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Suzuki V-STROM 1050XT: tra alpe e rifugi

Giorgio Rosato - Photo Josč Citro | 29 dicembre 2020 17:05

Suzuki V-STROM: tra alpe e rifugi

Un affascinante itinerario on&off-road in sella alla nuovissima V-STROM 1050XT, l’ultima e accattivante proposta a due ruote della Suzuki, che partendo da Torino ci ha portato nelle Valli di Lanzo fino all’incantevole Rifugio Salvin, una delle strutture agrituristiche più note e apprezzate dai biker e dagli appassionati della vacanza all’aria aperta.

 

Non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate: la libertà!”. Con queste parole un giovanissimo Jack Nicholson, nei panni di un avvocato on the road, cercava di spiegare a Peter Fonda e Denis Hopper (nella mitica pellicola “Easy Rider”) i motivi per cui la profonda provincia americana non tollerava i figli dei fiori che scorrazzavano a bordo delle Harley trasformate in chopper affrescati a stelle e strisce.Suzuki V-STROM 1050: tra alpe e rifugi

Questa frase sintetizza alla perfezione una delle sensazioni più belle e intense assicurate dall’andare in moto, grazie alla fusione pressoché totale con la meccanica del mezzo abbinata al fruscio del vento si insinua attraverso il casco e, soprattutto, ad un campo visivo che spazia libero in ogni direzione.

Diversamente dall’auto inoltre, nonostante l’introduzione di tanta tecnologia (spesso proveniente proprio dal mondo delle quattro ruote), la moto ha conservato una carica emozionale evergreen destinata a durare ancora a lungo. Guidando infatti una piccola utilitaria degli anni Settanta e, subito dopo, una moderna citycar di oggi, ipertecnologica e dotata di tutti i gadget di ultima generazione, sembra di entrare in una astronave, lussuosa e confortevole, anche se un po’ avara nel regalare emozioni. Con la moto invece, sia nel caso di un modello vintage che in sella a un bolide ultra-performante appena approdato sul mercato, i brividi sono ancora gli stessi. E sembra quasi di viaggiare a ritroso nel tempo quando, ai tempi del liceo, si tentava a scimmiottare il leggendario “Ago” nel pericoloso slalom in mezzo al traffico con la maximoto (all’epoca bastava una 750 cc) ricevuta in regalo per la maturità.

Certamente la nuova Suzuki V-Strom 1050XT, con l’ampia dotazione hi-tech che la caratterizza, rappresenta lo stato dell’arte della tecnologia sulle due ruote, ma per apprezzarla appieno è sufficiente anche una tranquilla escursione in montagna, on&off-road, dove in ogni situazione si lascia condurre nella massima sicurezza anche senza utilizzare tutte le meraviglie tecnologiche di cui è equipaggiata.

 

Il  percorso

Per il nostro itinerario turistico abbiamo scelto uno dei percorsi più noti dell’arco alpino occidentale, situato nelle Valli di Lanzo a meno di un’ora di macchina da Torino: l’Alpe Salvin. La sua singolare ubicazione (è raggiungibile mediante una strada quasi tutta sterrata, lunga meno di 10 chilometri) offre inoltre lo spunto per un’interessante escursione off-road con una moto enduro, anche se equipaggiata con pneumatici di impostazione stradale. Il nostro itinerario alla volta dell’Alpe Salvin, nel cui comprensorio si trova il Rifugio Agrituristico Salvin ha inizio dalla Basilica di Superga, a Torino, da dove ci dirigiamo verso Venaria Reale, per proseguire quindi sulla statale alla volta di Lanzo.  Qui seguiamo le indicazioni per Monastero e dopo circa un chilometro e mezzo arriviamo al bivio dove si trova la chiesetta di S. Grato, per svoltare a destra in direzione del Rifugio Salvin. Superata la frazione di Mecca, arriviamo all’inizio del percorso sterrato seguendo la pista in salita che si inoltra tra i boschi attraverso un andamento altimetrico costante. Dopo aver superato un casale diroccato a ridosso della carreggiata, arriviamo nei pressi del settecentesco Santuario di Marsaglia circondato da un borgo perfettamente restaurato che evoca la tipica atmosfera dei villaggi alpini. Ogni anno, nel giorno di Ferragosto, il Santuario è meta di una processione che vede un’ampia partecipazione di fedeli che arrivano a piedi dai paesi della valle. Dopo il Santuario la pista diviene leggermente più impegnativa, soprattutto per la presenza di una serie di tornanti che, dopo alcuni chilometri, si aprono su ampi pascoli che gravitano attorno all’alpeggio Salvin. Superata una piccola chiesa in pietra situata sulla sinistra della pista è già visibile in lontananza il Rifugio Agrituristico Salvin che raggiungiamo subito dopo aver oltrepassato l’ampia curva situata in corrispondenza della radura sulla quale si trova l’eliporto. Tornati nuovamente al bivio della chiesetta di S. Grato, svoltiamo a sinistra per dirigerci alla volta di Monastero di sotto da dove raggiungiamo Lanzo deviando a sinistra poco prima dell’ingresso del paese in direzione di Torino.

