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Subaru ammette controlli inadeguati (Giappone)

| 28 ottobre 2017 15:47

Subaru ammette controlli inadeguati in Giappone

Subaru ammette controlli impropri sulle auto vendute in Giappone – Sono attesi richiami per circa 255.000 veicoli, con una spesa di oltre 43 milioni di dollari.


In una nota diffusa ieri (venerdì 27 ottobre) dall’agenzia Reuters,Yasuyuki Yoshinaga (Presidente e CEO Subaru) -  REUTERS/Kim Kyung-Hoon la Subaru Corporation ha ammesso di non aver seguito adeguate procedure di ispezione per i veicoli destinati al mercato giapponese, evidenziando una questione suscettibile di innescare una vasta campagna di richiamo oltre a un elenco di problemi di conformità alle aziende giapponesi.

Nel corso della conferenza stampa svoltasi a Tokyo presso la sede della Società, Yasuyuki Yoshinaga (Presidente e CEO Subaru) ha affermato che per più di 30 anni le ispezioni finali dei nuovi veicoli prodotte nel suo principale complesso di Gunma (a nord di Tokyo) sono stati condotti a volte da ispettori che non avevano la qualifica di tecnici certificati, violando i requisiti del Ministero dei Trasporti giapponese.

Il Presidente ha affermato inoltre che la Subaru sta considerando il richiamo di circa 225.000 veicoli, tra Legacy, Forester e Impreza prodotti nell’impianto di Gunma e destinate al mercato giapponese, ad un costo di circa 5 miliardi yen ($ 43.860.000).

Yasuyuki Yoshinaga nel corso della conferenza stampa ha detto anche che gli ispettori incaricati della certificazione e della firma dei controlli finali hanno approvato i controlli utilizzando i nomi dei loro istruttori, una procedura che il costruttore giapponese ha seguito per oltre 30 anni senza rendersi conto che tale metodo non rispondeva ai requisiti del Ministero.

Il processo di ispezione finale è molto importante”, ha affermato Yasuyuki Yoshinaga, ”e riconosciamo che non abbiamo incontrato i requisiti. E’ sempre stato il mio obiettivo di rendere questa società buona. Questo problema dimostra che non siamo ancora arrivati”.

Subaru Corporation ha dichiarato inoltre che avrebbe riferito i dettagli di un'indagine interna al ministero lunedì 30, e che aveva bisogno di comunicare meglio i requisiti ai  lavoratori.

 



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