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Citroen C4 Aircross: Long Test in Tunisia

| 08 novembre 2012 23:45

Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia

Una  entusiasmante  avventura  nel  deserto   tunisino  organizzata  dalla  nostra  redazione, in  collaborazione  con  la  Citroen  Italia, per  effettuare  un  long-test  nel  Sahara  con  la  nuova  C4  Aircross -  Nel  corso  di  una  settimana  abbiamo  percorso  oltre  2.000  chilometri  dei  quali  1.500  su  asfalto, 200  su  sterrati  e  tole  ondulée  e  oltre  130  attraverso  le  sconfinate  distese  di  dune  del  Grand  Erg  Orientale  tra  le  oasi  di  Douz  e  El  Faouar.

 

Nel corso degli ultimi anni abbiamo effettuato diverse spedizioni nel SaharaCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia per la realizzazione  di test-drive particolarmente impegnativi e in grado di offrire, oltre ad una location di grande effetto, un'ampia gamma di situazioni on&off-road nelle quali provare il veicolo.   In tutti i casi si trattava però di fuoristrada tradizionali o di pick-up, entrambi mezzi dotati del classico telaio a longheroni e di marce ridotte, per cui l'idea di attraversare le dune a bordo di un SUV di ultima generazione risultava particolarmente stimolante e, nel nostro caso, anche innovativa nella scelta del veicolo.  Tra le ultime novità recentemente apparse sul mercato, una delle più interessanti e apprezzate è stata senz’altro la nuova Citroen C4 Aircross.  Ed è stato proprio nel corso della tradizionale prova su strada, effettuata la scorsa estate tra le colline e gli sterrati nei dintorni di Spoleto, che si è concretizzata l’idea di realizzare un long-test in Africa.   Soprattutto dove averne valutato il comportamento su percorsi off-road di un certo impegno dove, a parte alcune limitazioni dovute ai valori della altezza minima da terra, la C4 aveva superato senza problemi anche alcuni passaggiCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia particolarmente “tecnici“.  Per rendere il più comparativo possibile il nostro long-test, abbiamo scelto inoltre di portare in Africa lo stesso veicolo utilizzato per la prova in Italia, strettamente di serie e non sottoposto ad alcuna modifica.  Raggiunta la capitale tunisina nel tardo pomeriggio dopo una notte di navigazione agitasissima, con mare forza 8, ci mettiamo subito in viaggio alla volta di Kairouan prendendo l’autostrada (l’unica del Paese) in direzione di Hammamet.  La nostra C4 è sferzata da un violento temporale per cui, per viaggiare con maggiore sicurezza, inseriamo la modalità “4WD“ e avanziamo con estrema prudenza poichè non c’è traccia di asfalto drenante e il rispetto del codice stradale da queste parti è spesso un’opinione.

 

