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AMPHICAR MODEL 770

| 26 dicembre 2009 00:18

AMPHICAR MODEL 770

La madre di tutte le auto anfibie

Costruita in Germania nella prima metà degli anni Sessanta, la Amphicar era dotata di sola trazione posteriore ma le sue prerogative nautiche la pongono di diritto tra le automobili in grado di andare "fuori strada". Ancora oggi in America e in Europa si svolgono diversi raduni dedicati a questa singolare vettura che rappresenta la prima auto anfibia per uso civile ad essere prodotta di serie.

 

Il fascino dei veicoli anfibi ha sempre esercitato un grosso richiamo sugli appassionati di automobili. Anche i più scettici,a o i detrattori ad oltranza che fanno spesso della critica indiscriminata la propria missione, restano spesso rapiti dall'idea che ci si possa muovere tranquillamente in acqua con il veicolo usato tutti i giorni per andare al lavoro o in vacanza. Nati soprattutto, come del resto la maggior parte dei veicoli fuoristrada agli albori della loro storia, per un utilizzo di tipo militare, i veicoli anfibi hanno avuto in diverse occasioni hanno una breve parentesi destinata ad un uso civile. E periodicamente ogni tanto qualcuno tenta di rispolverarne il mito come alcuni anni fa quando apparve l'avveniristica (e costosissima) Aquada, prodotta dalla Gibbs Technologies (un'azienda americana del Michigan specializzata nella progettazione di anfibi superveloci). Ma la produzione di serie di un veicolo anfibio AMPHICAR MODEL 770appositamente sviluppato e realizzato per un utilizzo civile risale in realtà agli inizi degli anni Sessanta quando un'azienda tedesca di Berlino mise in produzione l'Amphicar, un'auto che ha fatto sognare intere generazioni nonostante le sue modeste prestazioni su strada e la ridotta velocità in acqua. Battezzata con un nome che fondeva i termini di "amphibious" e "car", l'Amphicar venne disegnata da Hanns Trippel (un esperto del settore che aveva già ideato la famosa Volkswagen anfibia, nota come Scwimmwagen) e costruita dall'industra Quandt di Berlino, l'Amphicar era equipaggiata con un motore Triumph Leyland a quattro cilindri di 1.147 cc, che sviluppava 40 CV, assicurando una velocità massima su strada di circa 130 Kmh, mentre in acqua l'andatura non superava i 7/8 nodi. AMPHICAR MODEL 770Nella fase di progettazione vennero testati diversi propulsori, ma dopo severi test di collaudo venne scelto quella della Triumph poiché all'epoca era il più affidabile presente sul mercato (del resto è rimasto in produzione sulla Spitfire fino al 1980). Sui modelli successivi alla versione iniziale, denominata 770, vennero adottate motori più potenti da 1.300 e 1.500 cc, con una potenza massima fino a 70 cavalli. Lunga 4.3 metri e larga 1.5. l ‘Amphicar era in pratica una simpatica cabriolet a due porte, con linee molto decise e spigolose (in sintonia con le grosse berline americane dell'epoca), ed era dotata di un hard-top in tela; le sue capacità di navigazione erano inequivocabilmente sottolineate dall'assetto molto rialzato di tutta la carrozzeria (che su strada evidenziava una notevole altezza minima da terra), dal fondo carenato e, soprattutto, dalla presenza delle AMPHICAR MODEL 770due eliche situate nella parte posteriore del veicolo che assicuravano la propulsione in acqua; sulla sinistra della targa posteriore, in corrispondenza del bordo superiore dei gruppo ottici, era situato il terminale di scarico della marmitta che rimaneva così all'asciutto evitando pericolose aspirazioni di acqua in caso di spegnimento accidentale del veicolo. Le prime Amphicar uscirono dalla catena di montaggio nella primavera del 1961, con una pianificazione molto ambiziosa che prevedeva un obiettivo di vendite di 20.000 veicoli all'anno, ma la produzione durò soltanto fino al 1968 dopo 3.878 esemplari prodotti. La maggior parte dei veicoli venne venduta negli Stati Uniti AMPHICAR MODEL 770(e nel Regno Unito a partire dal 1964), e il