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HUMMER H2H HYDROGEN

| 29 dicembre 2009 04:58

HUMMER H2H HYDROGEN

 

EMISSION IMPOSSIBLE

 

Sono trascorsi quasi quarant'anni dal lontano embargo arabo dell'autunno 1973 quando, al rientro dalle vacanze, il mondo occidentale si rese conto che il petrolio non era una risorsa inesauribile.HUMMER H2H E per la prima volta milioni di automobilisti si trovarono a fare in conti con targhe alterne e domeniche a piedi, bizzarre consuetudini riesumate puntualmente anche in epoca recente in numerose città della penisola. E mentre la maggior parte della popolazione non conosce ancora il protocollo di Kyoto, l'accordo internazionale siglato nel 1997 in Giappone per fissare i parametri sulla riduzione dei gas responsabili dell'effetto serra, l'esigenza di trovare valide soluzioni alternative per l'autotrazione rappresenta ormai un problema che non può essere più procrastinato. Tra le numerose alternative al petrolio attualmente disponibili sul mercato delle quattro ruote, alcune delle quali ormai ampiamente presenti nella normale produzione di serie (come ad esempio l'alimentazione a metano e GPL e, in misura minore, quella ibrida), le ipotesi più dibattute sono riconducibili ai biocombustibili e all'idrogeno. HUMMER H2H
I biocombustibili derivano da colture agricole che si rinnovano stagionalmente, assicurando emissioni ridottissime negli scarichi e attualmente uno dei paesi che utilizzano maggiormente questo tipo di carburante per l'autotrazione è il Brasile dove circa il 50% delle esigenze di trasporto sono soddisfatte dal bioetanolo ottenuto dalla canna da zucchero.
Più lontana sembra invece la soluzione dell'idrogeno che, nonostante la realizzazione di oltre 250 prototipi circolanti nel mondo, presenta ancora diversi problemi per cui l'ipotesi di molte Case automobilistiche di avviare una produzione di serie di questi veicoli entro il 2010 (come veniva spesso annunciato fino a 4/5 anni fa) appare ancora di difficile realizzazione. Pur essendo un ottimo combustibile infatti (a parità di peso, la sua combustione rende il triplo rispetto al petrolio, HUMMER H2H mentre le emissioni allo scarico sono costituite in pratica solo da vapore acqueo), l'idrogeno presenta ancora diversi inconvenienti sia in merito ai processi di sintesi, per la grande quantità di energia occorrente per la sua separazione da altri elementi, sia riguardo agli standard di sicurezza legati al trasporto in speciali serbatoi (ad alto rischio di esplosione), dove viene immagazzinato allo stato liquido ad una temperatura inferiore ai 250° sottozero. Numerose le aziende automobilistiche impegnate nella ricerca sul fronte dell'idrogeno e, tra queste, anche la General Motors che ha realizzato nell'autunno 2004 (quando deteneva ancora il marchio Hummer) una speciale versione dell'H2 ad idrogeno. Il veicolo, battezzato H2H, deriva direttamente dalla versione SUT dell'H2 e differisce esteticamente per la copertura obliqua adottata per la chiusura del cassone posteriore che risulta simile alla soluzione "slant back" già utilizzata sull'H1. HUMMER H2HProposta con la carrozzeria nella nuova colorazione "Laser Blue" (tonalità adottata per la prima volta su un veicolo Hummer), l'H2H nasce dalla collaborazione di un team di ingegneri americani, canadesi e tedeschi, che hanno lavorato in stretta collaborazione con la Hydrogen Higway Network della California; riconoscibile dalla vistosa scritta sulle fiancate, che sottolinea l'utilizzo dell'idrogeno come carburante, l'H2H ha un'autonomia di circa 100 chilometri assicurata da tre serbatoi combinati dalla capacità totale di 5.5 Kg. Finora esistono al mondo meno di 100 distributori per il rifornimento di idrogeno e di questi oltre l'80% si trova negli Stati Uniti. Ed è proprio in America che il "governator" Arnold Schwarzenegger, cavalcando l'ondata ambientalista del suo Stato, ha promosso alcuni anni fa un finanziamento di circa 100 milioni di dollari per la realizzazione in California di 200 stazioni per il rifornimento a idrogeno da installare entro i prossimi anni.

 



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