 

V-STROM 1050XT 

Grazie ad  uno stile unico e una dotazione al top, la nuova Suzuki V-STROM 1050XT è il nuovo punto di riferimento della categoria Sport Enduro Tourer.

Suzuki V-STROM 1050: tra alpe e rifugi

Stile iconico

Fin dalla prima ed accurata occhiata da vicino, la Suzuki V-STROM 1050XT rivela subito le forme scultoree, il frontale a becco ispirato alle leggendarie DR-Big e DR-Z e dominato da un faro rettangolare a Led e la cura costruttiva. Tutti i particolari sono studiati per appagare la vista e per funzionare in modo impeccabile nel tempo.

Le sovrastrutture permettono di ammirare anche il robusto telaio a doppia trave in alluminio e il rinnovato bicilindrico a V di 90 gradi. Il motore è omologato Euro 5, ha una potenza massima di 107,4 CV e dispone di una coppia generosa sin dai bassi regimi. Sta al pilota decidere come sfruttarla scegliendo con il Suzuki Drive Mode Selector una delle tre modalità di guida disponibili, che offrono una risposta dolce, progressiva oppure immediata ai movimenti del polso destro.

 

Lo stato dell’arte della tecnologia

L’acceleratore è di tipo ride-by-wire e s’interfaccia con il Suzuki Intelligent Ride System. Dietro questo nome c’è un raffinato sistema di controllo elettronico che comprende vari dispositivi, i quali rendono la V-STROM 1050XT più facile, piacevole e sicura su in ogni condizione. Tutti operano in modo discreto e puntuale, facendo sì che il pilota si senta un tutt'uno con la moto e che la guida sia coinvolgente ed emozionante. Nel pacchetto S.I.R.S. rientrano per esempio un traction control regolabile su tre livelli o disattivabile, il cruise control e il sistema #PartiFacile, che semplifica le ripartenze in salita tenendo la moto frenata e impedendole di arretrare. La V-STROM 1050XT ha di serie anche il sistema #FrenaSicuro (Slope Dependent Control System e Load Dependent Control System), che modula automaticamente la frenata in base al carico e al rischio di sollevamento della ruota posteriore in discesa. In quadro si completa con il #FrenaInPiega (Motion Track Brake System), un ABS con funzione Cornering regolabile su due livelli che nei suoi interventi tiene conto sia della velocità delle ruote sia dell’angolo di piega.

I vari dispositivi sono gestiti in modo integrato in base ai dati raccolti da una piattaforma inerziale Bosch di ultima generazione, che rileva istante dopo istante i movimenti della moto in sei direzioni lungo tre assi.

