Siete qui:

  1. Home
  2. PROVE E DINTORNI
  3. Long Test
  4. JEEP CHEROKEE 2.8-YOKOHAMA ADVAN S/T

JEEP CHEROKEE 2.8-YOKOHAMA ADVAN S/T

| 23 dicembre 2009 09:14

JEEP CHEROKEE 2.8-YOKOHAMA ADVAN S/T

 

Duemila chilometri nella suggestiva cornice del Sahara tunisino (raggiunto con una motonave della Grandi Navi Veloci) a bordo del Cherokee Limited, equipaggiato con pneumatici Yokohama Advan TN: dalle oasi di montagna situate a ridosso dei confini con l'Algeria alle pietraie che precedono il deserto, dalle abbaglianti distese di sale dallo Chott el Djerid alle sconfinate distese di dune del Grand Erg Orientale tra le quali si trova Ksar Ghilane, capolinea d'arrivo della spedizione.

 

 

Tunisi-Tamerza

Dopo una lunga traversata di circa 24 ore, la motonave Splendid della Grandi Navi Veloci attracca finalmente nel porto della Goulette, alla periferia di Tunisi. Nel giro di circa mezz'ora le ruote del nostro Cherokee sono già sul suolo africano per lanciarsi in una nuova avventura tra le piste del lago salato dello Chott el Djerid e le insidie delle sconfinate dune del Grand Erg Orientale. Jeep Sahara Sahara Grand Erg

Sbrigate le formalità di sbarco, ci dirigiamo subito verso la regione nord-occidentale del Paese, in prossimità del confine algerino, per raggiungere l'oasi di montagna di Tamerza.

In questo primo tratto iniziale il nuovo Cherokee di terza generazione  (presentato in occasione del Salone di Francoforte del 2007) evidenzia subito, nonostante le non eccellenti condizioni del manto stradale che caratterizza le aree più remote della Tunisia, l'elevato grado di comfort presente all'interno dell'abitacolo. Oltre alla silenziosità (e all'ottima insonorizzazione) del motore, e alla quasi totale assenza di vortici d'aria viaggiando con i vetri leggermente abbassati, il nuovo Cherokee assicura una posizione di guida estremamente comoda ed ergonomica; la conformazione dei sedili consente una seduta contenuta che permette di guidare sempre nella massima comodità anche in presenza di fondi dissestati. Jeep Cherokee Tamerza

Il modello utiilzzato nel corso del nostro long-test è equipaggiato con il nuovo motore turbodiesel common-rail a quattro cilindri (16 valvole) di 2.8 lt, dotato di filtro antiparticolato di serie e turbocompressore a geometria variabile; quest'ultimo consente ora di disporre di una coppia maggiore (460 Nm già a 2.000 giri) sulla versione con cambio automatico, mentre la potenza massima erogata è di 177 CV. Questo propulsore è stato progettato anche in funzione di una riduzione del peso (inferiore del 6% rispetto al precedente) e di una maggiore durata della cinghia di distribuzione. Particolare attenzione è stata posta inoltre anche nello sviluppo della coppa dell'olio, soprattutto per contenere le vibrazioni e i livelli di rumorosità di funzionamento del Jeep Cherokee Source nuovo motore. Una rumorosità contenuta anche quando il veicolo è sottoposto a sforzi ripetuti, con frequenti variazioni di marcia, come quelli richiesti attraverso gli altopiani che conducono a Tamerza. 

La scelta della versione con cambio automatico si è rivelata ottimale per il tipo di percorso che stiamo affrontando, anche in considerazione del fatto che si tratta dello stesso dispositivo a cinque marce (W5A580) che equipaggia il sistema di trasmissione automatica del Grand Cherokee, ulteriormente perfezionato per garantire una maggiore silenziosità di funzionamento.

