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Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

| 29 dicembre 2010 18:28

Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

 

L’idea di partire per un long-test nel deserto del Sahara scatena subito,Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara anche quando si è ormai abituati da molti anni a scorrazzare sulle dune africane, una forte scarica di adrenalina.  Se poi si tratta di provare un veicolo abbastanza nuovo, approdato da pochi anni sul nostro mercato, le emozioni diventano più intense poiché non vi sono parametri di riferimento. Il pick-up Steed Racing della Great Wall infatti non aveva finora mai affrontato un test così impegnativo in fuoristrada e le uniche performance estreme di cui avevamo notizie erano quelle legate alla sua partecipazione (alcuni anni fa) al famoso Kalimantan Rally in Indonesia.  Le prime impressioni riportate nei tradizionali test-drive effettuati finora in redazione, sia nel caso della versione a doppia cabina che in quella a cabina singola, ci tranquillizzavanoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara per quanto riguarda le prestazioni sull’asfalto e sui percorsi off-road affrontati sulle nostre mulattiere, e anche sul versante dell’affidabilità non avevamo particolari preoccupazioni. L’unico elemento che poteva fornirci qualche spunto di ulteriore riflessione era rappresentato dalla potenza del veicolo.   Alla luce delle nostre precedenti esperienze africane i 126 CV dello Steed non sembravano garantire una scorta di potenza particolarmente ampia da poter affrontare le insidiose dune del Grand Erg Orientale con un adeguato margine di sicurezza per sostenere le esasperate condizioni di motricità che il veicolo avrebbe dovuto sostenere una volta raggiunta la metà.  Anche sulla scelta delle gomme abbiamo dibattuto a lungo in redazione su quale fosse la migliore tipologia di pneumatici da adottare per avere un handling ideale inGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara ogni condizione di marcia poiché, oltre alle dune e ai tratti asfaltati di avvicinamento, la tabella di marcia prevedeva anche svariate centinaia di chilometri sull’”hammada”, il massacrante deserto di pietra e rocce che segna l’ideale linea di demarcazione tra l’Africa mediterranea e la fascia sahariana.  Dopo lunghe ed interminabili discussioni abbiamo escluso le classiche gomme da sabbia, decidendo di montare delle gomme tassellate e scolpite;  delle mud&snow molto accentuate, ma non estreme in quanto sprovviste dei tasselli sulle fiancate laterali.  Il veicolo utilizzato per il nostro long-test era fornito anche di alimentazione GPL ma, per motivi di sicurezza nella trasferta via nave, ci siamo imbarcati dal porto di Genova con il serbatoio di gas quasi vuoto decidendo di effettuare il long-test esclusivamente con alimetazione a benzina.


VERSO LA "PORTA DEL DESERTO"Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

Arriviamo nel porto di Tunisi a tramonto inoltrato, dopo una lunga traversata di circa 23 ore.  Sono le 18.00 di mercoledì 25 novembre e, una volta esaurite le lunghe e tediose formalità doganali della polizia tunisina (che tra le varie questioni sollevate ci chiede incuriosita perché viaggiamo con due ruote di scorta), ci mettiamo in marcia verso Sud, in direzione di Kairouan, seguendo nel tratto iniziale l’unico tragitto autostradale presente nel Paese.  La temperatura è sui 15° e lo Steed, sgranchite le ruote dopo il forzato letargo sul traghetto, inizia la sua inarrestabile maratona alla volta di Tozeur, che contiamo di raggiungere in nottata.  Viaggiamo tranquilli a velocità di codice,Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara intorno ai 110 Kmh, arrivando dopo circa due ore a Kairouan, una delle quattro città sante dell’Islam nota anche per essere la “patria del tappeto” per i suoi numerosi laboratori specializzati nella produzione di “tapis”, come ci ricorda l’enorme monumento raffigurante un  tappeto  gigante situato alle porte dell’oasi.  Dopo una breve sosta per gustare un po' di carne alla brace in uno dei numerosi punti di ristoro sparsi lungo i bordi delle maggiori vie di comunicazione, riprendiamo la marcia per affrontare l'ultimo tratto di strada che ci porterà fino a Tozeur, capolina finale della nostra lunga marcia di avvicinamento.  Il traffico notturno è molto ridotto e bisogna prestare estrema attenzione ai veicoli (e soprattutto alle moto e alle bicicletteI) che viaggiano senza luci,Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara o spuntano all'improvviso sulla carreggiata dalle piccole stradine laterali.  Fortunatamente i fari del nostro Steed sono molto potenti e riusciamo ad avvistare per tempo eventuali pericoli, grazie anche alla potente illuminazione dei fendinebbia che teniamo accesi per motivi di sicurezza; da queste parti probabilmente non sono abituati a forti intensità luminose sui veicoli e, in diverse occasioni, i rari mezzi che incrociamo ci lampeggiano segnalando il fastidio arrecato dalle nostre luci.  Poco dopo l'una varchiamo il doppio arco in pietra che forma la famosa porta di ingresso all'oasi di Tozeur, dirigendo verso il centro dell'oasi alla ricerca di un albergo.  Dal porto della Goulette abbiamo percorso 470 chilometri.