 

Un equipaggiamento al top

Oltre a un pacchetto tecnologico all’avanguardia, la V-STROM 1050XT adotta di serie numerosi accessori. L’allestimento voluto da Suzuki è al top, all’altezza del claim “The Master of Adventure” che accompagna la moto nella campagna di comunicazione. Ne fanno parte i tubi paramotore e il paracarter in alluminio, le frecce a Led, il manubrio in alluminio a sezione variabile, i paramani e il cavalletto centrale. Non mancano poi un parabrezza regolabile su 11 posizioni senza bisogno di attrezzi, una sella a sua volta posizionabile su due livelli, una presa USB a lato della strumentazione digitale e una seconda presa, stavolta 12V, nel vano sottosella.

Una simile dotazione appare ancor più unica in rapporto al prezzo di listino della V-STROM 1050XT. La moto è venduta infatti a 14.590 Euro f.c. in versione nera e nelle due colorazioni speciali Gialla e Arancione/Bianca, che richiamano subito alla memoria le gloriose antenate.

 

Rifugio Salvin: un’oasi tra le nuvole

Con il termine di “alpe” vengono generalmente designati quei pascoli in alta quota, compresi tra i 1.000 e i 2.500 metri d’altezza dove, dalla fine maggio a settembre, vengono portati a pascolare bovini e ovini nel corso di  quel caratteristico pellegrinaggio noto come alpeggio. Assai diffuso da molti secoli lungo tutto l’arco alpino, l’alpeggio rappresentava una pratica adottata comunemente in epoca medievale. Al giorno d’oggi numerosi alpeggi situati nelle regioni settentrionali hanno subìto una radicale trasformazione divenendo delle attrezzate aziende turistiche che non hanno nulla da invidiare ai più moderni agriturismo.  Facilmente raggiungibili anche in auto e dotati di tutti i comfort per trascorrere una vacanza all'insegna della vita all'aria aperta a stretto contatto con la natura. Il Rifugio Agrituristico Salvin, aperto nel 1985, rappresenta oggi una delle strutture ricettive più note e apprezzate delle Valli di Lanzo, grazie alla invidiabile posizione strategica in una delle vallate più belle della regione e, soprattutto, per la rinomata gastronomia a base dei migliori prodotti tipici della cucina alpina.

I due titolari, Beppe Tomasino e Susy Allen, coadiuvati da Benjamin e George (due dei tre figli) e da alcuni collaboratori, garantiscono sempre agli ospiti un elevato standard         qualitativo nell’accoglienza, sia per quanto riguarda la preparazione e la qualità del menù, sia nel caso si voglia pernottare trascorrendo la notte in una delle stanze del Rifugio, tutto dotate di bagno e riscaldamento autonomo.

Tra le numerose specialità offerte al rifugio, oltre al vasto assortimento di salumi e formaggi, vi sono diversi primi a base di pasta fresca fatta in casa, l’immancabile polenta concia, lo spezzatino di cinghiale o di capriolo, per concludere con una delle squisite torte preparate da Susy, come la torta di mele, i cookies o la crostata del Salvin.

Numerosi inoltre gli eventi organizzati nella stagione estiva, tra cui anche incontri con musica dal vivo, mentre in autunno si svolge la classica “Maialata” (quest’anno il 24 ottobre), una giornata speciale di degustazione (pranzo e cena) a base di carne di maiale.

A causa delle problematiche legate alla pandemia da Covid19 il servizio ristorante è aperto solo su prenotazione obbligatoria, necessaria anche per il solo pernottamento.

Per chi volesse pernottare in un ambiente ancora più suggestivo e con maggiore privacy, sono disponibili anche delle baite indipendenti (una delle quali ancora in costruzione), in grado di ospitare da 2 a 4 persone.

Suzuki V-STROM 1050: tra alpe e rifugi

Questi i contatti per ulteriori informazioni e per prenotare:

Rifugio Salvin - Monastero di Lanzo - 8 Km. oltre frazione Mecca - Lanzo Torinese - TO – Telefoni +39 0123 27 205/+39 0123 73 81 07 – Cell.

+39 335 54 81 419 - Email: rifugiosalvin@gmail.com.