 

 

Dallo Chott alle dune

Dopo aver "scaldato" i motori nel trasferimento da Tunisi a Tamerza, siamo pronti per entrare nel vivo della spedizione per avventurarci all'interno dei primi percorsi off-road. Lasciati i canyon scavati da antichi fiumi sotterranei nel corso di lontane ere geologiche, ci dirigiamo verso Sud alla volta dell'oasi di Nefta, per immetterci lungo la pista che ci porterà fino a Douz (considerata la "porta del Sahara") dopo aver attraversato il temibile "Chott ed Djerid". Appena lasciato l'asfalto inseriamo subito la trazione integrale (e anche le marce ridotte, per avanzare con maggiore tranquillità senza sottoporre il motore a sforzi troppo gravosi) e, come d'incanto, il nostro Cherokee sembra trovarsi nella sua dimensione naturale grazie all'efficienza del nuovo sistema di trazione integrale inseribile Select Trac II, appositamente sviluppato per rilevare e prevenire lo slittamento delle ruote in condizioni di scarsa aderenza. Il fulcro del sistema ruota attorno alla modalità 4WD Auto che utilizza i sensori del veicolo per rivelare le condizioni del fondo e distribuire adeguatamente la coppia tra i due assi assicurando la trazione necessaria a disimpegnarsi nel corso degli impieghi più gravosi. Utilizzando la modalità 4WD Low inoltre il Select Trac II moltiplica la coppia di 2,72 volte e blocca il ripartitore per garantire la massima trazione disponibile quando, come nel nostro caso, ci si trova in situazioni ambientali particolarmente impegnative.

Anche nel corso della marcia sulla insidiosa crosta di sale dello Chott el Djerid non abbiamo riscontrato particolari problemi, prestando naturalmente la massima attenzione nell'evitare quei tratti semi-sommersi dall'acqua e al cui interno il sale ha una consistenza simile a quella delle sabbie mobili; un veicolo eventualmente bloccato in questa situazione tenderebbe inevitabilmente a sprofondare a vista d'occhio fino a quando non raggiunge una base solida su cui poggiare.

Usciti dalla morsa di sale, prima di raggiungere la zona delle dune del Grand Erg Orientale attraversiamo un lungo tratto sterrato di hammada (il famoso deserto di ciottoli che anticipa il mare di sabbia) e un tratto di pista sabbiosa molto soffice dove abbassiamo la pressione dei pneumatici per aumentare la superficie di aderenza. Siamo ormai alle porte di Douz e il sole del tramonto disegna singolari cromatismi cangianti tra le folte distese sommitali delle palme da datteri sparse un pò ovunque all'interno dell'oasi. Prima di ritirarci nella confortevole atmosfera dell'Hotel Tuaregh, effettuiamo un piccolo check-up al nostro Cherokee per verificare che tutto sia a posto prima di affrontare la tappa più impegnativa della spedizione.

 

 

