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SNOW CRUISER: L'INCROCIATORE DELLA NEVE

| 26 dicembre 2009 00:32

SNOW CRUISER: LINCROCIATORE DELLA NEVE

 

L'incrociatore della neve in Antartide

 

Settantuno anni fa veniva costruito a Chicago un mastodontico veicolo a trazione integrale destinato, nelle ambizioni del suo ideatore, a segnare una svolta decisiva nella storia dell'esplorazione antartica. Purtroppo si rilevò un fallimento totale a causa di una serie di errori di progettazione e dalla concomitante esplosione del secondo conflitto mondiale.

Nella vasta e travagliata storia dell'esplorazione dell'Antartide uno dei nomi più noti, dopo quello del norvegese Roald Amundsen (il primo uomo a raggiungere, il 14 dicembre del 1911, il Polo Sud) è senz'altro quello dell'ammiraglio americano Richard Byrd, nato a Winchester nel 1888. La sua carriera di esploratore inizia nel 1925 quando, ancora nei panni di ufficiale navale sconosciuto, inizia le sue prime ricognizioni a bordo di un piccolo aereo ad elica sulla calotta polare della Groenlandia.SNOWCRUISER IN ANTARTIDE L'anno successivo arriva fin quasi a sfiorare i ghiacci del Polo Nord che, anche in questo caso, verranno raggiunti per la prima volta (in volo) da Amundsen a bordo del dirigibile Norge.
Nel 1928 effettuò la sua prima grande esplorazione in Antartide, seguita da un'altra importante impresa nella prima metà degli anni Trenta, portando a termine un ambizioso programma che prevedeva la ricognizione di un'area estesa per oltre 700.000 Kmq. Nel corso della sua seconda spedizione Byrd aveva nel suo equipaggio, come vice-comandante in seconda il dottor Thomas Poulter, un ricercatore del Research Foundation of Armour Institute of Technology di Chicago, che proprio durante il viaggio in Antartide ebbe l'idea di costruire un singolare veicolo polare a quattro ruote motrici. Una sorta di "incrociatore della neve" che, nelle intenzioni del suo ideatore, avrebbe dovuto rivoluzionare il sistema dei trasporti su ghiaccio e alla cui consacrazione avrebbe contribuito senz'altro la sua partecipazione alla terza spedizione antartica che nel frattempo l'ammiraglio Byrd aveva già messo in cantiere. SNOWCRUISER IN ANTARTIDEIl periodo, a cavallo tra i due conflitti mondiali, offre un ideale terreno di coltura alla scintilla scoccata in Antartide nella mente di Poulter; le grandi esplorazioni sono frequenti (e ben finanziate) e le motivazioni di propaganda politica, legate spesso al miraggio della scoperta di nuove fonti energetiche in aree inesplorate, prendono spesso il sopravvento (sulle finalità scientifiche) nelle reali ambizioni dei protagonisti dell'epoca.
Rientrato in patria, Poulter inizia subito a sviluppare il suo progetto che presenta in gran fretta ad Harold Vagtborg, il Direttore di ricerca dell'istituto di ricerca dove lavorava, e provvede altrettanto velocemente a formare una squadra di collaboratori.SNOWCRUISER IN ANTARTIDE
Il progetto dell'"incrociatore della neve" viene battezzato con la sigla IT-69 e parte con una lunga fase iniziale di studi e progettazione (protrattasi dal 1937 al 1939) nel corso della quale vengono prodotti una quantità incredibile di studi di fattibilità, schizzi e disegni.
Nella primavera del '39 la squadra di ricerca ha praticamente ultimato il progetto, che ormai si presenta completo in tutti i suoi dettagli, per cui Poulter e Vagtborg decidono che ormai sono pronti alla trepidante trasferta a Washington per sottoporre il lavoro ai funzionari della Casa Bianca che avrebbero aperti i rubinetti degli ingenti finanziamenti richiesti per la costruzione del veicolo. SNOWCRUISER IN ANTARTIDEIl 29 aprile del 1939 i due approdano a Washington dove sono accolti con entusiasmo e grande disponibilità dalle maggiori autorità politiche che intravedono nell'impresa un grande ritorno di immagine per gli Stati Uniti. Viene subito costituita una commissione governativa di "sorveglianza" del progetto, ed erogato una prima quantità di fondi necessari per avviare la costruzione dello Snow Cruiser, il cui costo complessivo risulterà alla fine pari a circa 150.000 dollari, una cifra astronomica per quegli anni.
Nei piani operativi firmati da Poulter, l'incrociatore sarebbe andato in gestione all'ente del Programma Antartico degli Stati Uniti che avrebbe sostenuto gli altrettanto onerosi costi di gestione e curata la manutenzione durante tutta la spedizione, riconsegnandolo all'Istituto di ricerca di Chicago a conclusione dell'impresa. SNOWCRUISER IN ANTARTIDE
L'8 agosto del 1939 inizia la costruzione dello Snow Cruiser, la cui realizzazione deve essere portata a termine nel tempo record di undici settimane, comprese le prove di collaudo e il viaggio su strada da Chicago (Illinois) fino a Boston (Massachusetts) dove il veicolo sarebbe stato imbarcato su un cargo per il trasporto in Antartide.
