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Wrangler & Wrangler Unlimited MY 2011

Stefano Signori | 23 aprile 2011 19:04

Wrangler & Wrangler Unlimited MY 2011

 

Vera e propria icona del marchio Jeep, il Wrangler e la versione UnlimitedWrangler & Wrangler Unlimited MY 2011 (a 5 porte) si ripresenta sulla ribalta europea con un sostanzioso face-lift, mirato oltre che a modernizzarne la linea, a rendere ancora più eleganti e confortevoli gli interni.  Ecco quindi debuttare in occasione della presentazione a Balocco un inedito hard-top, in tinta con la carrozzeria, e con un l’abitacolo contraddistinto da un design tondeggiante, mentre all'interno c'è una nuova plancia dalle linee più morbide ed avvolgenti.  Nuovi sono inoltre la consolle e i braccioli delle portiere, mentre l’equipaggiamento di serie prevede retrovisori elettrici riscaldabili e climatizzatore automatico. La versione più lussuosa, la Sahara, offre di serie anche i rivestimenti in pelle ed i sedili anteriori riscaldabili.  Nuovi comandi al volante consentono poi al conducente di utilizzare la radio, il cruise control e il telefono viva-voce senzaWrangler & Wrangler Unlimited MY 2011 staccare le mani dallo sterzo.  Come in passato, il Wrangler e la variante Unlimited si affidano ad un telaio inscatolato caratterizzato da una grande rigidità e robustezza, che offre anche una solida struttura su cui tarare le sospensioni.  Queste ultime, oltre a garantire una straordinaria articolazione, possono contare sull’assale anteriore Dana 30 e sul sofisticato assale posteriore Dana 44, che assicurano un’eccezionale affidabilità nella guida in fuoristrada.  Progettata per affrontare i percorsi off-road più impegnativi, la versione Rubicon monta assali ad alta resistenza Dana 44 sia all’asse anteriore che su quello posteriore.  La rinnovata gamma Wrangler e Wrangler Unlimited è equipaggiata con il nuovo 2.8 turbodiesel da 200 cavalli (410 NmWrangler & Wrangler Unlimited MY 2011 di coppia con il cambio manuale e 460 Nm con quello automatico).  Per la prima volta su un modello Jeep, il nuovo motore è dotato della tecnologia Stop&Start per ridurre i consumi e le emissioni. In alternativa al CRD 2.8, le versioni Rubicon possono montare un potente V6 di 3.8 litri a benzina da 199 cavalli e 315 Nm di coppia, abbinato ad una trasmissione automatica a quattro rapporti. Le leggendarie capacità off-road del Wrangler e della variante Unlimited sono garantite dai sistemi di trazione integrale Command-Trac e Rock-Trac con bloccaggi elettronici dei differenziali anteriori e posteriori Tru-Lock e dispositivo BLDWrangler & Wrangler Unlimited MY 2011 (Brake Lock Differentials). Il sistema di disconnessione elettronica della barra stabilizzatrice ASBS (Active Sway Bar System) di serie sulle versioni Rubicon consentono inoltre di aumentare l’escursione delle sospensioni e di incrementare la trazione quando si marcia su terreni particolarmente accidentati.  Tutti i modelli della gamma Wrangler e Wrangler Unlimited sono equipaggiati di serie con i sofisticati dispositivi Hill Descent Control e Hill Star Assist.  I prezzi sono compresi tra i 31.000 euro della Wrangler CRD 2.8 Sport ai 38.700 euro della Wrangler Unlimited Rubicon con cambio automatico, sia con motorizzazione CRD 2.8 che 3.8 V6 benzina.

 




Commenti

Inviato da Roberto il 01 agosto 2011 09:12

Michela,
credo che tu abbia ragione appieno su tutto quanto da te detto, bisognerebbe avere più riguardo per il cliente che sceglie una marca di auto rispetto ad un'altra.

Sono in procinto di acquistare una Wrangler Unlimited Sahara, ma dopo tutto quello che ci hai raccontato.... devo pensarci bene.

Vengo da una Mercedes ML dove il servizio di cortesia da parte della Casa è ineccepibile....
Per cui... forse rimarrò fedele alla Casa tedesca, che non mi ha mai dato problemi
Inviato da Michela Del Vecchio il 13 giugno 2011 17:50
Jeep Chrysler Fiat,

LA MIA NEFASTA ESPERIENZA NELL'ACQUISTO DI UNA JEEP WRANGLER RUBICON

In data 23-1-2011 acquistavo il mio Wrangler nuovo presso una concessionaria ufficiale Jeep Chrysler di Roma, con data di consegna prevista per l’8-2-11, slittata poi di qualche giorno per problemi alla centralina dell’antifurto-antisollevamento il quale a detta dell’officina suonava in modo indebito. Inoltre lo stesso risultava non montato ad arte in quanto presentava parte del cablaggio raggiungibile dalla presa d’aria del radiatore.

