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INDIAN: l’altra metŕ delle 2 ruote "made in USA"

Giorgio Rosato | 09 luglio 2021 15:02

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisce

Un breve ma intenso itinerario in sella all’affascinante Indian Scout Bobber attraverso i luoghi più suggestivi delle Langhe e Roero - La moto, messa a disposizione da Luciano Moto di Casalgrasso, ha rivelato un’estrema versatilità, grazie alle eccellenti doti stradali e, soprattutto, alla sua maneggevolezza, straordinaria per le dimensioni  - Il generoso bicilindrico V-Twin raffreddato a liquido (1.133 cc, 94 CV) assicura inoltre sempre la potenza necessaria per affrontare ogni situazione in condizioni di massima sicurezza.

 

“A piedi cammino. In macchina viaggio. In moto sogno”. Questo vecchio adagio, molto caro agli appassionati delle 2 ruote, esprime senz’altro meglio di qualsiasi altro aforisma l’essenza del vero motociclista. E io ho iniziato a sognare molto presto quando, in occasione dell’esame di maturità, mio padre mi regalò una fiammante Laverda 750 SF (la prima immatricolata in Italia). Da allora ho avuto tantissime moto di grossa cilindrata che, nel corso degli anni, si sono purtroppo diradate a causa degli inevitabili cambiamenti negli stili di vita e dell’inesorabile affievolirsi delle energie. Ma la passione per le due ruote, come sanno bene i biker più irriducibili, non si spegne mai del tutto.INDIAN: La Grande Sfida Neanche dopo che hai venduto la tua ultima moto (nel mio caso una Kawasaki Z4 900) e, prima o poi, il tarlo di rimontare in sella torna prepotentemente a farsi sentire.  Non avevo mai guidato una moto americana che, per tutti i motociclisti della mia generazione, si identificava soprattutto con l’Harley. Sebbene conoscessi benissimo anche le Indian, rivale storica dell’Azienda di Milwaukee e considerata da sempre l’altra metà delle due ruote a stelle e strisce.

A focalizzare la mia attenzione su questa motocicletta è stato un bellissimo film interpretato da Sir Anthony Hopkins (Indian, la grande sfida ), uscito nel 2005, nel quale il noto attore britannico rievoca le gesta del mitico Burt Munro. Questo pilota neozelandese è passato alla storia per aver conquistato nel 1967 il record mondiale di velocità (per moto di cilindrata fino a 1.000 cc) raggiungendo i 295,5 kmh sul lago salato di Bonneville, nello Hutah, a bordo di una Indian Scout del 1920. Per dovere di cronaca va inoltre sottolineato che Munro, durante le prove di qualifica, venne cronometrato a 305,9 kmh!

La scintilla era scoppiata e il desiderio di provare una Indian Scout è levitato sempre più negli anni a venire fino a quando, alla vigilia delle settanta primavere, ho deciso che era arrivato il momento della mia grande sfida. Un sogno divenuto realtà grazie alla collaborazione, e alla disponibilità, di Luciano Moto di Casalgrasso (CN) che ha messo a disposizione della redazione la moto utilizzata per la realizzazione di questo servizio.

 

Tra Langhe e Roero con la Indian Scout Bobber

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceRitiriamo la nostra Indian Scout Bobber presso la sede di Luciano Moto a Casalgrasso, a circa 50 chilometri da Cuneo e, indossati casco e guanti, ci dirigiamo alla volta di Cherasco da dove ha inizio il nostro itinerario attraverso le Langhe e Roero.

Il percorso scelto per il giro turistico in sella alla Indian Scout Bobber si snoda lungo un anello che, partendo da Cherasco, ci porterà a Barolo (che si è recentemente aggiudicato il prestigioso titolo di Città Italiana del Vino 2021), per proseguire fino al castello di Grinzane Cavour (sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour) per concludersi nella suggestiva cornice architettonica di Pollenzo, l’antica città romana di Pollentia fondata nel II secolo a.C., situata a pochi chilometri da Bra.