Ksar Ghilane: oceano di sabbia

Oltrepassato uno sperduto villaggio situato nei pressi del pozzo di Bir Soltane, uno dei principali meeting point del Sahara nord-occidentale, ci addentriamo nella distesa di dune che ci condurrà fino all'oasi di Ksar Ghilane, capolinea terminale del nostro viaggio. Anche in questo caso abbassiamo la pressione dei pneumatici, per aumentare la superficie di aderenza del battistrada ed ottimizzare la motricità del veicolo e, una volta impostata sul selettore la modalità 4WD Low (che inserisce le marce ridotte), ci tuffiamo nell'oceano di sabbia all'interno di un orizzonte di dune che spazia completamente in ogni direzione su 360°. Il Cherokee avanza spedito e sicuro senza esitazione e, come avevano già notato nei giorni precedenti, la nostra scelta di optare per il cambio automatico si è rivelata ottimale per avanzare in assoluta sicurezza. Il veicolo avanza senza problemi anche con il cambio posizionato nella modalità "drive", ma per adeguare alla perfezione la potenzialità del brillante propulsore del Cherokee alle variazioni altimetriche (e di consistenza) presenti sulle dune è preferibile utilizzare la modalità sequenziale. Viaggiando col selettore in "drive" infatti il cambio automatico (soprattutto in caso di rallentamenti dovuti ad una consistenza più morbida della sabbia, o ad eventuali ostacoli che rallentino la marcia) non sempre riesce a selezionare il rapporto più utile in tempi brevissimi, per cui a volte basta un attimo per ritrovarsi bloccati nella sabbia.  Un discorso analogo vale anche in prossimità della "scalata" di una duna molto elevata che, per essere superata senza problemi, richiede fin dall'inizio (oltre ad un'adeguata velocità di abbrivio) anche il mantenimento della stessa marcia.  Naturalmente questa "sintonia" tra macchina e pilota richiede un certo periodo di affiatamento, ma possiamo garantire che anche viaggiando con la modalità "drive" il Cherokee avanza come un dromedario. A proposito delle dune più alte inoltre (utilizzate da alcuni globetrotter anche come piste da snowboard) abbiamo avuto modo di apprezzare anche l'efficacia dell'HDC (Hill Descent Control),  il dispositivo di controllo della marcia lungo discese ripide, mentre su alcune pietraie di montagna si è rivelata preziosa l'assistenza fornita dall'HSA (Hill Start Assist) per le partenze in salita. Il nostro long-test nel Sahara sta per volgere al termine e, dopo una sosta di ristoro tra le acque calde della sorgente termale di Ksar Ghilane, ci attende la lunga maratona stradale di oltre 500 chilometri che ci riporterà a Tunisi. Il bilancio finale è senz'altro positivo, forse anche superiore alle aspettative della vigilia e il nostro Jeep Cherokee Limited ha superato senza riserve tutti i severi test ai quali è stato sottoposto. Rivelandosi inoltre particolarmente parsimonioso nei consumi di gasolio, mentre l'affidabilità nell'autonomia di carburante ci ha permesso di viaggiare nel deserto senza ricorrere alle tradizionali taniche di scorta.

 

 

Yokohama Advan ST: On&Off-road senza problemi

Appositamente sviluppato per i SUV più potenti e prestazionali, in linea con i modelli della più recente produzione, il pneumatico Yokohama Advan ST è stato progettato per assicurare una guida stabile e sicura soprattutto su percorsi stradali e autostradali, senza tuttavia trascurare le doti di affidabilità su terreni aspri e sconnessi. Per testare in maniera un pò insolita le caratteristiche di questa gomma abbiamo deciso per una volta di ispirarci ad un vecchio adagio popolare, in base al quale a volte "gli estremi si toccano...". E quale occasione migliore del nostro long-test sahariano a bordo della nuova Jeep Cherokee per testare l'Advan ST in condizioni estreme on e off-road? Nella parte iniziale del nostro test, da Tunisi agli altopiani di Tamerza (in prossimità del confine algerino) abbiamo affrontato prevalentemente percorsi stradali in condizioni meteo piuttosto instabili, accompagnate da alcune brevi precipitazioni. L'Advan ST si è rivelato su asfalto altamente prestazionale con un handling sorprendente sia sul bagnato che sull'asciutto, evidenziando notevoli doti di comfort e silenziosità; nei tratti misto-veloci abbiamo apprezzato inoltre anche una buona risposta nei transitori (quei veloci cambi di direzione, ad andatura leggermente sostenuta) dove gli pneumatici anteriori sono sottoposti a notevoli sollecitazioni di spalla, ulteriormente esaltate dalla precarie condizioni dell'asfalto tunisino. Le prime sorprese iniziano lungo la pista (tra le oasi di Nefta e Douz) che attraversa lo Chott el Djerid dove, in circa 150 chilometri, si concentra praticamente la maggior parte delle condizioni di fondo riscontrabili lungo le piste sahariane (sterrato, sale, sabbia, roccia, ciottoli, ecc.). Le prestazioni dell'Advan ST si rivelano decisamente al di sopra delle aspettative su sterrato, roccia e fondi ciottolosi, sia per quanto riguarda la tenuta che in alcune situazioni (anche esasperate) di frenata. In diverse occasioni abbiamo lanciato il veicolo a velocità sostenuta (sempre in rapporto alle condizioni di praticabilità della carreggiata) schiacciando pesantemente il pedale del freno, fino a bloccare i dischi; la Jeep ha sempre mantenuto una traiettoria allineata con quella della pista, senza sbandamenti e in spazi relativamente contenuti (su uno sterrato con ciottoli, ad una velocità di circa 80 Kmh, il veicolo si è fermato in 15 metri). Sorprendente poi la maneggevolezza sulla sabbia, dove l'Advan ST ha espresso una notevole motricità dopo una adeguata riduzione della pressione di gonfiaggio: nei tratti più impegnativi siamo scesi fino a 0.8 atm e, anche in questo caso, non si sono mai manifestati gli insidiosi stallonamenti, molto temuti dagli offroader sahariani. Il particolare disegno multidirezionale a "W" del battistrada inoltre, ideale per il deflusso dell'acqua sul bagnato, si è dimostrato efficace anche per l'espulsione della sabbia nelle marcia effettuata alle prime ore dell'alba quando l'umidità ne facilità l'accumulo all'interno dei blocchi. Da segnalare infine che al rientro in Italia, dopo aver percorso complessivamente 1.906 chilometri nelle più svariate situazioni di fondo stradale, ad un'attenta ispezione visiva gli Advan ST non presentavano danni o abrasioni né sul battistrada, né sulle fiancate. Al termine di questa avventura, nonostante lo Yokohama ADVAN ST abbia tenuto anche in condizioni di guida, come la sabbia, che non rispecchiavano propriamente quelle per le quali è stato progettato, teniamo a consigliarvi modelli di pneumatici e disegni battistrada più mirati e specifici per viaggi e raid nel deserto. Il nostro è stato infatti un esperimento, divertente e sorprendente, ai fini di in test "estremo".