Dopo il ritiro, mi accorgo che la macchina mi è stata consegnata senza il libretto di circolazione che erroneamente era stato inviato con un corriere ad un’altra sede e senza ulteriori pezzi come la sacca porta tettuccio (top freedom) e le maniglie (accessorio pagato aggiuntivamente).

Dopo i primi chilometri mi accorgo che l’auto aveva un problema di convergenza che mi è costato un rientro in officina ed un fermo macchina che mi ha procurato parecchi disagi.

Ma i guai, quelli veri, iniziano dopo circa due mesi di vita dell’auto, il 23 aprile, con soli 5.000 km percorsi, procedendo ad andatura normale su strada, si accende la spia “sway bar” che rappresenta un’anomalia all’impianto della barra stabilizzatrice che nei modelli “Rubicon” può esser svincolata.

Vi ricordo che la funzione della su detta barra è quella di permettere lo svincolo delle ruote, pericoloso su strada, quindi atto solo alla guida esperta in fuoristrada. Accendendosi questa spia, il mio primo pensiero è stato quello della mia incolumità.

Nell’approssimarmi ad accostare immediatamente per appurare cosa stesse succedendo, la macchina si spegne due volte contemporaneamente all’accensione di una ulteriore spia stavolta “MIL”- (motore). In contemporanea si presentano altre anomalie come: alzacristalli vetri bloccati aperti, radio in tilt e clacson che suona in modo anomalo.

Con l’auto ferma in panne chiamavo l’officina che, dopo aver spiegato il problema, mi suggeriva di riportare il mezzo da loro ma non mi garantiva la sicurezza su strada dello stesso.

A questo punto stando fuori Roma e preoccupata per la mia incolumità e per quella del mezzo, che nel rientro avrebbe potuto danneggiarsi ulteriormente, decido di usufruire del supporto Chrysler per l’invio di un carro attrezzi con rientro del veicolo presso il concessionario d’acquisto, seguendo la procedura indicata nel libretto di garanzia originale Chrysler.

È solo allora che scopro di avere un ulteriore problema.

Per il rientro della Jeep con il carro attrezzi fino alla mia officina, così come prescritto dal libretto di garanzia e qui cito testualmente “di portare il veicolo presso il concessionario dove lo si è acquistato”, nel mio caso ad una distanza di circa 120 km, mi viene negato il servizio di auto di cortesia in quanto avrei dovuto accettare di portare “o la macchina fino a Roma” o l’automobile in un’altra officina del gruppo nei pressi del luogo del guasto per non perdere il diritto all’auto di cortesia che comunque sarebbe in ogni caso stato valido per i soli primi due giorni indipendentemente dalla durata ed entità dei problemi.

Con la macchina che non funzionava e senza possibilità immediate di poter optare per soluzioni alternative ho accettato quello che ha avuto, ai miei occhi, tutta l’aria di un baratto piuttosto che di un servizio di assistenza e cioè "chilometri in più in cambio della macchina di cortesia", pratica a mio avviso del tutto fuori luogo, incomprensibile e scorretta. Questo trattamento rendeva ancora più paradossale il fatto che un’auto di soli due mesi avesse già tutti questi problemi.

L’auto rientra finalmente, dopo mie innumerevoli telefonate e sforzi, in officina il martedì 26-4-11.

A questo punto credevo che le cose fossero andate in discesa ma, per mio sommo rammarico riscontro che il vero dramma di me consumatrice del marchio Jeep-Chrysler-Fiat era appena iniziato.

Dopo vari tentativi dell’officina d’individuare il guasto, mi viene detto, dopo il 2-5-11 che probabilmente l’auto ha un problema elettrico oltre ad altri quali:

-“sway bar” guasta e da sostituire;

- residui di alluminio e metalli delle lavorazioni di fabbrica che hanno, a detta del capo officina,
intasato e rotto il circuito di alimentazione del motore e provocato altri danni quali per esempio:

- pompa di alta e bassa pressione;

- iniettori da cambiare;

- tubazioni da sostituire;

- varie ed eventuali.

A questo punto sperai che non stessero procedendo per tentativi, vista la gran mole di pezzi da cambiare.

La cosa quasi comica, se non fosse un vero dramma, è che dopo aver cambiato quasi tutti i pezzi la macchina oggi è ferma per un unico pezzo che non è al momento ancora disponibile in officina.