TRA I BAGLIORI DELLO CHOTT EL DJERIDGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

Rigenerati da alcune ore di riposo ci svegliamo di buon'ora per trascorrere una giornata relativamente tranquilla e quasi “turistica”, dedicata essenzialmente al trasferimento alla volta di Douz, e nel corso del quale effettueremo la traversata della vasta distesa formata dal deserto di sale dello Chott el Djerid.  Lo Steed ha trascorso la sua prima notte all'addiaccio in terra africana e appena girata la chiave di accensione parte al primo colpo.  E anche lo stato di carica della batteria non segnala problemi nonostante abbiamo lasciato acceso tutta la notte il frigo con le provviste per la lunga trasferta tra le dune che ci aspetta da Douz a Ksar Ghilan; tra le dotazioni di bordoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara abbiamo inserito inoltre un inverter che ci consente di avere anche l'alimentazione a 220 V, necessaria per alimentare i telefoni cellulari, il satellitare, i computer e l'iPad.   Dopo un breve giro nella kasbah e una sosta al ristorante del minareto, dove gustiamo un'ottima bistecca di dromedario, ci mettiamo in marcia alla volta dello Chott el Djerid.   Questa vasta depressione salina è una sterminata distesa formata da sale e concrezioni calcaree che, a causa della presenza di alcuni microrganismi, assume colorazioni cangianti che sfumano dall'ocre al rosa, trasformandosi ulteriormente in base all'illuminazione presente nelle diverse ore della giornata.   Percorriamo la strada asfaltata sopraelevata,Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara estesa per circa 80 chilometri da Tozeur a Kebili, fermandoci in alcune occasioni per visitare alcune aree di sosta allestiti con alcune scenografie ispirate alla saga di “Guerre stellari”, dove riusciamo a spingere lo Steed per un breve tratto anche all'interno dello Chott.    La luce, nonostante il sole sia leggermente offuscato, è intensissima e viene ulteriormente esaltata dai forti bagliori che si riflettono dalla superficie di sale e che, spesso in lontananza, dà origine alla formazione di brevi miraggi.   Poco prima di arrivare a Douz ci arriva la telefonata di Belgacem, la nostra guida tunisina, che è ansioso di incontrarci e ci chiede notizie sulla nostra posizione e l'ora d'arrivo.   Lo rassicuriamo che siamo ormai alle porte dell'oasi e ci diamo appuntamento per le 17.00 sotto la statua del cammello nella piazzaGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara centrale della città, luogo considerato il principale “meeting point” di Douz.  Arriviamo puntualissimi per incontrare il nostro amico, mentre il nostro tachimetro segna 156 chilometri percorsi.  Trascorriamo la serata in compagnia del Belgacem studiando fin nei minimi particolari, sulla immancabile carta Michelin, i possibili itinerari che possiamo effettuare domani per raggiungere Ksar Ghilane.  Andiamo a dormire con l'emozione degli studenti la notte prima degli esami, fiduciosi comunque che lo Steed sarà in grado di affrontare una traversata così impegnativa come quella che ci accingiamo a intraprendere tra poche ore.