 

 

GRANDI NAVI VELOCI: TARIFFE SPECIALI PER OGNI ESIGENZA

Leader in Italia nel settore dei trasporti marittimi nel Mediterraneo, con partenze da Genova alla volta delle maggiori isole (Sicilia, Sardegna e Malta) e delle destinazioni africane di Tangeri (con scalo a Barcellona) e Tunisi, la Grandi Navi Veloci offre un’ampia gamma di soluzioni e tariffe per gli appassionati di fuoristrada diretti nei Paesi della fascia nordafricana. I collegamenti con la Tunisia si svolgono tutto l’anno con cadenza tri-settimanale, e una serie di proposte in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze, da quelle dei viaggiatori solitari con auto al seguito ai nuclei familiari. I prezzi variano in base alla stagionalità e ad una serie di fattori da verificare sempre al momento della partenza (come ad esempio quelli legati ad eventuali offerte speciali o a particolari sconti), oltre naturalmente al numero di passeggeri e al tipo di veicolo.  Per un equipaggio di due persone con un veicolo al seguito sulla rotta Genova-Tunisi (a/r) si parte comunque da un minimo di 642 euro con pernottamento in  poltrona, e da 750 euro con pernottamento in cabina. La Grandi Navi Veloci  si rivela particolarmente sensibile nei confronti degli offroader in quanto (nel caso della tratta Genova-Tunisi) offre uno sconto del 10% ai fuoristradisti, applicabile a gruppi formati da un minimo di 4 veicoli accompagnati da almeno un conducente per veicolo (fino a 19 passeggeri paganti); questa offerta è anche cumulabile e associabile ad altri sconti, ad esclusione degli sconti riservati ai mini-gruppi. Per prenotazioni e informazioni dettagliate è consigliabile contattare prima della partenza la propria agenzia di viaggio, o rivolgersi direttamente al Contact Center della GNV al numero 010-2094591, mentre per organizzare al meglio la propria vacanza basta un click sul sito www.gnv.it.

 



Commenti

Non ci sono commenti

Inserisci un commento

I campi contrassegnati con " * " sono obbligatori