Partiamo da Cherasco, nota per le il suo celebre INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceMercato dell’antiquariato e del collezionismo e per le sue prelibatezze gastronomiche legate alla produzione dei baci di Cherasco e alla elicicoltura  (allevamento di lumache), con una ampio menu a base di chiocciole presente in un vasto assortimento di ricette nei rinomati ristoranti della città. Attraverso colline di vigneti e altipiani ad anfiteatro attraversati da numerosi tornanti arriviamo a Barolo, la cui architettura è dominata dall’imponente sagoma dell’omonimo Castello. Dopo una immancabile sosta alle Cantine dei Marchesi di Barolo, una delle più famose cantine della zona, e facciamo rotta su Grinzane Cavour, il cui nome rende omaggio allo statista rinascimentale. Il maestoso Castello medievale, e la sua celebre enoteca, è inserito nella tenuta agricola di proprietà della famiglia Cavour e, dal 2014, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Chiudiamo l’anello delle Langhe nella storica Pollenzo per entrare con la nostra Indian Scout Bobber, dopo aver varcato la Porta di accesso ad arco, direttamente nella vasta piazza neogotica del Castello dove si trova la Chiesa Parrocchiale di S. Vittore; dal 2004 Pollenzo è inoltre la sede dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, una delle più prestigiose in Europa che richiama ogni anno studenti da tutto il mondo.

 

Indian Scout Bobber: Agile e potente in ogni occasione

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceVolteggia come una farfalla, pungi come una vespa”. In questa frase, una delle più famose di Muhammad Ali (Cassius Clay), considerato uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, sono sintetizzate in pratica le caratteristiche della Indian Scout Bobber. Una moto straordinaria che, nonostante i suoi 243 chilogrammi, si guida con estrema disinvoltura come uno scooter grazie alla sua ridotta altezza della sella (64,9 cm) e al baricentro, decisamente basso, che assicurano un’agilità impensabile per una maximoto di queste dimensioni.

Diversamente da altri modelli infatti, soprattutto le enduro dove ci si ritrova appollaiati ad altezze quasi vertiginose (anche per piloti di statura medio/alta) e ogni movimento da fermo nasconde un’insidia, la Indian Scout Bobber infonde subito una sensazione di grande sicurezza. I piedi sono sempre ben piantati a terra durante le soste e la gestione del peso, proprio grazie alla ridotta altezza, non costituisce un problema. Neanche negli stretti tornanti in salita quando si procede in prima marcia quasi a passo d’uomo, o nelle manovre da fermo se la moto dovesse sbilanciarsi all’improvviso in seguito ad una eventuale distrazione.

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceIn autostrada i valori della coppia (97 Nm a 5.600 giri) e la potenza erogata dal possente bicilindrico assicurano buoni spunti di ripresa  e accelerazioni sempre pronte e decise, e anche la velocità consente di mantenere una buona media sulle lunghe percorrenze. Certamente non si possono tenere le medie di una stradale pura, o di una naked, a causa dell’assetto e di altri intralci aerodinamici (come la discutibile collocazione della targa, posta sulla sinistra della ruota posteriore), per cui nonostante la velocità massima (193 km/h) dichiarata dalla Casa, è meglio non esagerare. Del resto questa tipologia di moto è rivolta ad un’utenza più tranquilla delle due ruote, e non è certo adatta agli “smanettoni”, per cui questo capolavoro a stelle e strisce si apprezza appieno ad andature tranquille e ad uno stile di guida “turistico”.

Nel corso del nostro tour attraverso le Langhe e Roero abbiamo viaggiato sempre ad andatura da codice stradale (anche per non incappare negli agguati dei numerosi autovelox presenti lungo il percorso) e a tale proposito suggeriamo una formuletta ideale per apprezzare al meglio le caratteristiche e la versatilità della Indian Scout Bobber: 3-6-9, dove 3 sta per il numero dei giri consigliato (3.000), 6 per la marcia innestata e 9 per la velocità (90 km/h).