DAL MASSICCIO DI TIMBAINE A KSAR GHILANEGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

Finalmente è arrivato il grande giorno della lunga marcia tra le dune del Grand Erg Orientale alla volta di Ksar Ghilane.  La distanza non è proibitiva (circa 120 chilometri seguendo la normale strada asfaltata, costruita alcuni anni fa, che segue la pipeline, un po' meno tagliando attraverso il deserto), ma noi preferiamo seguire un itinerario su misura consigliato da Belgacem dopo interminabili consultazioni intercorse la sera prima in un bar di Douz sorseggiando del thè alla menta.  Secondo i calcoli della nostra guida i chilometriGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara totali dovrebbero essere circa 150 per cui, avendo fatto il pieno la sera prima, non ci occorrono le taniche con la scorta di carburante.  Alle prime luci dell'alba usciamo dall'albergo scoprendo che tutta l'oasi è avvolta da una coltre di nebbia. C'è un'atmosfera quasi surreale e anche la statua del cammello nella piazza principale di Douz sembra fuori luogo e si intravvede a malapena nella foschia.  Altrettanto insolita è l'accensione del riscaldamento in pieno deserto, ma la temperatura è veramente rigida e l'umidità molto pesante.  Alle 7.00 in punto arriva puntuale Belgacem, insieme ad un suo amico, a bordo della Toyota Land Cruiser 80 che ci fungerà da “apripista” perGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara l'intera traversata.  Prima di metterci in marcia, si impone una sosta per un caffè nell'unico bar aperto (e già affollato nonostante l'ora), dopodichè Belgacem fa una sortita in una ferramenta per acquistare un nuovo cavo di traino per le eventuali emergenze.  Poco prima delle 8.00 ci mettiamo finalmente in marcia seguendo la macchina del nostro amico che, credendo forse di essere in un rally, si lancia subito ad una velocità sostenuta che ci costringe a continui inseguimenti per non perderlo di vista dal momento che non ha la ricetrasmittente a bordo.  Alla prima sosta comunque gli spieghiamo che, pur dovendo effettuare un long-test con il nostro Steed su una distanza notevole da affrontare in un solo giorno, preferiamoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara viaggiare ad un'andatura più tranquilla per effettuare senza problemi le soste fotografiche e i cambi di guida.  Le prime due ore di marcia sono su asfalto e ci consetono di raggiungere l'area del “Parc Nationale de Jbil”, una regione posta sotto il controllo del Ministero dell'agricoltura e delle risorse idriche tunisino creata nel 1994 per la tutela e la salvaguardia della flora e della fauna locali.   Da qui lasciamo l'asfalto e, dopo i primi sterrati, le ruote dello Steed poggiano per la prima volta sulla sabbia del deserto.  La nebbia, come aveva anticipato Belgacem, è sparita abbastanza velocemente per lasciare posto al sole che, essendo ancora presto, non riesce ancora a scaldare la sabbia e a renderla insidiosa.  Le prime dune sono moltoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara basse per cui è sufficiente avanzare con la sola trazione integrale inserita e anche la pressione delle gomme per ora rimane invariata.  Ancora pochi chilometri e siamo costretti a fermarci: la sabbia si sta scaldando e le dune diventano sempre più alte.  Per avanzare con un ampio margine di sicurezza, oltre ad inserire le marce ridotte, è giunta l'ora di abbassare la pressione delle gomme che, in base alle nostre precedenti esperienze di guida sulla sabbia, portiamo a 1,5 atm.  In realtà in altre occasioni eravamo scesi anche attorno a 1,2 atm, ma la marcata tassellatura dei pneumatici ci suggerisce di mantenere comunque una certa pressione per evitare eventuali rischi di stallonamento.Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara  Superato un primo impegnativo banco di dune ci appare in lontananza il superbo massiccio di Timbaine, un ampio altopiano roccioso che sembra spuntare dal nulla tra le sabbie del Grand Erg Orientale. I suoi contorni netti e squadrati, molto marcati nella zona sommitale, lo fanno assomigliare alle classiche formazioni rocciose della Monument Valley disseminate nel Gran Canyon.  La sua sagoma sembra molto vicina, ma in realtà dobbiamo avanzare per circa un'ora prima di arrivare nelle sue immediate vicinanze.  Giunti alle pendici del massiccio ci fermiamo per una sosta di rito presso il celebre pozzo diGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara Timbaine dove gli abitanti delle oasi più vicine vengono a prelevare l'acqua.  Proprio mentre scattiamo alcune foto arriva un camion a sei ruote motrici, con due voluminosi fusti da 1.000 litri ciascuno, per effettuare un rifornimento.  Dopo la sosta al pozzo arriviamo alla base del tabulato roccioso, simile a un panettone, sulle cui pendici la sabbia cede spazio a una distesa rocciosa disseminata di radi arbusti sparsi fin quasi alla sommità della montagna.  Oltrepassato il massiccio di Timbaine incappiamo nel primo insabbiamento, dovuto però esclusivamente a una nostra distrazione.   L'inserimento della trazione integrale (e delle marce, ridotte) sullo Steed è gestito infatti elettricamente Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Saharamediante due pulsanti situati sul cruscotto, ma spegnendo il motore entrambi i dispositivi si disattivano.  Una volta riavviato il sono ripristinate automaticamente le modalità originali per cui lo Steed si avvia con la sola trazione posteriore.  