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CAPITOLO 5: OCCHIO ALLA VEGETAZIONE

| 11 maggio 2010 18:56

 OCCHIO ALLA VEGETAZIONE 

 

La diffusione di alberi, cespugli, foglie e arbusti rappresenta una costante del paesaggio  OCCHIO ALLA VEGETAZIONEnella maggior parte degli ambienti presenti nella nostra penisola dove, grazie anche all'ampia diffusione di quel tipo di vegetazione noto come macchia mediterranea, esiste una delle flore più assortite d'Europa. La variegata morfologia del territorio inoltre, peculiare delle zone di montagna (meta abituale di escursioni off-road) rende ancora più dinamica e articolata la diffusione della vegetazione, sia lungo i bordi di piste e mulattiere che all'interno delle ampie vallate scavate in antiche ere geologiche dal corso di fiumi impetuosi, ridotti oggi a torrenti che solo occasionalmente diventano minacciosi. OCCHIO ALLA VEGETAZIONE
Sulla scia di queste considerazioni abbiamo ritenuto utile dedicare il nostro tradizionale spazio riservato alla guida in 4x4 alla presenza della vegetazione lungo i percorsi affrontati in fuoristrada poiché, a seconda del tipo di flora presente, è necessario adottare alcune precauzioni nella guida, sia per evitare eventuali danni al veicolo che per mettersi al riparo dai rischi che potrebbero derivare da alcune situazioni particolari affrontate con troppa disinvoltura. Tra queste, le più ricorrenti lungo i percorsi abitualmente frequentati dagli appassionati dell'off-road sono rappresentate dalla  OCCHIO ALLA VEGETAZIONEpresenza di cespugli che invadono la pista, dai rami sporgenti sulla carreggiata, dall'accumulo di foglie secche sul fondo e dalle distese erbose.I cespugli presenti lungo i bordi della pista (autentico terrore di una certa frangia di fuoristradisti che, alla prima uscita "on the road", teme di rigare irrimediabilmente le fiancate del mezzo), non rappresentano un particolare problema ai fini della guida. Sebbene in alcuni casi può capitare che la vegetazione sia talmente rigogliosa da lasciare sulla carreggiata un varco largo poco più di un metro, l'auto riesce sempre ad avanzare senza problemi. In base al fruscio e ai vari rumori prodotti dai cespugli che si infrangono contro la carrozzeria si riesce a percepire, dopo OCCHIO ALLA VEGETAZIONE aver acquisito un po' di pratica, la consistenza degli arbusti che formano la vegetazione; l'unico rischio in questo caso è rappresentato dalla presenza di piccoli tronchi che potrebbero infilarsi tra il bull-bar e la carrozzeria, o insinuarsi tra gli organi meccanici sotto la scocca. Per quanto riguarda la protezione del veicolo, è consigliabile ripiegare all'interno gli specchietti retrovisori (per diminuire le superfici di attrito nei tratti più stretti), mentre per la sicurezza dell'equipaggio conviene chiudere anche i finestrini anteriori per evitare l'invasione di rami e fogliame all'interno dell'abitacolo. OCCHIO ALLA VEGETAZIONEDecisamente più insidiosi per la sicurezza nella guida sono invece i rami sporgenti che richiedono molta attenzione quando la loro altezza viene a sfiorare il margine superiore della vettura, soprattutto in presenza di portapacchi o di tende da tetto, o se la loro invasione nella carreggiata è tale da rendere necessario il ricorso a varie manovre per superare i punti più difficili. Nei percorsi in alta quota, in presenza di neve, può capitare inoltre che la pista sia invasa anche da alcuni alberi che, gravati da un eccessivo accumulo di OCCHIO ALLA VEGETAZIONE neve sui rami, siano completamente piegati sulla carreggiata al punto da rendere praticamente impossibile la marcia. Astenersi in questi casi da ogni tentativo di avanzare cercando di "sfondare" il blocco con la forza dell'auto, poiché eventuali colpi di coda provocati dall'intera massa dell'albero potrebbero danneggiare la carrozzeria; è preferibile scendere dall'auto e cercare di scrollare la neve dai rami dell'albero che, una volta alleggerito dal peso superfluo, riacquista la sua primitiva posizione liberando la carreggiata e consentendo quindi il proseguimento della marcia. Altrettanto pericoloso è l'accumulo di  OCCHIO ALLA VEGETAZIONEfoglie secche sul fondo della pista, specialmente in presenza di terreni ghiaiosi o comunque a scarsa aderenza, che in alcuni casi possono formare uno strato molto spesso (ca. 10/15 cm.) venendo a creare una sorta di cuscino sul quale il fuoristrada si ritrova a "navigare" in condizioni di precaria stabilità.Finché il terreno è pianeggiante non vi sono particolari problemi, ma in caso di pendenze accentuate l'auto può avanzare con una certa difficoltà; non tanto in salita, dove la trazione integrale (o l'eventuale ricorso alle marce ridotte) si rivela provvidenziale, quanto lungo le discese molto ripide. In quest'ultimo caso, infatti,  OCCHIO ALLA VEGETAZIONEl'aderenza può essere ridotta praticamente a zero e il veicolo, a causa della pendenza e della forza esercitata verso il fondovalle dal proprio peso, tende ad essere ingovernabile scivolando inesorabilmente sullo strato di foglie; astenersi nel modo più assoluto dal toccare i freni (si rischia di mettere di traverso l'auto aggravando la situazione), limitandosi a dare delle piccole accelerate che, opportunamente dosate, consentono di mantenere allineato il veicolo sulla carreggiata lungo il senso di marcia fino ad arrivare nuovamente in un tratto pianeggiante o comunque a pendenza moderata. Oltre alle foglie, bisogna fare  OCCHIO ALLA VEGETAZIONEattenzione anche agli arbusti depositati nel fondo di solchi e avvallamenti che, soprattutto se frammisti a fango, possono ostacolare la marcia in salita; la presenza di un badile e un piccone a bordo può rivelarsi utile per rimuovere gli arbusti o per concentrare quelli più spessi nei punti più difficili ai fini di aumentare la consistenza del fondo. Diversi problemi sono inoltre causati anche nella guida in quei tratti ricoperti da vaste distese erbose. Ribadendo ancora una volta che un vero appassionato di off-road non si esibisce mai in deviazioni fuoripista, violando prati e coltivazioni, capita spesso tuttavia che un tratto della pista sia OCCHIO ALLA VEGETAZIONE completamente ricoperto di erba (soprattutto nella stagione estiva); se il fondo è asciutto e le pendenze sono moderate la vettura avanza senza grosse difficoltà, ma se l'erba è bagnata si possono verificare gli stessi inconvenienti causati dal un sottile strato di fango che ricopre uno sterrato di consistenza dura. Se l'erba è molto alta (in alcune zone raramente attraversate da veicoli può raggiungere in estate anche un'altezza di 40/50 cm.), l'insidia maggiore è rappresentata dalla presenza di eventuali ostacoli che la vegetazione potrebbe nascondere alla vista del pilota quali massi o rocce sporgenti; un'attenta osservazione del profilo superiore della distesa erbosa si rivela preziosa per individuare quei piccoli "buchi", a volte appena percettibili, situati in prossimità di sassi di notevoli dimensioni o in corrispondenza di un tronco disposto trasversalmente alla carreggiata.
 

 



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