Ad oggi, 13-6-2011 non ho notizie certe della data di riconsegna e l’auto non è in mio possesso. Chiamando l’officina, in quanto il customer service non può darmi, a sua detta, più risposte in merito, ho scoperto che non è neppure in programma la consegna del pezzo a livello Italiano, che tuttora manca per il completamento dei lavori.

Se vi dovessi spiegare i motivi di tanta lungaggine, vi potrei dire che mi sono continuamente scontrata per quasi due mesi con problemi gerarchico-organizzativi che mi hanno costretta a continue telefonate, scrivere fax, telegrammi, raccomandate ed in ultimo adire alle vie legali, per sollecitare il ripristino dell’auto, che ripeto ad oggi non è rientrata in mio possesso e non ho data certa di riconsegna.

Vi risparmio le risposte di alcuni personaggi facente parte dell’organico del marchio che spaziano molto da frasi del tipo "Le macchine, signora, non le facciamo noi" a "non posso vedere dove sia il pezzo. Se ha deciso di far valere i suoi diritti, giustamente, deve accettare le nostre procedure interne-gerarchiche, quindi la sua pratica è passata a livello n.3 cioè a livello legale ed io non posso più darle informazioni in quanto la sua pratica non è ora più visibile da me operatrice e non posso fornirle il numero dell’assistenza legale a cui lei vorrebbe rivolgersi per avere maggiori informazioni".

Sappiate quindi, che potenzialmente, in caso di guasto di un pezzo non disponibile incorrerete in un girone dantesco, il tutto condito da mesi non coperti da auto di cortesia a loro detta testuale "non più previste, neppure per il vostro caso di auto nuova".

Ho acquistato Jeep, non solo per l’oggetto, la storia e l’immagine, ma soprattutto per la resistenza e robustezza che credevo avesse e, almeno nel mio caso, non si è rivelata una buona intuizione.

Per non parlare dell’assenza di servizio che ruota attorno all’oggetto, porto degli esempi:

- niente auto di cortesia dopo i due giorni, nel mio caso mai avuta perché l’auto si è guastata oltre i 50 km dall’officina.

- niente informazioni certe sulla data di riconsegna.

- possibile sostituzione dei pezzi rotti con altri non necessariamente nuovi ma cito testualmente “rifabbricati, revisionati o riparati a seconda della parte interessata” così come previsto al punto 4.1 del libretto allegato alla macchina chiamato “informazioni sulla garanzia”.

È da sottolineare che già precedentemente al fatto, non mancavano altre problematiche come guarnizioni del portellone inefficaci che facevano entrare acqua a volontà in caso di pioggia o di lavaggi della macchina, indice di un mancante o non efficiente controllo-collaudo di questi pezzi prima della consegna al cliente.

Il mio unico rammarico è l’aver scoperto, purtroppo post-acquisto, che sul web non mancano esempi di persone incappate in seri problemi anche analoghi.

Ad oggi comunque anche dopo l’intervento di un legale, l’auto si trova presso l’officina ufficiale cui sopra mi riferivo, senza data di restituzione certa, senza un mezzo di cortesia e soprattutto senza serenità.

Spero che questa mia storia possa aiutare nella valutazione in fase decisionale, nell’acquisto del giusto marchio.

Vorrei concludere questa mia, con un interrogativo da porvi .

Vorrei sapere si ci sono altri modi per farmi restituire la mia macchina funzionante nel più breve tempo possibile dato che, dal 26-4-11 sopperisco alla mancanza dell’auto e all’assenza di quella di cortesia, con mezzi a mio carico tra cui auto a noleggio e taxi perchè a detta del marchio, cito testualmente, "l’auto di cortesia non è più un servizio che offriamo…".

Vi chiedo inoltre se conoscete altri sistemi per farmi sostituire il mezzo con uno nuovo come credo sia più giusto e logico anche se, nel nostro Paese, i diritti sembrano più belle premesse che concrete basi e fondamenta di uno stato di diritto.

L’Amministratore Delegato Marchionne, parla di aumento produttivo e fusioni aziendali, tralasciando, a quanto pare, valori importanti che sono alla base di qualsiasi realtà aziendale, quali la qualità del prodotto, la soddisfazione del consumatore, la vision dall’esterno verso l’interno dell’azienda per una comprensione dei bisogni reali del cliente.

Senza questi elementi non esistono i presupposti per aumentare gli introiti, soprattutto quando la qualità dei prodotti è scadente, il servizio burocratizzato e piramidale, e l’unico a rimetterci è il consumatore.

In America si dice “Value for money”.

Secondo voi quanto vale questo mio disagio dal nome Jeep Wrangler Rubicon?

Michela D.V.
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