In pratica è avvenuto che durante una sosta un po' prolungata abbiamo spento il motore e, quando ci siamo rimessi in marcia, abbiamo dimenticato di inserire la trazione integrale e le marce ridotte per cui alla prima duna il veicolo si è bloccato.  Poiché l'insabbiamento si è verificato sulla rampa in salita di una duna, in forte pendenza, il veicolo è pesantemente sprofondato nella sabbia e, oltre ad aver “spanciato”,  risulta ulteriormente intrappolato nella morsaGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara di sabbia a causa delle voluminose pedane laterali che creano un ostacolo supplementare alla sua motricità.  Il traino in queste condizioni sarebbe del tutto inutile per cui ci rimbocchiamo tutti le maniche e, con una serie di colpi di pala assestati nei punti giusti, riusciamo ben presto a liberare il veicolo.  E non è stato necessario neanche ricorrere alla classica spintarella, ma è bastato scendere leggermente dalla duna in retromarcia e acquistare un leggero abbrivio per superare senza problemi (stavolta con trazione 4x4 e ridotte inserite!) l'ostacolo e riprendere la marcia a ritmi spediti.  Ormai è trascorsa quasi mezza giornata e abbiamo preso confidenza sia con la sabbia che con le sorprendenti potenzialità del nostro veicolo che finora sta evidenziando un comportamentoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara decisamente superiore alle nostre aspettative.  Dopo le forti emozioni della mattinata, decidiamo di fare un breve sosta per uno spuntino, sapendo che Belgacem ha in serbo una sorpresa per noi.  In pochi minuti, una volta acceso il fuoco con sterpaglia e arbusti, e formata una brace, tira fuori un sacchetto di farina ed altrettanto velocemente prepara una gustosa forma di pane arabo che (come nella migliore tradizione dei nomadi del deserto) cuoce direttamente sulla brace ardente dopo aver ricoperto il tutto con uno strato di sabbia.  A fine cottura, stranamente, è sufficiente una leggera spolverata e il pane caldo è pulito di ogni residuo di cenere e pronto per la degustazione in compagnia.  Questa regione del Sahara si trova al centro di una delle maggiori vie di comunicazioneGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara tra il deserto algerino e quello tunisino, per cui non sono rari gli incontri con altri convogli di fuoristrada o con gruppi di avventurosi a bordo di moto enduro e quad.  Prima di ripartire transita sulla nostra pista un vetusto pick-up con a bordo una famiglia locale, che si ferma per un veloce saluto poiché il “capo” è un amico di Belgacem.  Fin dal loro arrivo la doppia cabina sembra molto affollata e, dopo un attento conteggio degli occupanti, rileviamo che vi sono a bordo ben undici persone, tra cui sette adulti e quattro bambini, oltre naturalmente ad una montagna di cianfrusaglie e sacchi di farina ammassati alla rinfusa sul cassone posteriore.  A confronto l'abitacolo del nostro Steed, con due sole persone a bordo, sembra quasi quello di una limousine, sensazione rafforzata dalla presenza di un ottimoGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara vino bianco in frigo e dalla macchinetta espresso per il caffè.  Il sole inizia intanto ad avviarsi lentamente verso il tramonto e ci troviamo in breve ad effettuare i primi passaggi tra alcuni banchi di dune completamente in ombra, mentre nel frattempo inizia a scendere vertiginosamente anche la spia del carburante.  Le previsioni di Belgacem non si sono rivelate molto attendibili poiché finora abbiamo percorso circa 180 chilometri e ne mancano ancora molti all'arrivo.  Fortunamente lo Steed, nonostante le gravose condizioni di marcia, non dimostra di essere particolarmente assetato e sembra poter arrivare a destinazione senza rimanere a secco.  Pur essendo ad alimentazione bi-fuel, il serbatoio di GPL è pressochè vuoto poiché, come abbiamo già sottolineato, siamo arrivati a Genova senza fare rifornimento di gas in quanto laGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara compagnia di navigazione ci aveva suggerito di imbarcare il veicolo quasi a secco di gas per motivi di sicurezza.   Dopo aver effettuato una serie di passaggi strepitosi in salita all'interno di alcune dune molte alte, e numerosi interventi di soccorso alla maxi-famiglia con il pick-up (che aveva problemi all'accensione), arriviamo finalmente a Ksar Ghilane dopo aver viaggiato per oltre due ore nel buio totale.  Sono le 21.00 e la spia del carburante è in rosso fisso da circa 30 chilometri e sul tachimetro siamo a quota 250,3 chilometri dalla partenza di stamattina.  Occorre subito un rapido rifornimento presso la famosa casupola in pietra dell'oasi che funge da distributore e il cui proprietario, ad ogni ora del giorno e della notte, è in grado di rifornire qualsiasi Great Wall Steed Racing: Long-Test nel Saharaveicolo; l'unica condizione imposta è che il carburante (benzina o gasolio) viene venduto esattamente al doppio del costo al distributore.  Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo e concludere la serata con una tonificante riunione conviviale con le nostre guide nell'unico ristorante dell'oasi.  Ma per lo Steed le fatiche (e i chilometri) non sono ancora finite poiché dopo cena, una volta salutato Begacem e il suo aiutante, ci rimettiamo in marcia sull'asfalto per percorrere altri 551 chilometri fino a Gafsa, per avvicinarci il più possibile a Tunisi dove domani pomeriggio ci attende il traghetto della Grandi Navi Veloci che ci riporterà a Genova.


CONCLUSIONIGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara

Come avevamo già anticipato nel corso delle prime valutazioni registrate al rientro del nostro long-test con il Great Wall Steed Racing, siamo rimasti favorevolmente impressionati dal comportamento del veicolo che, durante l'intera trasferta africana, ha dimostrato pienamente di essere in grado di affrontare le più esasperate situazioni di marcia in condizioni di massima sicurezza.  Dalle lunghe maratone stradali di trasferimento agli sterrati sconnessi di avvicinamento al deserto, dalle pietraie disseminate di massi acuminati alleGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara sterminate distese sabbiose delle dune del Grand Erg Orientale.  Particolarmente affidabile si è rivelato inoltre il sistema di inserimento elettrico della trazione integrale e delle marce ridotte che, seppur sottoposto ad intense sollecitazioni a causa delle numerose soste, non ha mai evidenziato alcuna avaria o malfunzionamento.  Ottima anche la resistenza della frizione che solo in un'occasione (all'inizio della traversata del deserto, quando ancora non eravamo entrati in simbiosi col veicolo) ha segnalato un lieve sintomo di affaticamento con il temibile odore di bruciato che rappresenta quasi una costante quando si viaggia in fuoristrada a bordo di una sport-utility. Particolarmente sollecitato è stato anche l'impianto elettrico, sia per le numeroseGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara utenze collegate alla batteria (oltre al frigo, sempre in funzione, c'era anche l'inverter per la trasformazione a 220 V per gli accessori elettronici), sia per le mini tempeste di vento che abbiamo incontrato in diverse occasioni e che hanno letteralmente riempito di sabbia la maggior parte dell'abitacolo; luci, vetri elettrici, navigatore saltellitare e sistema di apertura delle porte hanno funzionato sempre a dovere.   Contenuti anche i consumi di carburante che hanno registrato un valore medio attorno agli 8 Km/lt, mentre per quanto riguarda i lubrificanti non sono stati necessari rabbocchi di olio nel corso dei 2.000 chilometri complessivi percorsi tra andata e ritorno dall'Italia.  Tra gli accessori di bordo si sono rivelati particolarmente utili il mini-compressore per adeguare costantemente la pressione dei pneumatici al fondo sabbioso, e la funzione del navigatore satellitare che forniva l'esatta posizione GPS e la quota altimetrica.  Le ripetute e intense sollecitazioni provocate nella marcia sugli sterrati e le pietraie sahariane non hanno influenzato la bulloneria o altri componenti del veicolo che hanno resistito in maniera sorprendente alle persistenti vibrazioni.  Leggermente diverso il discorso per quanto riguarda la marcia in velocità sulle dune (a volte necessaria per evitare di rimanere bloccati) nel corso della quale si è verificato qualche lieve inconvenienteGreat Wall Steed Racing: Long-Test nel Sahara dovuto esclusivamente alla tipologia del veicolo che, come tutti i pick-up, presenta un angolo di uscita non ottimale in condizioni di guida off-road estrema a causa della presenza del cassone posteriore.  Spesse volte, soprattutto nella fase di discesa da alcune dune dall'altezza elevata, la parte posteriore dello Steed ha toccato sulla sabbia in maniera più o meno intensa, e a fine viaggio il paraurti posteriore appariva leggermente piegato verso l'alto.  Ben poca cosa se pensiamo alle difficoltà che abbiamo affrontato nel corso di questa massacrante ma entusiasmante avventura. Un'avventura che per un attimo, al rientro in Italia, è sembrata quasi un sogno, ma la presenza di una minuscola “duna” in miniatura formatasi sul cruscotto del nostro pick-up in seguito all'accumulo di sabbia penetrata nell'abitacolo, ha fugato ogni dubbio.


