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AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)

| 21 agosto 2010 18:56

AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)

 

Apparso per la prima volta nella veste di concept in occasione della trentesima edizione AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)del Salone di Tokyo, nell'ottobre del 1993, l'Isuzu Vehicross rappresenta indubbiamente il fuoristrada più avveniristico tra quelli realizzati nella seconda metà degli anni Novanta del secolo scorso. Entrato in produzione nel 1997, il Vehicross (il nome è una contrazione di "Vehicle-Cross") nasce dalla matita del designer giapponese Satomi Matuyama e dall'intuito del tecnico inglese Simon Cox, all'epoca responsabile del progetto. Venduto fino ai primi anni duemila negli Stati Uniti in alcune migliaia di unità all'anno, l'Isuzu Vehicross ha AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)fatto solo delle fugaci comparse sul mercato europeo. In Italia (la prima apparizione ufficiale risale al Motorshow di Bologna del 1999) sono arrivati solo tre esemplari, uno dei quali è stato provato in esclusiva dal mensile specializzato "Autoruote 4x4". Il modello in questione (venduto allora ad 85 milioni di lire) era il VX classico, caratterizzato da una carrozzeria chiusa a due porte che, a partire dal 2000, doveva essere affiancato dalla VX-04 (la versione a quattro porte presentata al Salone di Detroit del 2000) e dalla VX-02 (la due porte in allestimento roadster), ma entrambi i modelli però non approdarono mai alla AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)produzione di serie. All'epoca dell'esordio, le sue linee da concept-car sembravano troppo ardite per essere trasferite nella produzione di serie, ma il successo riscosso fin dalle prime apparizioni nelle passerelle internazionali (confermate successivamente dalle vendite sul mercato americano) convinse la Isuzu ad avviarne una limitata produzione. Estremamente compatto e gradevole nell'insieme, il Vehicross presenta un look decisamente originale e aggressivo che lo fa assomigliare quasi ad una navicella spaziale (non a caso il regista Brian De Palma lo ha scelto, nel 2000, per alcune sequenze del film "Mission to Mars") con linee AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)morbide e arrotondate, ulteriormente esaltate dal profilo a cuneo dell'ampio paraurti anteriore che si prolunga con lo stesso disegno sulle fiancate. Nel frontale, particolarmente aerodinamico grazie alla notevole inclinazione laterale del parabrezza, si evidenziano soprattutto gli originali proiettori inseriti in un unico gruppo ottico di forma romboidale che contribuisce a rendere molto elegante la silhouette della vettura. La parte posteriore presenta un ampio portellone con l'altrettanto inedita soluzione adottata per la collocazione della ruota di scorta, inserita in un apposito contenitore addossato sulla parete interna. La carrozzeria AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)dell'Isuzu Vehicross è realizzata in materiali compositi che hanno contribuito a rendere particolarmente leggera l'intera massa del veicolo. Per quanto riguarda il propulsore, il Vehicross è stato lanciato inizialmente (per il mercato giapponese) con un motore V6 di 3.2 litri, sostituito in seguito con il più potente V6 di 3.5 litri (destinato al mercato americano), capace di sviluppare 215 CV a 5.400 giri e una coppia massima di 315 Nm, disponibile già a partire da 3.000 giri. Equipaggiato di trazione integrale permanente e differenziale autobloccante, l'Isuzu Vehicross disponeva di un dispositivo di trasmissione TOD (Torque on AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)Demand) che ripartisce la coppia alle ruote in funzione delle condizioni di aderenza del terreno assicurando una motricità ottimale in qualsiasi situazione ambientale. Autentico fuoristrada senza compromessi, il Vehicross era dotato inoltre di marce ridotte e telaio a doppi longheroni e traverse, con sospensioni anteriori indipendenti a doppio trapezio e posteriori ad asse rigido. Preciso e sicuro in ogni occasione lo sterzo, servo-assistito, sia nella marcia in autostrada che lungo i percorsi misto-veloci o sui tornanti di montagna; nelle manovre assicurava un diametro AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)di svolta di 10.4 metri. Sorprendente e brioso su asfalto, l'Isuzu Vehicross riusciva persino a stupire in fuoristrada dove (oltre alla versatilità e alla potenza del motore) sfoderava una insospettata grinta grazie alle sue contenute dimensioni e, soprattutto, al suo assetto. Il fiore all'occhiello nell'ambito delle prestazioni off-road del Vehicross risiedeva infatti nella notevole altezza minima da terra, pari a ben 32 centimetri, valore che farebbe ancora oggi impallidire la maggior parte dei fuoristrada attualmente in circolazione. Questa caratteristica, oltre ad AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)incrementare i valori dell'angolo di dosso, assicurava inoltre una motricità eccezionale nei tratti fangosi con solchi molto profondi e nell'attraversamento dei guadi. Anche la presenza del cambio automatico contribuiva, soprattutto con le ridotte inserite, a rendere più fluida la marcia fornendo un'erogazione di potenza ottimale anche nelle condizioni di guida più esasperate. A conferma dell'affidabilità del veicolo inoltre, il Vehicross veniva venduto sul mercato americano con una garanzia di 10 anni o 100.000 miglia (pari a circa 160.000 chilometri).   Ed è proprio negli Stati Uniti che il Vehicross ha registrato i maggiori successi di vendita (4.153 esemplari contro i 1.805 immatricolati in Giappone) fino al 2001, anno in cui uscì definitivamente di produzione.