La  traversata  del  deserto  di  sale

Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  TunisiaDichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1988, Kairouan è una delle oasi più belle e suggestive dell’intera Tunisia che conta oggi oltre 100 mila abitanti. La sua fama è dovuta soprattutto alla famosa Moschea risalente al VII secolo, la più antica dell’Islam.  L'importanza di questa oasi è inoltre ulteriormente sottolineata dal fatto che Kairouan rappresenta una delle quattro città sante dell'Islam (assieme a Medina, La Mecca e Gerusalemme).  Una breve sosta per la visita alla Moschea e all’interno del souk e riprendiamo la marcia alla volta di Tozeur da dove effettueremo la traversata dello Chott Ed Djerid, il maggiore lago salato della Tunisia.  Oggi l’antica pista lunga 80 chilometri, che fino a circa venti anni fa l’attraversava nel punto più stretto congiungendo le oasi di Touzer e Kebili, si è trasformata in un lungo e rettilineo nastro asfaltato adagiato in cima ad un terrapieno di alcuni metri che lo pone al riparo dalla inondazioni invernali. In diversi punti però ci sono delle pedane di accesso (situate in corrispondenza dei punti in cui la crosta del sale èCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia sufficientemente dura e compatta da sostenere il peso di un veicolo), che consentono di avanzare, seppur per brevi tratti, direttamente sulla superficie dello Chott.  In queste aree inoltre alcuni locali, dallo spiccato spirito imprenditoriale, hanno costruito diverse montagnole di sale sulla cui sommità hanno collocato bizzarre figure fantascientifiche ispirate al film Guerre Stellari di George Lucas che proprio da queste parti (soprattutto a Tozeur e Matmata) ha ambientato diverse sequenze della prima pellicola della fortunata saga cinematografica.  Naturalmente questi passaggi sullo Chott El Djerid costituiscono la prima grossa tentazione, irresistibile, per iniziare a testare la nostra C4 Aircross in fuoristrada e, naturalmente, sotto l’occhio vigile (ma discreto) di un arabo che osserva incuriosito le nostre evoluzioni in attesa di ricevere l’immancabile obolo prima di andare via.  Il fondo è duro ma ricco di asperità e spuntoni di sale simili a quelli formate dalle rocce sulle nostre mulattiere alpine,Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia per cui avanziamo tenendo sempre bene d’occhio la superficie sulla quale poggiano le ruote. Per questo tipo di fondo è sufficiente la modalità “4WD“, ma nella fase di uscita è meglio inserire la “4WD Lock“ poichè in alcuni casi la pendenza è notevole e non vogliamo rischiare un sovraffaticamento della frizione.  Arrivati a Kebili, l’oasi nota per la produzione di datteri, transitiamo sotto la sua inconfondible porta di ingresso formata da due cammelli giganti, contrapposti e fusi nella parte posteriore, puntando subito dopo verso Sud per raggiungere l’oasi di Douz, capolinea di partenza della nostra avventura sahariana tra le dune del deserto.


 