Cartina Itinerario

Cartina Itinerario Long-Test Great Wall Steed Racing


GLI SPONSOR

Per la realizzazione del nostro long-test sahariano con il Great Wall Steed Racing, organizzato dalla redazione di autoruote4x4.com, è stata preziosa la collaborazione fornita da alcune Aziende che hanno aderito con entusiasmo all'inziativa.  Oltre all'Eurasia Motor Company SpA, main sponsor della spedizione, hanno partecipato la Grandi Navi Veloci e il Centro Fuoristrada Ranieri.

 

Eurasia Motor Company SpAEurasia Motor Company SpA

Importatore e distributore ufficiale dei veicoli Great Wall Motor in Italia, la Eurasia Motor Company ha sede a Palazzolo sull'Oglio (BS), via Bornico, tel. +39.030.2410669, Fax +39.030.2056364 – www.eurasiamotor.com.



Grandi Navi VelociGrandi Navi Veloci

Leader in Italia nel settore dei trasporti marittimi nel Mediterraneo, con partenze da Genova alla volta delle maggiori isole (Sicilia, Sardegna e Malta) e delle destinazioni africane di Tangeri (con scalo a Barcellona) e Tunisi, la Grandi Navi Veloci offre un'ampia gamma di soluzioni e tariffe per gli appassionati di fuoristrada diretti nei Paesi della fascia nordafricana. Per prenotazioni e informazioni dettagliate è consigliabile contattare prima della partenza la propria agenzia di viaggio, o rivolversi direttamente al Contact Center della GNV al numero 010-2094591, mentre per organizzare al meglio la propria vacanza basta un click su sito www-gnv.it.


Centro Fuoristrada RanieriCentro Fuoristrada Ranieri

Presente da circa vent'anni sul mercato dell'off-road, il Centro Fuoristrada Ranieri rappresenta uno dei centri specializzati più noti e apprezzati presenti in Abruzzo nel settore della vendita di 4x4 nuovi e usati.  Nel corso del nostro long-test ha partecipato personalmente il titolare Adriano Ranieri che, oltre alla fornitura dei pneumatici, ha curato anche l'assistenza tecnica durante l'intero percorso.  Centro Fuoristrada Ranieri, via Nazionale per Lanciano 96, 66030 S.Maria Imbaro (CH) – Tel. e fax: 0872-57665.


LA NOSTRA GUIDALac Douz Voyages

Nel corso del nostro long-test nel deserto del Sahara ci siamo avvalsi inoltre della collaborazione di Belgacem Ben Abdennour, titolare dell'agenzia Lac Douz Voyages di Douz.  Esperto viaggiatore del deserto Belgacem (26 anni) ha trascorso molti anni nel Sahara divenendo ben presto un profondo conoscitore del Sud tunisino e guida regolarmente spedizioni attraverso gli angoli più remoti e sconosciuti del deserto.   La sua organizzazione inoltre, oltre ai vari aspetti legati alla guida del veicolo, è in grado di risolvere anche i numerosi problemi logistici legati a pernottamenti in bivacchi, noleggio di 4x4 e permessi di transito nelle zone meno accessibili. Per ulteriori informazioni inviare una mail al seguente indirizzo: info@lacdouz.com, o telefonare al numero 00216-23472610.




Commenti

Inviato da Giovanni il 15 gennaio 2012 16:53

Il pickup piu venduto in Cina... il mio amico ne ha uno uguale, stesso colore con hard-top removibile e impianto GPL...e giÓ al secondo anno in officina solo per la manutenzione ordinaria... per ora OTTIMO...mi piacerebbe vederlo in competizione con lo Xenon di Tata..sarÓ lotta tra titani...
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