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50░ Anniversario Maggiolino VW Anfibio

| 16 giugno 2014 09:39

 50° Anniversario Maggiolino VW Anfibio

 

Nella storia dei grandi raid realizzati con veicoli anfibi, uno degli eventi più eclatanti 50° Anniversario Maggiolino VW Anfibio è rappresentato senz'altro dalla traversata del Canale della Manica, impresa nel quale si sono cimentati finora numerosi esperti del settore tra cui l'inglese Tim Dutton che ha attraversato la Manica nel 2006 con due veicoli.  Per quanto riguarda la nostra penisola, con i suoi oltre ottomila chilometri di coste e una miriade di isole e arcipelaghi presente lungo i litorali, una delle traversate di maggiore risonanza è senz'altro quella dello Stretto di Messina di cui proprio oggi ricorre il cinquantenario dell'impresa portata a termine mezzo secolo fa da un Maggiolino Volkswagen.  Era l'alba del 16 giugno del 1964 infatti quando un Maggiolino (1.2 lt) prende il largo dalle coste di Cannitello per dirigersi alla volte della Sicilia per approdare nei pressi di Ganzirri, a circa 10 chilometri a nord di Messina.  Il tempo necessario per percorrere 50° Anniversario Maggiolino VW Anfibio la traversata di 7 chilometri, ad una velocità di circa 4 miglia ad un regime del motore di circa 1.800 giri, fu di 38 minuti (due in meno di quelli occorrevano al traghetto di linea).  Al volante del maggiolino anfibio c'era Bent Axel Schlesinger (all'epoca responsabile dell'assistenza dell'Autogerma, che aveva sede a Bologna), accompagnato come navigatore da Franz Kuen (capo degli ispettori Autogerma).  Due mesi dopo il Maggiolino anfibio conquistò anche la prestigiosa copertina del mensile "Quattroruote", oltre ad entrare nel mondo del collezionismo con un modellino riprodotto in serie limitata.

 

Le principali modifiche

 50° Anniversario Maggiolino VW AnfibioLa trasformazione del Maggiolino in veicolo anfibio risultò molto facile grazie alla particolare struttura del veicolo che presentava una scocca dove le diverse parti della carrozzeria erano unite da saldature a punti (che univano le varie compomenti in modo discontinuo) per cui fu sufficiente realizzare una saldatura continuna della scocca per rendere possibile il galleggiamento.  Alcuni storici dell'automobile sostengono che questa struttura venne già prevista da Ferdinand Porsche quando progettò il primo modello negli anni '30, per trovare la sua definitiva applicazione nel successivo progetto della Scwimmwagen, uno dei veicoli più importanti negli storia delle auto anfibie.  Tra le altre modifiche apportate al Maggiolino allestito dall'Autogerma per la traversata dello Stretto di Messina figurano l'adozione di un chiusura di sicurezza 50° Anniversario Maggiolino VW Anfibio alle portiere (mediante la rotazione di un pomello si accostavano le porte alla guarnizione ottenendo un chiusura perfettamente ermetica), gli scarichi modificati (portati verso l'alto, ai lati del veicolo, utilizzando il principio degli attuali snorkel), il filtro dell'aria (spostato all'interno dell'abitacolo), il carburatore (inscatolato in un contenitore impermeabile) e la ventola di raffreddamento, abolita, per cui durante la navigazione il motore veniva raffreddato grazie all'immersione in acqua.  Tutto l'impianto elettrico (spinterogeno, cavi, candele, etc) venne protetto da una struttura a tenuta stagna.  All'interno dell'abitacolo vennero portati inoltre anche la bobina e lo sfiatatoio del bocchettone dell'olio lubrificate.  Per quanto riguarda la propulsione in acqua venne inserita un'elica sulla puleggia, fissata direttamente all'uscita dell'albero motore, mentre la direzione era assicurata dalla sterzata delle ruote anteriori.

 

Tre volte nello Stretto

 50° Anniversario Maggiolino VW AnfibioLa prima traversata venne fatta quasi al buio e di nascosto, a causa dei problemi avanzati dalle capitanerie di porto locali che non volevano concedere l'autorizzazione per la navigazione al Maggiolino anfibio, ma il clamore derivante dal successo dell'impresa indussero i due protagonisti a ripetere la traversata otto giorni dopo, stavolta alla luce del sole, e l'impresa finì sul "Guinness Book of World Records".  Per confermare la proverbiale robustezza ed affidabilità del Maggiolino, Schlesinger e Kuen ripeterono per la terza volta la traversata dello Stretto di Messina, nell'estate del 1984, in occasione del 20° anniversario della loro storica impresa.  Attualmente il Maggiolino Volkswagen anfibio si gode il meritato riposo tra le vecchie glorie nel Museo VW di  Wolfsburg.

 



Commenti

Inviato da Giuseppe Ligas il 05 ottobre 2016 10:18

All'epoca io avevo quattro anni e giÓ ero appassionato di automobili, che disegnavo da tutte le parti. Ricordo che vidi la copertina di Quattroruote col Maggiolino a mollo e papÓ mi spieg˛ l'articolo. Fui orgoglioso dell'evento perchŔ anche noi avevamo un Maggiolino 1200.
Adesso quel numero di Quattroruote (insieme a tutti gli altri numeri, dal 1961 al 1985) sta in casa mia e lo custodisco gelosamente.
La genialitÓ e la versatilitÓ dell'originario progetto di Ferdinand Porsche difficilmente Ŕ stata eguagliata: il Maggiolino rimane tuttora una delle massime testimonianze dell'automobile perfetta.
Inviato da Pino Donato il 02 maggio 2015 17:02

In quei giorni c'ero anch'io.
In quel periodo, nel lontano 1963, lavoravo come meccanico presso la Concessionaria Volkswagen (Auto Arcudi) di Reggio Calabria.
Fu proprio li che si definirono gli ultimi dettagli per l'attraversamento dello stretto di Messina col Maggiolino Volkswagen. Avevo poco pi¨ di 17 anni e ne fui promotore, con Alfredo Tortura (capo officina dell'Autogerma di Bologna e mio istrutture tecnico), Franz Kuen e Alex Schlesinger. Ricordo che la prima traversata fu fatta col buio per non destare sospetti alla capitaneria di porto, ma qualche settimana dopo, visto il successo ottenuto nella traversata in incognito, grazie alle autoritÓ competenti messe a conoscenza della situazione ci fu permesso di ripetere l'avventura alla luce del sole. In questo caso hanno partecipato all'avvenimento centinaia di persone, autoritÓ comprese. La stessa avventura, con le stesse persone (Kuen e Axel) la ripetemmo 20 anni dopo, il 26 giugno del 1984 con al timone i soliti due temerari.

Spero che questo messaggio giunga a destinazione per dire che io c'ero veramente.
Un particolare: nella prima traversata eseguita in incognito e di notte, ero io che con con un grosso faro illuminavo la traiettoria da seguire in mare, a bordo di una grossa barca di un mio carissimo amico che oggi non c'Ŕ pi¨.

Con stima porgo un caro saluto a Franz Kuen, augurandomi che stia bene, e a Axel Schlesinger.

Pino Donato di Palmi (Reggio Calabria)


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