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BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANO

| 15 gennaio 2010 19:18

BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANO

Presente ormai da molti anni sulla ribalta internazionale ai vertici delle top car più esclusive, quelle che navigano attorno (e anche oltre) il milione di euro) per intenderci, la Bugatti Veyron è divenuta la supercar per antonomasia. Un mito che viene da lontano e che, grazie agli sforzi e alla accorta operazione di marketing del Gruppo Volkswagen (nella cui galassia è inserita anche la Bugatti), è stato BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANOrispolverato in grande stile tornando a pieno titolo ai fasti del passato. Nella storia di questo glorioso marchio c'è però anche un capitolo recente relegato in un cono d'ombra, intorno al quale pochi amano parlare. E che, stranamente, non viene neanche menzionato nei comunicati stampa ufficiali che riportano la storia dell'Azienda dagli inizi del secolo scorso ad oggi. La "zona proibita" della storia della Bugatti riguarda la breve esperienza italiana dell'imprenditore Romano Artioli che, nel 1989, rilevò il marchio Bugatti per realizzare (come Preston Tucker in America nel ) un sogno. Una supercar al top di gamma che non BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANOavesse nulla da invidiare ai mostri sacri dell'epoca, come la Lamborghini Diablo o la Ferrari F40. La produzione venne trasferita dalla Francia in Italia, a Campogalliano, vicino Modena, e la prima vettura era pronta dopo appena un anno. Per la presentazione ufficiale si preferì tuttavia aspettare il 1991 poiché in quell'anno ricorrevano i 110 anni dalla nascita di Ettore Bugatti, in fondatore dell'Azienda. Il nome della nuova Bugatti, EB 110, sintetizzava quindi le iniziali del fondatore e l'anniversario della sua nascita. Equipaggiata con un motore V12 a benzina di 3.5 lt, in grado di sviluppare una potenza di 560 CV, la EB 110 era dotata di trazione integrale permanente e raggiungeva una velocità massima di oltre 340 Kmh, con un'accelerazione BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANOda 0 a 100 Kmh in soli 3,5 secondi.
Purtroppo le enormi spese sostenute per l'avvio della produzione, ulteriormente aggravate dagli investimenti per il prototipo EB 112 (mai approdato alla produzione di serie) causarono una pesante crisi che, nel giro di pochi anni, determino il fallimento della società italiana che nel 1995 cessò la produzione dopo aver realizzato 126 esemplari in quattro anni. Qualche anno prima però la Bugatti aveva vissuto un intenso momento di gloria quando sulla stampa di tutto il mondo apparve la notizia della conquista di un prestigioso record mondiale di velocità. Nel 1992 infatti un esemplare della Bugatti EB 110 venne sottoposta ad una serie BUGATTI EB 110: RECORD MONDIALE A METANOdi modifiche per poter essere alimentata a metano. Utiilzzando un sofisticato impianto di iniezione elettronica del metano, la potenza erogata dal motore subì un notevole incremento passando da 560 a 650 CV,  grazie al maggiore numero di ottani espresso da metano rispetto alla benzina, per l'incremento delle prestazioni lasciava ben sperare per il tentativo di conquistare il record mondiale di velocità con una vettura di serie alimentata a metano ed omologata per un uso stradale. Trasferita sul circuito ad alta velocità di Nardò (in Puglia) la Bugatti EB 110 stabilisce questo record toccando la velocità massima di 344,7 Kmh e, soprattutto, dimostrando che anche una supercar estrema, allestita con un equipaggiamento disponibile in commercio e alimentata con un carburante eco-compatibile può ottenere prestazioni di rilievo. E persino superiori a quelli conseguiti con la normale alimentazione a benzina.

 



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