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CAPITOLO 59: G4 2003 – Stage 2 - South Africa

| 12 luglio 2011 18:34

CAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa

 

La  redazione  di  Autoruote  4x4  ha  seguito  da  vicino  la  seconda  tappa  del  Land  Rover  G4  Challenge  2003  in  Sudafrica.  In  questo  servizio  proponiamo  la  cronaca  realizzata  in  quell'occasione  e  pubblicata  sul  giornale  al  rientro  in  Italia.

 

Arriviamo a Cape Town dopo un lungo volo intercontinentale da Milano MalpensaCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa (via Johannesburg), per trasferirci nel lussuoso e accogliente Table Bay, l’hotel più esclusivo della città trasformato per un fine settimana nel quartier generale del Land Rover G4 Challenge. Nel vasto parcheggio dell’albergo sono già schierati i Defender dei concorrenti, affiancati dai Discovery dell’organizzazione e della stampa, e da alcuni Freelander e Range Rover. L’atmosfera è quella delle grande occasioni, con un incredibile via vai di persone intente a verificare veicoli e attrezzature e, nel nostro primo giro di ricognizione, incontriamo alcuni amici di vecchia data che ci forniscono le prime indiscrezioni sulla manifestazione.CAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa Dopo la lunga ed esauriente conferenza stampa di presentazione ci trasferiamo per la cena di gala al ristorante “Green Dolphin” dove ben presto ci raggiungono anche i concorrenti, arrivati nel frattempo dagli Stati Uniti. Il giorno dopo tutto è pronto secondo i tempi scanditi dalla tabella di marcia e l’avventura sudafricana del G4 Challenge prende ufficialmente il via con il maximiser nel comprensorio di Città del Capo che, al termine delle varie prove in programma, vede vincitore l’equipaggio formato dal belga Rudi Thoelen e dall’australiano Guy Andrews.


DIARIO DI BORDOCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa

Le giornate sudafricane del G4 Challenge, come quelle degli altri stage, erano caratterizzate da ritmi molto incalzanti che non ammetteva ritardi o indecisioni nello svolgimento delle varie operazioni previste nell’arco delle ore di luce disponibili. Si iniziava al mattino con la sveglia al campo, generalmente intorno alle sei (con le tende ancora immerse nell’oscurità e, a volte, anche in una leggera nebbiolina), per procedere quindi allo smantellamento della postazione e alla colazione preparata con il classico fornello in alluminio usato per scaldare l’acqua. Verso le 7.30, nel corso della cerimonia delCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa briefing, veniva fornito ai concorrenti la documentazione relativa alle varie prove da affrontare e ogni equipaggio definiva la propria strategia di gara, tenuta ovviamente riservata come i più rigorosi segreti militari. Attorno alle 8.00 iniziavano le partenza individuali dei vari equipaggi, formati da due concorrenti di nazioni diverse. Ogni Defender dei concorrenti aveva al seguito altri due veicoli, rappresentati da un altro Defender del team supporter (che trasportava sul tetto, la seconda mountain-bike e la seconda canoa) e da un Discovery sul quale trovano posto i giornalisti delle nazioni dei due concorrenti. Nel corso della giornata erano previsti mediamente 5-6CAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa hunter, ma era praticamente impossibile affrontarli tutti per cui ogni equipaggio si concentrava su un numero variabile dalle tre alle quattro prove scegliendo (quando possibile) quelle legate al punteggio maggiore. All’inizio di ogni prova, limitata comunque da un tempo massimo, i concorrenti dovevano inoltre introdurre l’apposita chiave in dotazione in una stazione di controllo (hunter start e hunter finish). A conclusione della giornata i primi equipaggi iniziavano ad affluire al campo poco prima del tramonto, attorno alle 18.00, ma la facilità con cui ci si poteva perdere (nonostante l’utilizzo di mappe e GPS) prolungava a volte l’arrivo al campo fino a tarda notte.


