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CAPITOLO 8: MASSI & PIETRE

| 05 agosto 2011 11:20

CAPITOLO 8: MASSI & PIETRE

 

Dallo sterrato alle mulattiere, dai guadi fino alla tradizionale pietraia, la presenza di massiCAPITOLO 8: MASSI & PIETRE e rocce sporgenti sulla carreggiata rappresenta praticamente una costante sulla maggior parte dei percorsi.  È necessario quindi approfondire anche la tecnica di guida più idonea da adottare in questo caso, sia per evitare di rimanere inesorabilmente bloccati in situazioni d’emergenza che per non incappare in eventuali danni arrecati al veicolo.  Prima di entrare nei dettagli relativi alla guida, è necessaria in questo caso una piccola parentesi sulla morfologia dei sassi, sulle loro dimensioni e sulle modalità che ne caratterizzano la presenza sulla pista.  Per quanto riguarda il primo parametro, va sottolineato che la forma dei sassi può essere la più varia e assortita possibile, ma volendo tracciare una breve sintesi si possono individuare tre forme principali.  La prima è rappresentata dai sassi rotondi, che rappresentano generalmente gli ostacoli meno impegnativi (a patto che siano di modeste dimensioni) dal punto di vista fuoristradistico; la seconda è costituita dai sassi appuntiti che, nella maggior parte dei casi, possono compromettere seriamente le condizioni dei pneumatici o di alcune componenti del fondoscocca.  Nel terzo caso troviamo i sassiCAPITOLO 8: MASSI & PIETRE di forma squadrata (quadrangolari, rettangolari, a tronco di cono, etc.), il cui superamento, pur essendo meno agevole rispetto a quelli di forma circolare, non presentano le difficoltà dei massi appuntiti e (con la dovuta cautela) possono essere superati senza dover ricorrere a manovre troppo complicate.  In tutti e tre i casi comunque l’elemento fondamentale ai fini della sicurezza di guida è rappresentato dalle dimensioni e a tale proposito possiamo classificare i massi in piccoli, medi e grandi.  I massi piccoli sono rappresentati dalle pietre di modeste dimensioni la cui massa è generalmente contenuta sempre al di sotto di quel valore che costituisce l’altezza minima da terra dei veicolo; l’avanzamento dei veicolo in questi casi non risente in alcunCAPITOLO 8: MASSI & PIETRE modo della presenza di sassi sulla carreggiata, tranne in quelle situazioni nelle quali la presenza di pietre e massi è tale (come avviene ad esempio nelle pietraie) da compromettere l’aderenza e la stabilità del veicolo.  I massi di medie dimensioni sono quelli la cui altezza viene quasi a sfiorare l’altezza minima da terra del veicolo, o a coincidere con essa; anche in questo caso si può procedere con relativa tranquillità ed è importante valutare attentamente l’altezza dei massi.  Occorre quindi avere anche un buon colpo d’occhio nell’individuare gli ostacoli, accertandosi (se necessario ricorrendo anche all’ispezione a piedi) che il masso non superi l’altezza minima da terra del veicolo, valore che coincide solitamente con la distanza che separa la scatola del differenziale (o l’attacco degli ammortizzatori) dal terreno.  Più complessa è invece la situazione in presenza di massi grandi le cui dimensioni, anche se di stretta misura, oltrepassano quelle dell’altezza minima da terra.CAPITOLO 8: MASSI & PIETRE  Le tecniche di guida in questo caso sono diverse e sono riconducibili a tre situazioni principali le cui modalità sono legate proprio all’altezza dei massi.  Nel primo caso, quando l’altezza dell’ostacolo è di poco superiore all’altezza minima da terra del veicolo, c’è ancora un certo margine per avanzare senza troppe difficoltà; nella maggior parte dei fuoristrada, infatti, il sottoscocca del veicolo non è mai regolare e uniforme per cui, in base all’abilità del pilota, è possibile sfruttare gli spazi più ampi situati nella parte inferiore del veicolo per oltrepassare i massi più grandi e ingombranti.  Nel secondo caso, in presenza di massi molto grandi, se non è possibile aggirarli, non rimane che transitare con una ruota sul masso. Avanzando lentamente (in prima ridotta e con la trazione integrale inserita) versoCAPITOLO 8: MASSI & PIETRE l’ostacolo, si affronta il masso esercitando una pressione costante sull’acceleratore (astenersi nel modo più assoluto di ricorrere alla frizione); una volta pervenuti sulla sommità del masso, si scende con la stessa cautela, mantenendo la prima ridotta ed evitando il ricorso ai freni.  Nel terzo caso, quando le dimensioni del masso sono tali da superare anche l’angolo di attacco anteriore, non rimane che costruire una rampa di fortuna con sassi più piccoli (collocati anteriormente e posteriormente al masso da “scalare”) ed avviarsi con le stesse modalità del caso precedente; è indispensabile assicurarsi che le pietre che vengono a formare la rampa siano sufficientemente stabili da non cedere sotto il peso del veicolo, o in caso di un eventuale slittamento delle ruote conseguente ad una scarsa aderenza o ad errori di manovra.  Non meno trascurabili della forma e delle dimensioni dei sassi sono le modalità legate alla loro presenza sulla carreggiata,CAPITOLO 8: MASSI & PIETRE ed in particolar modo al fatto che siano massi fissati al terreno o massi non ancorati al suolo.  In quest’ultimo caso naturalmente le difficoltà sono ulteriormente aggravate dai problemi legati alla stabilità e alla scarsa aderenza dei pneumatici in presenza di un ostacolo che, pur essendo in una condizione statica, può spostarsi inaspettatamente sotto la pressione esercitata dal veicolo.  La presenza dei massi può rivelarsi insidiosa nella guida in fuoristrada anche in presenza di un guado, soprattutto nel tratto più critico in immersione dove gli eventuali sassi depositati sul fondo (oltre ad essere nascosti alla vista se la profondità dell’acqua è notevole) possono risultare estremamente sdrucciolevoli a causa della presenza di algheCAPITOLO 8: MASSI & PIETRE o altre incrostazioni depositate sulla superficie.  Tra le manovre da evitare figurano, soprattutto sulle pietraie, la derapata e il controsterzo poiché espongono la parte più esterna dei pneumatici agli insidiosi urti contro le rocce affioranti o gli spuntoni più acuminati; le lacerazioni sono sempre in agguato e anche i danni ai cerchioni o ad alcuni accessori presenti lungo le fiancate (pedane, predellini, parafanghi, etc.) sono piuttosto frequenti.  Un ultimo fattore da tenere presente riguarda infine l’azione delle sospensioni che, a causa delle escursioni conseguenti all’andamento del terreno, può a volte causare l’urto del veicolo anche contro massi e pietre di modeste dimensioni.




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