Verso la metà di ottobre la costruzione era finalmente ultimata e lo Snow Cruiser è pronto a svelarsi al mondo in tutta la sua mole impressionante, abbinato ad una linea decisamente all'avanguardia per un veicolo di settant'anni fa. L'"incrociatore della neve" era un colosso di 17 metri di lunghezza, alto 4.7 metri e largo 6 metri (come tre fuoristrada normali, o più di due Hummer H1), con un peso complessivo di 35 tonnellate; le gomme, appositamente realizzate dalla GoodYear, avevano un'altezza di circa 3 metri, mentre sul tetto era alloggiato anche un piccolo aereo per le ricognizioni a breve e medio raggio. SNOWCRUISER IN ANTARTIDE
Per quanto riguarda la trazione, lo Snow Cruiser era equipaggiato con due motori diesel Cummins (raffreddati ad acqua) ognuno dei quali sviluppava una potenza di 150 CV; entrambi i propulsori servivano per produrre l'energia necessaria per alimentare i quattro motori elettrici (uno per ruota) da 74 CV sistemati in corrispondenza dei mozzi che garantivano una velocità massima di circa 50 Kmh; le quattro ruote motrici del veicolo inoltre, erano anche sterzanti e indipendenti. Per la realizzazione del telaio venne scelta una struttura tubolare a gabbia, soluzione che consentiva (oltre a contenere significativamente i pesi, già notevoli) di ricavare un ampio spazio interno per la sistemazione delle cuccette dell'equipaggio e della cucina, mentre la cabina di guida (situata anteriormente in posizione elevata) assicurava un'ampia visibilità. SNOWCRUISER IN ANTARTIDEIl 24 ottobre 1939 lo Snow Cruiser è pronto per mettersi in viaggio alla volta di Boston, lungo un tragitto di circa 1.650 chilometri (percorsi in una ventina di giorni) accolto sempre da una folla festosa nei vari centri abitati attraversati. Il 12 novembre il colosso dei ghiacci arriva a Boston e tre giorni dopo viene imbarcato sulla nave North Star per la lunga traversata verso l'Antartide. Per stivare a bordo il veicolo, a causa degli eccessivi ingombri, è stato necessario smontare la coda dello Snow Cruiser che ha dovuto temporaneamente essere rimossa. Due lunghi mesi di navigazione attraverso il golfo del Messico, il canale di Panama e l'oceano Pacifico, e la North Star (dopo uno scalo tecnico in Nuova Zelanda) approda in Antartide l'11 gennaio del 1940. Dopo una breve ricerca per scegliere il luogo adatto per lo sbarco, la nave getta l'ancora nella Baia delle Balene e lo Snow Cruiser mette per la prima volta le ruote sul pack il 14 gennaio, dopo essere stato scaricato dalla nave grazie ad una grande rampa costruita con legname pesante. SNOWCRUISER IN ANTARTIDEFin dai primi metri però Poulter e i suoi collaboratori scoprono l'amara sorpresa che, in brevissimo tempo, si rivelò come un autentico disastro: lo Snow Cruiser (nonostante le tecnologie adottate e la potenza sviluppata dai quatto motori) era praticamente immobile! Le ruote affondavano nella neve e l'enorme massa del veicolo non riusciva ad avanzare neanche di un millimetro. Nel tentativo di migliorare la situazione vennero montate anche delle ruote gemellate (per aumentare la superficie di attrito) sull'asse anteriore e delle rudimentali catene sulle ruote anteriori lisce, ma anche con questi accorgimenti l'"incrociatore della neve" era inamovibile. Gli errori di progettazione, e di valutazione legati alle condizioni di motricità sul ghiaccio si rilevarono fatali per la riuscita di un progetto così ambizioso. Oltre alla potenza dei motori (probabilmente sottodimensionata rispetto al peso del veicolo), anche le sue caratteristiche dinamiche non sembrano scaturite da un attento studio e da una corretta disamina delle condizioni ambientali presenti sul continente di ghiaccio. SNOWCRUISER IN ANTARTIDE Guardando attentamente le foto dell'epoca infatti, si può notare (oltre alla inadeguata configurazione delle gomme) che l'altezza minima da terra non offre un adeguato margine di sicurezza su fondi ghiacciati e frastagliati come quelli presenti sul pack. Per non parlare degli esagerati angoli di attacco e di uscita che caratterizzavano il veicolo, appositamente creati per superare agevolmente (nelle intenzioni del costruttore) i crepacci nel ghiaccio, ma anche questa soluzione si rivelò fallimentare. Nel tentativo di correre velocemente ai ripari, Poulter rientrò precipitosamente negli Stati Uniti alla ricerca di una possibile soluzione. Purtroppo lo scoppio della guerra aveva innescato altre e più urgenti priorità e l'America era impegnata soprattutto nel potenziamento degli armamenti per cui la spedizione dello Snow Cruiser passò inevitabilmente in secondo piano e anche l'erogazione dei fondi alla spedizione di Poulter vennero sospesi. SNOWCRUISER IN ANTARTIDE
Negli anni successivi il veicolo venne utilizzato per effettuare brevi ricerche sul pack antartico prima di essere definitivamente abbandonato al suo destino. Molti anni dopo, sul finire degli anni Cinquanta, un'apposita spedizione partì alla sua ricerca e lo Snow Cruiser venne ritrovato semi-sommerso (e in condizioni disastrose) sotto cumuli di neve e ghiaccio, prima di inabissarsi (a causa del continuo fluttuare del pack antartico) sui fondali oceanici dove è adagiato ancora oggi.

 



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