Dalle  dune  di  El  Faouar  al  tole  ondulée  della  natural  gas  pipeline

Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  TunisiaPrima di entrare a Douz chiamiamo al telefono Belgacem Ben Abdennour, un nostro vecchio amico, titolare dell’agenzia Lac Douz Voyages che ci accompagnerà nel corso della escursione nel deserto a bordo di un pick-up equipaggiato con tutte le attrezzature di soccorso e pronto ad intevenire in caso di emergenza. Il nostro tradizionale meeting-point è la piazza centrale dell’oasi, ai piedi di una grossa scultura raffigurante un guerriero touareg al galoppo su un cammello.  Belgacem arriva puntuale a bordo di un quad e, dopo i saluti di rito, si stupisce di trovarmi con un veicolo ben diverso da quelli che solitamente è abituato ad accompagnare da queste parti sulle dune.  Ci dirigiamo subito presso la sua agenzia e, sorseggiando thè alla menta accompagnato da gustosi (e dolcissimi) pasticcini arabi alle mandorle e pistacchio, tentiamo di impostare un itinerario di massima adatto alla C4 Aircross.  Dopo un’attenta osservazione delle carte dettagliate della regione, decidiamo di effettuare un percorso ad anello nella fascia di dune che separano Douz,Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia nota come la “porta del deserto“ e l’oasi di El Faouar situata a circa 40 chilometri a SO di Douz, non lontano dai margini meridionali dello Chott El Djerid.  Complessivamente dovremmo percorrere circa un centinato di chilometri attraverso le dune del Grand Erg Orientale.  Il pick-up di Belgacem farà da apripista e noi lo seguiremo a distanza di sicurezza, contattandolo via radio quando ci fermiamo per scattare qualche foto.  L’unica raccomandazione, conoscendo le abitudini corsaiole della nostra guida, è quella di andare piano e, soprattutto, di tenere sempre sotto controllo il suo specchietto retrovisore per tenerci d’occhio (alcuni anni fa era andato talmente avanti che abbiamo atteso circa un’ora prima che si accorgesse della nostra assenza e tornasse indietro).  Lasciata Douz alle spalle, e caricata a bordo un’adeguata scorta di acqua e alcuni snack per un eventuale spuntino, ci avviamo verso Sud seguendo un strada molto dissestata e piena diCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia voragini.   Dopo una dozzina di chilometri lasciamo l’asfalto per avviarci lungo una pista sterrata pianeggiante e polverosa. Il pick-up di Belgacem solleva enormi nubi di polvere che, oltre a costringerci a chiudere i finestrini e ad accendere l’aria condizionata, riduce in alcuni tratti quasi a zero la visibilità.   Avanziamo ancora con la modalità “4WD“, ma non appena arriviamo nei primi tratti sabbiosi (dopo pochi chilometri) inseriamo subito la “4WD Lock“ che manterremo per l’intera traversata nel deserto.  Prima di affrontare la zona delle dune abbiamo preso una decisione importante per il veicolo, contraria a tutte le regole di guida in fuoristrada nel deserto: quella di non abbassare la pressione degli pneumatici.   In tutte le precedenti esperienze lo abbiamo fatto scrupolosamente, e nei vari articoli relativi alla guida in 4x4 lo abbiamo sempre raccomandato ai nostri lettori, ma stavolta abbiamo deciso di astenerci da questa operazione.  Per due motivi fondamentali: in primo luogo perCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia mantenere fino in fondo le caratteristiche strettamente di serie della nostra C4 Aircross e, dal lato pratico, per non diminuire ulteriormente l’altezza minima da terra del veicolo ed evitare il rischio di “spanciare“ sulla sommità delle dune più elevate.  Nel tratto iniziale della pista, ancora visibile tra le dune, l’altezza della sabbia è ancora relativamente modesta e, avanzando nel corso della prima mattinata, la consistenza del fondo offre ancora una buona motricità.  Ben presto però Belgacem dimentica le raccomandazioni che gli avevamo espresso nel corso del briefing nella sua agenzia, in merito al grado di difficoltà del percorso, e ci ritroviamo in un mare di dune ricco di saliscendi e corridoi al cui interno (in mancanza di marce ridotte) non è ammesso alcun margine di errore.  Dopo i primi chilometri di assestamento, troviamo il giusto feeling con la C4, riuscendo a dosare al meglio l’acceleratore ed evitando di fermarci sulle dune con pendenze in salita.  Avanziamo a ritmo sostenuto, sempre in prima marcia,Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia passando alla seconda solo nei tratti pianeggianti o in discesa, facendo estrema attenzione (soprattutto nei tratti più impegnativi) a mantenere una adeguata distanza dal pick-up di Belgacem poichè nel caso rimanesse insabbiato saremmo costretti a fermarci e, probabilmente, a ripartire con il cavo di traino.  Ma tutto procede per il meglio e la C4 avanza sulle dune con una disinvoltura tale da stupire anche la nostra guida, che quasi non riesce a credere ai suoi occhi.  Nonostante la temperatura esterna sui 25° C, e l’andatura in prima marcia quasi sempre a regime sostenuto, la temperatura dell’acqua si mantiene entro la norma e gli unici problemi sono inevitabilmente legati all’assetto del veicolo: spesse volte “grattiamo“ il fondoscocca sulla sabbia e nei transitori sulle dune più alte in tre occasioni abbiamo rallentato fin quasi a fermarci, ma dosando sempre energicamente l’acceleratore siamo venuti fuori con le sole nostre forze.   A volte, per avanzare in velocità nelCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia superamento di una duna, abbiamo toccato col muso nella fase di “atterraggio“ senza tuttavia arrecare danni al veicolo.   Nel primo pomeriggio arriviamo al “Cafè La Tente“, una tenda berbera montata nel nulla che funge da autogrill per i viandanti nel deserto, dove facciamo una breve sosta per un frugale kous-kous prima di rimetterci in marcia.   La zona delle dune è ormai alle spalle, ma per la nostra C4 Aircross le fatiche non sono ancora finite.   Anzi, l’aspetta forse la fase più dura dell’intera traversata poichè Belgacem decide di rientrare a Douz seguendo la famosa pista della “natural gas pipeline“ che segue una delle maggiori condotte di gas che attraversano questa zona del Sahara.  La pista è formata da tole ondulée, un tipo di fondo ricco di piccoli avvallamenti situati a breve distanza che trasmettono al veicolo delle vibrazioni fortissime anche a basse velocità, con il volante che trema nelle mani come un martello pneumatico.  Con i fuoristrada tradizionali, grazie alla presenzaCitroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia del telaio e ad una struttura più robusta della carrozzeria, è possibile impostare un’andatura (compresa tra i 50 e i 70 Kmh) che consente di avanzare in condizioni ottimali, arrivando persino a neutralizzare le vibrazioni, ma con un SUV è meglio non correre rischi inutili per cui la velocità di marcia di riduce attorno ai 10-15 Kmh.  Belgacem viaggia spedito davanti a noi e in diverse occasioni è costretto a fermarsi per aspettarci.  Prima di tornare sull’asfalto abbiamo un pò di sollievo grazie ad alcuni banchi di dune che ricoprono parzialmente la pista, attenuando le vibrazioni, mentre sui due lati fomano degli enormi banchi di sabbia che incorniciano pista come cumuli di neve in montagna.  E‘ quasi sera ormai quando torniamo sulla strada asfaltata dove ci fermiamo per i saluti.  Il nostro amico torna a Douz (con le strop di traino ancora imballate nel gavone) e noi deviamo sulla destra in direzione di Mamtata da dove, una volta raggiunta la costa, torneremo a Tunisi per imbarcarci alla volta di Genova.

