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BIAGINI & IATO: METEORE A TRAZIONE INTEGRALE
| 15 agosto 2010 18:13
Oltre alla Ali CIEMME, tra le altre meteore a trazione integrale, protagoniste
di un'apparizione (e relativa immediata scomparsa) ancora più fulminea, tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, vanno segnalate inoltre la Biagini e la IATO. La Biagini, nata come una divisione della ACM con sede ad Atessa in Abruzzo, produsse per un breve periodo un fuoristrada di piccole dimensioni battezzato Pass; questo veicolo, derivato direttamente dalla Volkswagwn Golf a trazione integrale da cui differiva soprattutto per l'assetto rialzato e un look particolarmente aggressivo (e grossolano), era equipaggiato con un motore a
benzina di 1.781 cc. (72 CV, 5.400 giri). La IATO nacque invece da un'azienda spezzina (Gruppo Metalli & Derivati) che allestì uno stabilimento di 17.000 mtq a Nusco, in provincia di Avellino, utilizzando parte dei finanziamenti pubblici stanziati per la ricostruzione dell'Irpinia conseguente al terremoto del 1980. La IATO assemblò alla meglio tre modelli di scarso successo, realizzati su meccanica Fiat caratterizzato da una linea abbastanza ordinaria e da tre diverse motorizzazioni: due a benzina, la IATO 1600 SPI (1.585 cc.) e la IATO 2000 CHT (1.999 cc.) e uno a gasolio, la IATO 2000 TD (1.929 cc.). Anche questa avventura, come il sogno di
realizzare il "fuoristrada italiano", partita in pompa magna come altre iniziative analoghe, finì ben presto sul viale del tramonto e i primi veicoli usciti dalle linee di montaggio dello stabilimento di Nusco vennero realizzati nel 1992 in una produzione limitata riservata esclusivamente al corpo dei Vigili del Fuoco e al personale dell'ENEL. La produzione di serie, e la relativa creazione di una adeguata rete commerciale di assistenza e distribuzione, purtroppo non fu mai avviata e, alcuni anni più tardi (dopo la chiusura dello stabilimento) venne addirittura scoperta una discarica abusiva di prodotti tossici sotto la superficie dove sorgeva la fabbrica.


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