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ITINERARI 4x4: CABO VERDE

| 09 aprile 2010 18:44

CABO VERDE

 

Nel paradiso di Boavista

 

A  bordo  di  un pick-up  alla  scoperta  di  una  delle  isole  più  affascinanti  di  Capo  Verde   per  ammirare  le  numerose  attrattive  di  questo  incantevole  arcipelago  situato  a  metà  strada  tra  le  coste  africane  e  quelle  sudamericane.

 

Antico possedimento portoghese fin dal XV secolo, divenuto nei secoli successivi uno dei principali scali CABO VERDEdella tratta degli schiavi in viaggio verso l'America, le isole di Capo Verde (indipendenti dal 1975) rappresentano una delle mete turistiche emergenti tra quelle venute alla ribalta negli ultimi anni. Situato a circa 500 chilometri dalle coste africane, di fronte al Senegal, l'arcipelago di Capo Verde è formato da dieci isole di natura vulcanica estese su una superficie complessiva di poco superiore ai 4.000 kmq, e sottoposte ai venti che provengono dal nord-est e all'influenza dell'oceano Atlantico. Dal punto di vista turistico le isole più importanti sono quelle di Sal (dove si trova l'aeroporto internazionale) e Boavista, la più vicina alla costa africana dove è nettissimo il condizionamento climatico delle regioni sahariane.CABO VERDERicca di sconfinate distese di sabbia bianchissima e ampi tratti desertici con grossi banchi di dune, l'isola di Boavista rappresenta inoltre una grande attrattiva per gli appassionati di off-road, grazie alle numerose piste che attraversano l'isola e alla scarsità delle strade asfaltate. Dopo aver ritirato nell'unico centro di noleggio 4x4 presente sull'isola un vecchio ma ancora affidabile pick-up Toyota Hi-Lux, iniziamo il nostro percorso in fuoristrada dall'hotel Marine Club di Sal Rei, capoluogo di Boavista situato sul versante nord-occidentale dell'isola. Azzeriamo il contachilometri all'uscita del parcheggio del villaggio turistico, per deviare subito sulla sinistra ed immetterci direttamente su una pista sterrata in buone condizioni che ci porta in un'ampia radura panoramica affacciata sull'oceano, dove si trovano i ruderi della chiesetta di Fatima.CABO VERDELa pista termina praticamente a ridosso della chiesa (di cui rimangono oggi solo le mura esterne), per cui torniamo al bivio precedente per svoltare a sinistra e dirigerci verso la spiaggia di Cabo di Santa Maria dove si trova un relitto di una nave arenata a pochi metri dalla spiaggia, divenuta oggi una vera e propria attrazione turistica per il forte contrasto scaturito tra la bellezza del paesaggio e i resti dell'imbarcazione. Tornati nuovamente a Sal Rei, e oltrepassato il villaggio di Rabil, deviamo sulla destra in direzione di Povoacao Velha (nota 20) seguendo la strada che, oltrepassato il villaggio, continua fino alla Praia de Santa Monica, la più famosa spiaggia di Boavista che si estende lungo il versante meridionale dell'isola per oltre venti chilometri. Arrivati a ridosso della spiaggia (nota 29) la carreggiata prosegue per alcuni chilometri in entrambe le direzioni, consentendo diverse esplorazioni nei dintorni prima di riprendere la marcia in direzione di Povoacao. Nella parte finale dell'itinerario, tra Rabil e Sal Rei, è possibile un'ulteriore deviazione sulla sinistra per una breve sosta presso il villaggio turistico "Le Dune" per ammirare il tramonto su un'altra bellissima spiaggia semi-deserta prima di rientrare al Marine Club. 

 

COSA VEDERE: Il relitto delle aquile

Estesa su una superficie di circa 620 kmq (pari a tre volte quella dell'isola d'Elba), Boavista CABO VERDEvenne scoperta nel 1460 divenendo nel corso dei secoli successivi sempre più importante fino a quando, nel 1818, venne eletta come sede della Commissione Lusitano Britannica per l'abolizione della schiavitù. A Sal Rai meritano una visita la Cattedrale, situata nella piazza centrale del paese, e lo storico forte Duque de Braganga la cui mole si staglia maestosa di fronte al porto. Nel corso dell'itinerario, oltre alla sosta nella suggestiva chiesetta di Fatima, la maggiore attrattiva turistica è il relitto sulla spiaggia di Santa Maria dove si trova l'omonimo cargo spagnolo arenatosi in queste acque nel 1968 e divenuto oggi una delle principali oasi di nidificazione dell'aquila marina.

 

COSA MANGIARE: Tonno, aragoste e polipi

Autentico paradiso culinario per tutti coloro che amano il pesce, la gastronomia di Capo Verde offre indubbiamente un vasto assortimento di specialità in grado di soddisfareCABO VERDE anche i palati più esigenti. Da non perdere il famoso carpaccio di tonno, servito freddo frammisto ad erbe aromatiche e avvolto all'interno di una crepe leggermente riscaldata. Oltre al tonno, sono molto diffuse altre specialità a base di pesce sega e garopa, mentre tra i crostacei e i frutti di mare vanno segnalate le squisite aragoste e i gustosi polipi, utilizzati sia per le insalate che per la preparazione di veri e propri secondi piatti. Altrettanto stimolante è la pasticceria locale, con numerosi dolci realizzati con frutti tropicali tra cui predominano soprattutto kiwi e papaia.

 

NOTE DI VIAGGIO:Attenzione alla sabbia

Lungo complessivamente una sessantina di chilometri, l'itinerarioCABO VERDE proposto in questo servizio presenta un'adeguata concentrazione di percorsi off-road e richiede (soprattutto per il tratto che conduce alle spiagge di Santa Maria e Santa Monica) l'utilizzo di un veicolo a trazione integrale e marce ridotte (per il noleggio del veicolo ci si può rivolgere all'agenzia Melitur, Residencia Avda. 4 Julho, Sal Rei, tel. 238.51.11.10). Dal punto di vista fuoristradistico non vi sono particolari difficoltà, anche se la prima parte che conduce al relitto abbandonato (note 6-10) richiede una certa attenzione nei tratti sabbiosi. Nel caso si volesse scendere nella radura a ridosso dell'imbarcazione, è necessario abbassareCABO VERDE la pressione dei pneumatici (0.8 atm) per superare (nel tratto in salita) la pendenza che separa la pista dalla spiaggia.Nella seconda parte dell'itinerario occorre una certa attenzione nel tratto immediatamente successivo all'uscita del centro abitato di Povoacao, a causa della ridotta ampiezza della carreggiata, e alla presenza di alcuni tratti in cui la pista (prima di immettersi nello sterrato) è ricoperta di ciottolato. Le stesse precauzioni valgono anche per le escursioni nei dintorni della spiaggia di Santa Monica che, come abbiamo ricordato, si estende lungo il margine meridionale dell'isola per oltre venti chilometri; proseguendo sulla sinistra si arriva alla spiaggia di Curral Velho ("corallo vecchio").

 

ATTENZIONE: Prima di intraprendere questo itinerario, consultare le note di navigazione!




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