fallimento dell'Azienda fu causato paradossalmente proprio dalle rigide norme di collaudo introdotte sul mercato nordamericano nel 1968, in base alle quali l'ultimo modello di Amphicar non riuscì ad essere omologata negli USA. La trazione in acqua era assicurata dalle eliche gemellate posteriori, mentre la direzionalità era garantita dalle ruote sterzanti anteriori. Le portiere erano dotate di chiusura ermetica per evitare infiltrazioni d'acqua e il motore, situato posteriormente, era privo di prese d'aria al di sotto della linea di galleggiamento; adeguatamente protette dall'acqua e dall'umidità erano inoltre tutte le componenti elettriche, mentre sopra la presa d'aria del AMPHICAR MODEL 770motore era collocato un pratico foro nel quale poteva essere inserita la classica bandierina nautica o, in alternativa, un comodo ombrellone per ripararsi dal sole. La velocità di navigazione non era molto elevata, ma garantiva comunque una adeguata andatura in condizioni di mare calmo, riuscendo a fornire un sufficiente controllo del veicolo anche in condizioni di acque leggermente agitate. Essendo la trazione limitata al solo asse posteriore, qualche problema poteva verificarsi al momento dell'uscita dall'acqua, soprattutto in presenza di fondi melmosi particolarmente scivolosi, che rendeva difficoltoso l'approdo a terra. Sembra inoltre che l'AmphycarAMPHICAR MODEL 770 fosse poco resistente nei confronti della ruggine e della salsedine, ma la qualità generale del veicolo era fuori discussione, come testimoniano del resto i numerosi esemplari ancora oggi perfettamente funzionanti; sono circa un migliaio infatti (pari a circa un quarto della produzione globale) i modelli ancora utilizzati dai collezionisti che puntualmente nel mese di luglio si riuniscono sul lago Ontario (in Canada) per il tradizionale raduno annuale. Anche in Italia si sono svolti recentemente due raduni (nel 2007 e nel 2008) dedicati all'Amphicar nella suggestiva cornice di Villa d'Este sul lago di Como.  Nella sua breve ma intensa carriera inoltre, l'Amphycar è stata utilizzata grazie alle sue caratteristiche anche in numerosi corpi militariAMPHICAR MODEL 770 (come il Dipartimento di Polizia di Berlino), oltre ad essere protagonista di numerosi viaggi-avventura legati a storiche traversate nautiche. Come quella della Manica, effettuata da due Amphycar nel 1968, o la traversata da San Diego in California fino all'isola di Catalina, o quella del fiume Yukon in Alaska. Neanche alcuni importanti uomini politici e diverse star dello spettacolo sono riusciti a resistere al fascino dell'Amphycar. Come il presidente americano Lyndon Johnson che ne aveva una nel suo ranch (famosa è la foto in cui naviga sul lago della sua tenuta assieme a Walter Cronkite, il mitico anchorman recentemente scomparso) e il presidente Carter,AMPHICAR MODEL 770 mentre tra i divi del rock anche John Lennon aveva un Amphycar bianco nella sua dimora inglese, e Madonna la guida addirittura in un suo video del 1985. Per non contare poi le apparizioni in numerose pellicole di successo, tra cui va ricordato il celebre inseguimento in acqua dell'ispettore Clouseau. Anche se recentemente è stata inserita nel libro "Le peggiori auto del mondo", l'Amphcar rimane comunque un veicolo di grande fascino che ancora oggi, riguardando le foto dell'epoca, consente di compiere (oltre ad un viaggio nella tecnica e nella storia dell'automobile) anche uno straordinario "amarcord" della memoria. Le situazioni che accompagnano l'Amphicar sono rappresentate infatti da immagini di famiglie felici, in vacanza al mare o al lago, che scorrazzano senza fretta sulla placida superficie delle onde, in una dimensione quasi bucolica che oggi appare forse un po' anacronistica. Proprio come la velocità dell'Amphicar che qualcuno affettuosamente ha definito come "l'automobile più lenta sull'acqua e la barca più veloce sulla strada".

AMPHICAR MODEL 770

 



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