events. 

 

MAI COSI' MALE IL MERCATO DELL'AUTO DALL'AGOSTO 1993 (UNRAE)

"I pessimi dati del mercato delle auto nuove di agosto non fanno che confermare il quadro di forte disagio dell'intera filiera che si riflette fortemente anche sulle Reti di vendita, con molti concessionari in difficoltà. Questo è un ulteriore negativo aspetto del notevole calo delle vendite, che - come già da noi evidenziato - inciderà anche sul gettito fiscale, con una contrazione che valutiamo attorno ai 2 miliardi di euro". Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE, l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, commenta così i dati di mercato di agosto, diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: 68.718 immatricolazioni (-19,3%) nel mese, rispetto alle 85.123 dell'agosto 2009, con un cumulato degli otto mesi di 1.386.863 unità (-2,5%, contro le 1.422.192 dello stesso periodo dello scorso anno). In termini statistici, un risultato delle immatricolazioni peggiore di quello dell'agosto 2010 fu quello registrato nell'analogo mese del 1993, con 66.513 targhe. A questi dati, che danno la misura dello stato depresso della domanda, UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)si va ad aggiungere il quadro altrettanto depresso della raccolta ordini, frutto dello scambio di informazioni fra ANFIA ed UNRAE: circa 73.000 (-20%) nel mese e 1.130.000 (quasi il 24% in meno) nell'intero periodo. "La ridotta raccolta di nuovi ordinativi", sottolinea Filipponi, "fa emergere con maggiore chiarezza il pessimo trend del mercato, destinato a deteriorarsi ulteriormente nella parte finale dell'anno, che si stima si possa concludere con una raccolta inferiore di almeno 650.000 ordini rispetto al 2009, con pesanti riflessi occupazionali sull'intera filiera dell'automobile in Italia. Tutto ciò, in presenza di uno scenario interno ed europeo che stenta a mostrare coerenti segnali di ripresa, mentre le aspettative negative trovano conferma anche nella flessione degli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese". Esaminando i dati di mercato di agosto, gli analisti dell'UNRAE sottolineano come: la flessione del 20% dell'andamento complessivo del mercato sia il risultato mediato di una più pesante contrazione degli acquisti dei privati (-28,5%), rispetto ad un incremento del 33% dei noleggi e dell'8,2% delle immatricolazioni a società; le autovetture con motorizzazioni tradizionali (benzina e diesel) abbiano evidenziato una flessione del 4,2%, mentre quelle a basso impatto ambientale (gpl, metano e ibride) denunciano una riduzione del 64% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; rispetto ad una contrazione delle vendite nelle regioni settentrionali, inferiore alla media del mercato, si registri un crollo delle immatricolazioni del 33,3% nell'Italia meridionale e del 28,7% nelle isole, proprio laddove risulterebbe più efficace l'attuazione di un programma di rinnovo del vecchio parco circolante. Infine, sempre secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il settore dell'usato ha evidenziato nel mese 229.022 trasferimenti di proprietà (al lordo delle minivolture), in crescita dell'8,7% rispetto ai 210.671 dello scorso anno. I primi 8 mesi registrano una sostanziale stabilità (+0,7%) rispetto al 2009 con 2.917.998 trasferimenti.

 

IN COMA PROFONDO IL MERCATO ITALIANO DELL'AUTO (CSP GL Events)

E' in coma profondo il mercato italiano dell'auto. In agosto le immatricolazioni hanno fatto registrare una contrazione del 19,3% attestandosi a quota 68.718 il livello più basso degli ultimi 17 anni. Dopo un primo trimestre positivo, in quanto ancora sostenuto dalla coda degli incentivi 2009, le vendite di auto in Italia da aprile ad agosto hanno subito un calo molto consistente (-18,8%) dovuto al fatto che, finiti gli incentivi, la domanda non ha trovato nella ripresa dell'economia stimoli adeguati a sostenerla. Com'è noto, un recupero del quadro economico è in atto, ma è stimolato soprattutto dalla domanda estera e, almeno per il momento, riguarda piu le imprese che i consumatori. Illuminante in proposito è l'andamento degli indicatori di fiducia. Quello relativo alle imprese manifatturiere è in netto e costante recupero dall'aprile 2009. Quello relativo ai consumatori, grazie agli ammortizzatori sociali e familiari (risparmio privato e solidarietà della famiglia allargata) si è mantenuto su livelli soddisfacenti nel 2009,Centro Studi Promotor GL Events ma è in netto calo dall'inizio del 2010. Poichè la situazione politica sembra escludere, almeno nel breve termine, la possibilità di nuovi incentivi, le prospettive per l'ultima parte del 2010 sono fortemente negative. Tra l'altro, dall'inchiesta congiunturale condotta a fine agosto dal Centro Studi Promotor GL Events emerge che ben il 52% dei concessionari prevede ulteriori diminuzioni della domanda nei prossimi mesi. Considerando il buon risultato del primo trimestre dell'anno (+23%) per la già citata coda degli incentivi 2009, il 2010 dovrebbe chiudersi con un calo del 12% e con un volume di immatricolazioni di 1.900.000 vetture. Si tratta di un livello decisamente basso e tale da mettere a rischio molte concessionarie che necessariamente si giocano la sopravvivenza soltanto sul mercato italiano, a differenza di quanto succede per le case automobilistiche che operano a livello globale e possono quindi trovare compensazione al negativo andamento in Italia su altri mercati ed in particolare su quelli extra europei in cui la domanda di autovetture è oggi decisamente sostenuta. In mancanza di incentivi statali la ripresa del mercato italiano è rinviata dunque al 2011 ed appare strettamente legata alle politiche delle case automobilistiche e soprattutto all'andamento del quadro economico. I costruttori di auto non hanno certo tirato i remi in barca per la crisi, ma anzi stanno per presentare un consistente pacchetto di novità che potranno essere viste al Salone di Parigi ed al prossimo Motor Show di Bologna, che vedrà la presenza di tutte le case auto con poche e non significative eccezioni. E' noto che le novità esercitano sempre una forte funzione di stimolo sulla domanda. Per il nostro mercato eventuali effetti si vedranno però solo nel 2011. In ogni caso sarà necessario che il quadro economico italiano continui a migliorare e che sia quindi superato il pericolo di un'evoluzione dello scenario congiunturale a W, così che, a un clima di fiducia positivamente intonato per l'industria, si accompagni un recupero della fiducia dei consumatori, condizione indispensabile per sostenere la propensione all'acquisto di beni durevoli.

 

 

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