BAJA RUSSIA NORTHERN FOREST 2010
Giusy Concina | 07 marzo 2010 18:22
La magia della grande foresta del nord ha colpito anche quest'anno: alte conifere, un'immensa coltre di neve e gomme chiodate hanno
caratterizzato la seconda prova del campionato FIA Bajas, svoltasi nella bellissima regione di Leningrad, in Russia. Dopo il terreno sabbioso di Hail, infatti la carovana dei concorrenti FIA, si è trasferita nella bianca regione del nord, dove la sabbia è stata sostituita da una notevole quantità di neve. Qui i concorrenti ai nastri di partenza erano in totale 44, tra i quali figurava anche l'italiano Riccardo Garosci su Mitsubishi Pajero. Il quartier generale della gara per l'edizione 2010, era allestito presso il complesso sportivo di Igora, 95 chilometri a nord di San Pietroburgo. Qui il 26 febbraio, si sono svolte le verifiche tecniche ed amministrative, sia per gli iscritti al calendario
FIA Bajas, sia per i concorrenti iscritti al campionato russo, che hanno espresso una gran fantasia nella scelta dei mezzi che poi si sono sfidati tutti sullo stesso circuito. Il percorso ha proposto un primo anello breve di 2,7 chilometri svoltosi la mattina di sabato, per permettere al pubblico di assaporare da vicino lo spettacolo offerto da questi bolidi colorati; dopo questa prima prova speciale, gli equipaggi in gara hanno effettuato un secondo anello di 88 chilometri da ripetere due volte, sempre all'interno di un'atmosfera estremamente suggestiva e coinvolgente. Tra i partecipanti figuravano non solo piloti russi (considerati i favoriti della vigilia per la vittoria finale), ma anche numerosi concorrenti provenienti da tutta Europa, tra cui il portoghese
Nuño Matos con il suo Isuzu D-Max. L'italiano Riccardo Garosci ha vissuto momenti di lunga attesa nella giornata delle verifiche poiché il suo Mitsubishi Papero, e il furgone dell'assistenza, sono stati trattenuti alla dogana molto a lungo, analogamente a quanto capitato all'equipaggio ungherese e a quello belga. Fortunatamente tutto è stato risolto dal tempestivo intervento di Svetlana Shakhova (direttore di gara) che, oltre a dirimere le problematiche con la frontiera, ha consentito ai concorrenti giunti in ritardo di poter effettuare le verifiche fino a tarda serata.
Esaurite le formalità burocratiche, il momento di accendere i motori nel bianco ovattato della foresta di Gromovo è arrivato per tutti: non sono così mancati i classici problemi di carattere meccanico, uscite di pista nella neve alta, mentre nessuno ha evidenziato problemi di navigazione, grazie ad un road-book particolarmente dettagliato. La prima giornata di gara, tra la neve e le alte conifere, è stata particolarmente "calda". Infatti le temperature glaciali delle settimane precedenti la gara (oscillanti attorno ai -25/-30° C), hanno ceduto il passo a valori decisamente più attenuati, con una temperatura di poco inferiore allo zero. La lotta tra i concorrenti più blasonati (e favoriti nei pronostici) non è mancata sin dalle prime battute. Boris Gadasin,
pluri-campione FIA Bajas ha aperto le danze, ma dopo circa 60 chilometri della prima speciale lunga della giornata ha accusato grossi problemi all'impianto frenante per la rottura dei dischi, inconveniente che ha compromesso i primi gradini del podio per la prima giornata. Oltre al ritardo che purtroppo non ha potuto completamente recuperare nella seconda prova speciale, dopo l'intervento di un'ora di assistenza. La fine della giornata ha visto il trionfo del pilota polacco Holowyzc a bordo del suo Nissan Pick-up, seguito a soli 4 minuti dal Russo Zheludov sul Mitsubishi L200. Ottimo il terzo posto di Alex Mironenko, sempre su Nissan, con un distacco di soli 8 minuti. Decimo ed undicesimo rispettivamente Varentsov sulla Toyota e Riccardo Garosci, navigato da Rudy Briani, sulla Mitsubishi Pajero R-Team.
La seconda giornata si è conclusa sotto una nevicata particolarmente suggestiva, che non ha comunque raffreddato l'entusiasmo per una competizione decisamente interessante e coinvolgente. La tappa precedeva 3 prove cronometrate della lunghezza di 86 chilometri lungo un anello da ripetersi tre volte in senso opposto a quello della giornata precedente. Questo aspetto ha reso le cose molto più complesse, poiché il tracciato si è ulteriormente danneggiato, complice anche le intense nevicate della notte e della prima mattinata. La battaglia della seconda tappa è stata molto intensa tra la G Proto di Boris Gadasin, favorito nei pronostici,
ed il Nissan del polacco Holowzyc, che invece ha mantenuto la leadership lungo tutte e tre le manches. La sfortuna ha infatti colpito Gadasin, che ha avuto grossi problemi ai pneumatici, giungendo al traguardo praticamente sui cerchioni! Situazione decisamente imbarazzante, dato il tipo di terreno, oltre che spettacolare ed altrettanto rovinosa ai fini di un buon piazzamento. Non pochi problemi anche per l'equipaggio italiano di Riccardo Garosci che, dopo la turbina, ha rotto anche il cambio ed è giunto al parco chiuso al limite del tempo massimo consentito. Più fortunata è stata la gara del portoghese Nuno Matos, che con il suo
Isuzu D-Max, iscritto in categoria T2, ha mantenuto un andamento più lento nelle ultime due speciali, proprio per giungere al traguardo, comunque terzo nella sua categoria. In sintesi l'edizione 2010 della Baja Russia Northen Forest è stata una gara spettacolare, dove le caratteristiche più significative sono state l'ambiente, il paesaggio e la necessità di utilizzare particolari gomme chiodate, che l'organizzazione ha messo a disposizione per i concorrenti europei sprovvisti di questa tipologia di pneumatico. Il totale di 6 prove speciali (di cui la prima di 2,7 chilometri mentre le altre di 86, concentrate nella regione di Leningrad, con base ad Igora) ha permesso ai concorrenti di effettuare pochi e
brevi trasferimenti; agli addetti ai lavori ed ai media ha dato la possibilità di essere sempre presenti nei punti salienti del percorso, ed al pubblico ha offerto una spettacolo davvero coinvolgente nonostante le rigide temperature. Il podio è stato organizzato presso il centro sciistico di Igora, con una bella cerimonia; il gradino più alto è stato conquistato dal polacco Holowyc (Nissan), seguito a soli 9 minuti e 50" dalla Mitsubishi L200 di Zhelovdov (squalificato però dopo le verifiche tecniche), mentre al terzo posto è salito il Proto G Force di Boris Gadasin con 11' 21"; la vittoria nella categoria T2 è andata Volikov su Toyota, giunto settimo con 56' 22". Le classifiche dettagliate sono disponibili sul sito ufficiale della Baja Russia Northern Forest 2010 www.northern-forest.ru


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