 

Cartina  dell'itinerario

Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  Tunisia

 

La  nostra  guida

Citroen  C4  Aircross:  Long  Test  in  TunisiaNel corso del nostro long-test nel deserto del Sahara a bordo della Citroen C4 Aircross ci siamo avvalsi in loco della collaborazione di Belgacem Ben Abdennour, titolare dell'agenzia Lac Douz Voyages di Douz.  Esperto viaggiatore del deserto Belgacem (28 anni) ha trascorso molti anni nel Sahara divenendo ben presto un profondo conoscitore del Sud tunisino e guida regolarmente spedizioni attraverso gli angoli più remoti e sconosciuti del Sahara.  La sua organizzazione inoltre, oltre ai vari aspetti legati alla guida del veicolo, è in grado di risolvere anche i numerosi problemi logistici legati a pernottamenti in bivacchi, noleggio di 4x4 e permessi di transito nelle zone meno accessibili. 

Per ulteriori informazioni inviare una mail al seguente indirizzo: info@lacdouz.com, o telefonare al numero 00216-23472610.885.

 

8 GB di immagini con la Lumix DMC-TZ30 by Panasonic

Panasonic  Lumix  DMC-TZ30 Tutte le immagini scattate nel corso del nostro long-test nel Sahara tunisino con la Citroen C4 Aircross sono state realizzate con la fotocamera digitale Lumix DMC-TZ30 (14 Megapixel) della Panasonic, rivelatasi preziosa sia nel deserto che all’interno dei souk.   Grazie all’ultra grandangolo da 24 mm e al potente zoom ottico 20X (corrispondente a 480 mm di una fotocamera a pellicola 35 mm) ha consentito di riprendere senza problemi primi piani e particolari architettonici da lunghissima distanza. Nella settimana di viaggio attraverso la Tunisia abbiamo scattato complessivamente 1.382 immagini per un totale di 7,83 GB.  Robusta e affidabile in ogni occasione, non ha risentito degli sbalzi termici nel deserto e l’unica precauzione adottata è stata quella di proteggerla dalla sabbia mediante una custodia di plastica.  La batteria, sufficiente per scattare a raffica per un’intera giornata di lavoro, tende ad esaurirsi in più breve tempo solo usando frequentemente lo zoom o le modalità video.  Nel nostro caso comunque non abbiamo avuto problemi di ricarica grazie all’inverter di bordo, rivelatosi prezioso anche per alimentare i computer e i telefonini.

 



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