 

Indian: una storia lunga 120 anni

Indian: una storia lunga 120 anniLa Indian Motocycle Manufacturing Company è la più antica Casa motociclistica americana. I primi modelli posti in vendita risalgono infatti al 1901 quando i suoi soci fondatori (George M. Hendee e Carl Oscar Hedstrom) realizzarono il primo modello sul telaio di una bici sulla quale avevano montato un motore monocilindrico da 1,75 CV. Appena un anno dopo uno dei primi esemplari prodotti conquista il record mondiale di velocità (90,12 kmh) e ben presto la Indian diventa la principale Casa motociclistica statunitense (fino alla fine del primo conflitto mondiale) con una produzione che passò dai 500 esemplari del 1904 agli oltre 32.000 costruiti nel 1913.

Dopo la Prima Guerra Mondiale i due fondatori abbandonano l’Azienda e, con l’arrivo degli anni Venti arrivano i modelli con il classico bicilindrico a V da 42° che ne decretarono il successo mondiale: la Scout (596 cc) e la Chief (1.000 cc).

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceDa questo momento inizia per la Indian un lungo periodo caratterizzato da profondi mutamenti porteranno ad innumerevoli cambiamenti nella proprietà, prodromi della lunga crisi ulteriormente aggravata dalla Depressione del 1929 e, successivamente, dal secondo conflitto mondiale. Nonostante tutto però la Indian, grazie alla fama acquisita negli anni grazie alla sua robustezza e alle doti di affidabilità, rimane sempre la più temibile concorrente dell’Harley, che a sua volta resta tuttavia per molti anni l’unico produttore di moto “Made in USA” in seguito alla chiusura definitiva della Indian nel 1953.

Dopo alterne vicende, nel corso delle quali la costruzione delle Indian venne affidata ad altre aziende (tra le quali l’indiana Royal Enfield), nel 1998 nasce la Indian Motorcycle Company of America che durò appena quattro anni prima di essere dichiarata anch’essa fallita (2003).

Ma come l’araba fenice, l’uccello mitologico in grado di rinascere dalle proprie ceneri, anche la Indian risorge di nuovo quando (nel 2006) nasce la Indian Motorcycle Company, una nuova società fondata a Londra che avvia la realizzazione di diversi modelli (tra cui naturalmente la Scout) i cui progetti risalivano ai primi anni 2000.

Alcuni anni dopo (2011) la Indian viene acquisita dalla Polaris Industries, un colosso americano già presente sul mercato motociclistico con un altro famoso marchio (Victory) delle due ruote americane.

 

Luciano Moto: La concessionaria di moto più grande d’Europa

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceSituata a Casalgrasso, in provincia di Cuneo, dove si trova la sede principale dell’azienda, Luciano Moto (Via Circonvallazione 49/A, 12030 Casalgrasso, CN, tel. 011.97.55.700, info@lucianomoto.com), ha inaugurato recentemente anche uno Store a Cuneo (Via Tiziano Vecellio 6, 12100 Cuneo, tel. 0171.48.06.12, infocuneo@lucianomoto.com), consolidando ulteriormente la sua posizione leader nel mercato delle due ruote. Parallelamente alle due ruote Luciano Moto è in grado di offrire alla sua clientela anche un ampio assortimento nell’ambito delle auto usate, delle microvetture, di quad e ATV, e nelle più svariate tipologie di veicoli.

INDIAN: l’altra metà delle 2 ruote a stelle e strisceOltre naturalmente ad assicurare la completa fornitura di accessori per qualsiasi modello di moto e capi di ogni tipo per  l’abbigliamento del motociclista.

Numerosi infine i marchi rappresentati da Luciano Moto come concessionario ufficiale tra cui figurano Indian, Kawasaki, Benelli, Fantic Motor e molti altri.