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CAPITOLO 3: NAVIGARE A VISTA

| 31 dicembre 2009 11:29

Navigare a vista

La marcia in fuoristrada senza alcun punto di riferimento è una evenienza piuttosto frequente anche al di fuori delle piste sahariane, come avviene nel corso di alcuni percorsi disseminati sulle mulattiere dell'arco alpino o lungo i sentieri poco battuti in alta quota.

Tra le varie informazioni che un aspirante driver a trazione integrale dovrebbe conoscere, dopo aver appreso i rudimenti fondamentali della tecnica di guida, un ruolo tutt'altro che trascurabile spetta indubbiamente alle nozioni relative all'orientamento. NAVIGARE A VISTACome ben sanno infatti gli appassionati della navigazione nel deserto, la perfetta padronanza dell'uso della bussola e della lettura delle carte geografiche può a volte risultare fondamentale ai fini della buona riuscita di un viaggio-avventura o di una spedizione transahariana. Ma a volte può capitare di ritrovarsi a "navigare" fuoripista anche su alcuni percorsi dell'arco alpino o lungo le mulattiere disseminate a ridosso della catena appenninica, specialmente quando si percorrono zone di alta montagna o sentieri poco battuti, lungo i quali persino i muli più coraggiosi degli alpini si rifiuterebbero di andare.NAVIGARE A VISTASoprattutto in quest'ultimo caso, infatti, la scarsa circolazione di veicoli accelera sensibilmente lo sviluppo della vegetazione che, abbinato alle prolungate precipitazioni accumulate nella stagione invernale, viene a fagocitare ampi tratti di pista; all'improvviso ci si ritrova senza alcun punto di riferimento e riuscire ad avanzare (anche senza i rischi di solito in agguato tra le dune del deserto o all'interno di una giungla tropicale) può rivelarsi abbastanza problematico, soprattutto quando si attraversano zone poco note o mai percorse in precedenza.NAVIGARE A VISTA L'esempio più classico è rappresentato dalla pista che scompare in prossimità di una radura erbosa, situata sulla sommità di un rilievo collinare o su un'ampia sella all'imbocco di una vallata; le tracce scompaiono progressivamente nell'erba (attorno agli 800/1.000 metri di quota) e, nell'arco di poche decine di metri, non si ha più alcuna scia da seguire. In altre situazioni le tracce della pista possono sparire a causa dell'erba alta (evenienza molto frequente in tarda primavera e in estate), o perdersi all'interno del bosco tra cumuli di foglie e sterpaglia, o interrompersi bruscamente in prossimità di un corso d'acqua.NAVIGARE A VISTACosa si deve fare in questi casi per andare avanti? E come riuscire a proseguire quando le stesse indicazioni fornite dal road-book, per le mutate condizioni ambientali, non sono più attendibili? La prima cosa da fare, dovendo navigare a vista, è ovviamente quella di alzare il più possibile lo sguardo per cercare di scoprire in lontananza eventuali tracce di pista riconducibili a quella che si sta percorrendo, o la presenza di altre strade alternative. È consigliabile salire su tetto dell'auto e scrutare attentamente l'orizzonte con un binocolo o mediante il teleobiettivo della macchina fotografica. Anche un sopralluogo a piedi, effettuato all'interno di un angolo di 90 gradi lungo la traiettoria passante per il centro del cofano dell'auto, può rivelarsi utile per stabilire da che parte andare. Con l'ispezione a piedi, inoltre, si evita di invadere zone prative o aree coltivate e, una volta rinvenute nuovamente le tracce della pista, si può scegliere il percorso migliore sconfinando il meno possibile fuoripista.NAVIGARE A VISTAIn altri casi può rivelarsi utile anche seguire per brevi tratti il corso di un torrente, a patto naturalmente che la profondità dell'acqua sia contenuta entro i limiti di guado del proprio veicolo e che la presenza di massi ed altri ostacoli lungo il greto sia tale da non compromettere la sicurezza di marcia, né insidiare la salvaguardia degli organi meccanici più esposti. In montagna infatti i torrenti intersecano spesso il tracciato di piste e mulattiere per cui è probabile che, prima o poi, si riesca a trovare qualche via da seguire. Nella navigazione a vista possono inoltre fornire preziose indicazioni per l'orientamento sia la posizione del sole che la presenza di un altimetro (strumento che non dovrebbe mai mancare tra le dotazioni di sicurezza a bordo del veicolo). Va precisato comunque che la valutazione della posizione del sole può rivelarsi utile nell'evenienza che si conosca molto bene la zona che si attraversa, oltre ad avere bene in mente la visione NAVIGARE A VISTAtopografica dei principali agglomerati urbani presenti nei dintorni. Facendo riferimento infatti all'ultimo centro abitato attraversato, o comunque avvicinato, e conoscendo la posizione (o l'ubicazione approssimativa) di quello successivo, ci si può riferire proprio alla posizione del sole; e in base all'ora della giornata, scegliere la direzione ritenuta come la più indicata da seguire, a patto naturalmente che le condizioni meteorologiche non siano caratterizzate dalla presenza di nuvolosità intensa e persistente. Per determinare l'angolazione della rotta è possibile utilizzare come bussola anche un comune orologio da polso.NAVIGARE A VISTA Il procedimento, estremamente semplice e pratico, è sostanzialmente riassumibile in due fasi principali: si posiziona l'orologio in maniera tale che la lancetta delle ore sia puntata nella direzione del sole, facendo molta attenzione nel tenere ben fermo l'orologio, dopodiché si calcola all'istante la direzione del nord, risultante dalla linea ottenuta idealmente sul quadrante congiungendo il centro dell'orologio con l'ora corrispondente alla metà di quella segnata dalla lancetta delle ore; per effettuare questo calcolo va tenuto presente che le ore si contano da 0 a 24 per cui alle 10.00 del mattino la direzione Nord corrisponde alla linea che passa dal centro verso le 5 (10:2=5), mentre nel pomeriggio alle 16.00 il Nord passa sulla linea delle 8.00 (16.00:2=8). Questo metodo, pur essendo alquanto approssimativo e suscettibile di un certo margine di errore, ha il grosso vantaggio di poter essere applicato in qualsiasi momento della giornata e (in mancanza di strumenti più sofisticati) assicura un orientamento di massima che, nel nostro caso, può fornire un valido aiuto. NAVIGARE A VISTAPer quanto riguarda invece l'altimetro, la sua presenza è fondamentale per segnalare l'andamento altimetrico della zona che si sta attraversando nel caso le variazioni di quota fossero poco accentuate, o comunque non valutabili ad occhio nudo. Se ad esempio le tracce della pista si perdono dopo aver superato il passo più elevato presente lungo l'itinerario, o una cresta in prossimità della quale inizia la discesa a fondovalle, risulta evidente che nel caso l'altimetro segnali un ulteriore incremento di quota, si sta procedendo nella direzione sbagliata. Nel caso i vari tentativi effettuati dovessero rivelarsi vani, e il sospetto di essersi smarriti diventa qualcosa in più di una sensazione, non rimane che tornare indietro fino ad un punto di riferimento preciso e facilmente riconoscibile, tenendo sempre d'occhio i dati del road-book per evitare di allontanarsi ulteriormente. Si può inoltre seguire a ritroso il road-book fino alla prima deviazione e, avendo un po' di tempo a disposizione, avventurarsi in un'altra direzione; registrando l'intero tragitto effettuato (completo di chilometraggi parziali e totale) si potrà inoltre ampliare sensibilmente anche l'itinerario originale, ottenendo informazioni utili per chiunque volesse ripetere il percorso nella stessa zona.

 

 



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