TEAM PARTNERSHIP, MAXIMISER E HUNTERSCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa

Per quanto riguarda la struttura della gara e l’organizzazione nel corso delle varie prove in programma nel corso delle varie giornate, il G4 Challenge prevede una particolare “Team Partnership Selection”. Questa formula, creata soprattutto per assicurare ai concorrenti (oltre ad un ampio margine di sicurezza) una diversificazione della strategia di gara e, soprattutto, un maggiore spirito di collaborazione tra i partecipanti. In pratica venivano formate delle squadre bi-nazionali, con due concorrenti appartenenti a diversi paesi e, nel caso dello Stage 2 in Sudafrica i primi 8 concorrenti meglio posizionati in classifica hanno scelto i propri partner tra gli altri competitor.CAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa Le varie prove da affrontare nel corso della giornata (corsa, mountain-bike, guida 4x4, free-climbing, kayak, discesa in corda, etc.) erano definite “Hunters” e, in alcune occasioni, hanno offerto situazioni molto emozionanti, come ad esempio nel caso del bungee jumping e della ricerca del finish-point all’interno di una vecchia miniera abbandonata del 1889 lungo un percorso formato da stretti cunicoli invasi da pipistrelli. Multidisciplinare è invece la prova del “Maximiser” che può comprendere sia discipline fisiche che test di guida in 4x4, mentre la sua dislocazione può avvenire sia in aree urbane che in zone remote disabitate. Ai fini della classifica, solo i risultati del “Maximiser” vengono comunicati ai concorrenti alla conclusione delle prove, mentre il punteggio acquisito nel corso degli “Hunters” rimane segreto fino alla stesura della classifica finale.


1.000 CHILOMETRI DA CAPE TOWN A KRANSHOEKCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa

La seconda tappa (Stage 2) del Land Rover G4 Challenge si è svolta in Sudafrica dal 6 al 11 aprile con capolinea di partenza da Cape Town dove, nella splendida cornice naturale della Table Mountain, si è svolto il maximiser iniziale culminato attorno alla spettacolare Victoria & Alfred Waterfront, la rinomata zona del porto della metropoli sudafricana ricca di negozi, ristoranti e centri di artigianato. Lasciata Cape Town la carovana del G4 Challenge si è diretta l’entroterra orientale alla volta delle montagne di Swellendam, dove la flotta di Defender si è trovata subito a proprio agio nell’affrontare i duri percorsi che conducevano i concorrenti sulle location dei vari hunter.CAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa La tappa successiva, oltrepassata la punta di Cape Agulhas, ha puntato verso nord alla volta della riserva naturale di Bontepok Park fino a raggiungere Oudtshoorn alle pendici del massiccio di Great Swarterge. Dopo oltre 400 chilometri, divenuti in realtà quasi un migliaio per le numerose deviazioni necessarie per raggiungere gli hunter, i Defender sono arrivati nella suggestiva laguna di Knysna, per effettuare l’ultimo campo nel paradiso naturale di Kranshoek dove sono state montate le tende su uno splendido balcone naturale affacciato su un’ampia baia costellata da una delle più belle scogliere del Sudafrica. Da Kranshoek infine, i concorrenti si sono trasferiti nella città di George (circa 50 chilometri verso est) da dove l’intera carovana, dopo un’allegra serata conviviale e una tonificante dormita in albergo, si è trasferita armi e bagagli alla volta di Karratha (Western Australia) per affrontare le fatiche della terza tappa).


TUTTI I COLORI DEL BUIOCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa

Come in tutte le grandi avventure che si svolgono in scenari naturali di straordinaria bellezza, anche in occasione del Land Rover G4 Challenge in Sudafrica la notte assumeva un’atmosfera quasi magica e surreale. Sia nel corso degli ultimi trasferimenti della giornata, quando si percorrevano con estrema fatica gli ultimi chilometri per raggiungere il campo, che nelle soste notturne rallegrate dalle coloratissime tende arancioni fornite dall’organizzazione, il buio dava luogo a singolari cromatismi cangianti sotto la luce dei potenti fari dei veicoli. Anche le torce in dotazione ai partecipantiCAPITOLO 59: G4 2003 � Stage 2 - South Africa all’interno delle tende, o i numerosi falò utilizzati spesso per un improvvisato barbecue sotto le stelle, trasformavano il campo tendato in un variopinto caleidoscopio luminoso che offriva infiniti spunti ai numerosi obiettivi dei fotografi al seguito della carovana. E persino le lievi sfocature che a volte caratterizzano la ripresa notturna si trasformano in ulteriori elementi creativi che, in perfetta sintonia con la manifestazione, sembravano quasi voler esaltare lo spirito di avventura dei partecipanti e dei numerosi supporter al seguito del G4.

 




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