 

VEHICROSS VX-02AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)

Antesignano dei SUV in versione cabrio, l'Isuzu Vehicross VX-02 a due posti venne allestito sulla scia del successo riscosso dal modello VX sul mercato americano, con l'intento di incrementare ulteriormente le vendite ed offrire al tempo stesso un 4x4 alto di gamma di contenute dimensioni. Il frontale, reso ancora più aggressivo rispetto alla versione base, recava una griglia in alluminio integrata in uno spoiler che esaltava l'assetto rialzato e lo styling off-road del veicolo. Per ottimizzare l'utilizzo in fuoristrada del veicolo, il Vehicross AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)VX-02 era equipaggiato si un sistema di controllo semi-attivo delle sospensioni, la ci regolazione assicurava il massimo comfort di guida su strada e nell'utilizzo off-road. Il tetto rigido si ripiegava a scomparsa nel bagagliaio posteriore, sormontato da due profili aerodinamici che si raccordano con la sagoma dei poggiatesta. Gli interni, realizzati con tinte vivacizzate da inserti in pelle nera inserite nel rosso intenso delle tappezzerie, è all'insegna dell'allestimento sportivo, con sedili Recaro e volante e pedaliera della MOMO. Entrambi i sedili del pilota e del passeggero erano inoltre dotati di microfono e altoparlante indipendente per consentire il controllo ad attivazione vocale dei sistemi audio e di navigazione.

 

VEHICROSS VX-04AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)

Il Vehicross VX-04 è la versione concept a quattro porte del Vehicross VX che adottava lo stesso motore V6 (24 valvole) in lega di alluminio con cambio automatico a quattro velocità, sistema di trazione T.O.D. (Torque on Demand) di 3.5 lt; con una potenza di 215 CV a 5.400 giri/min e una coppia di 230 Nm disponibile già a partire dai 3.000 giri assicurava prestazioni eccezionali che potevano competere con diversi propulsori V8 dell'epoca. "Meccanicamente, questo è il motore piùAUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001) avanzato mai montato su un fuoristrada Isuzu", dichiarò in occasione dell'anteprima a Detroit Bob Reilly, Senior Vice President, Chief Operating Officer di American Isuzu Motors Inc., aggiungendo che "l'eccellenza ingegneristica espressa in questo veicolo è la ragione per cui sul mercato americano la Isuzu Motors Inc. è in grado di offrire alla sua clientela un fuoristrada con 10 anni o 100.000 miglia di garanzia del gruppo propulsore. Questa è la garanzia più estesa che sia mai stata proposta finora nel AUTOSTORY: ISUZU VEHICROSS (1997-2001)mondo dell'automobile". Anche il Vehicross VX-04 (analogamente al VX-02) era allestito con eleganti interni a tinte forti, sedili sportivi Recaro (con riscaldamento e raffreddamento dello schienale e del cuscino, e con il supporto lombare regolabile per il conducente e il passeggero anteriore), mentre il sistema di ventilazione era dotato di controllo dell'aria condizionata anteriore e posteriore, riscaldamento separato e sistema di filtraggio per le impurità dell'aria (dispositivo all'avanguardia dieci anni fa). Il volante (MOMO), realizzato in fibra di carbonio, era rivestito in pelle a due colori. L'entertainment di bordo era inoltre assicurato da un lettore DVD video con un monitor ribaltabile da 6,5 pollici, un sistema audio di 550 Watt con impianto radio AM/FM/XM, 6 altoparlanti stereo di guida e di un subwoofer da 8 pollici, oltre a un lettore CD in grado di accogliere fino a 6 dischi. Il veicolo era inoltre equipaggiato di serie con telecamera posteriore, sistema di navigazione GPS, e accensione e spegnimento delle luci a distanza.   

 

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