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ISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club

Gerardo Lepre | 28 ottobre 2011 17:45

ISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club

 

Arriviamo all'aeroporto islandese alle prime ore del mattino di sabato 2 settembre, dopo aver lasciatoISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club le temperature afose che hanno caratterizzato la coda della lunga estate italiana. Mentre aspettiamo la navetta prenotata precedentemente, iniziamo il lento processo di “acclimatazione” per adeguarci ai circa 7 gradi segnalati dal termometro locale. Sprofondiamo subito in un sonno profondo dopo l'arrivo nelle confortevoli casette in legno del B&B, piccole nelle dimensioni, ma ben riscaldate e tenute in modo impeccabile. Al mattino successivo ritiriamo i veicoli noleggiati presso l'agenzia italiana “Vacanze in Fuoristrada” e conosciamo gli altri due equipaggi che viaggeranno assieme al nostro gruppo. Capolinea di partenza della nostra avventura nella terra dei vikinghi è ovviamente la capitale Reykjavik, dove effettuiamo le provviste per la cambusa di bordo, rendendoci subito conto dell'amara sorpresa dovuto alISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club cambio korona-euro (un pacco di pasta di una nota marca italiana ci costa 6 euro) che penalizza fortemente ogni genere di spesa. Dopo una breve visita nella capitale ci dirigiamo alla volta di Geysir, la più nota sorgente termica presente in Islanda, famosa soprattutto per i suoi sbuffi che si ripetono ogni 6-7 minuti lanciando una nuvola di vapore e acqua bollente a svariate decine di metri d'altezza. Pernottiamo non lontani da Geyser, per trascorrere la prima notte all'interno della cellula abitativa montata sul nostro Ford Ranger pick-up. Il giorno seguente percorriamo le deserte strade asfaltate per dirigerci alla volta di Gullfoss, per ammirare la cascata più famosa dell'Islanda che, dopo uno spettacolare doppio salto di oltre 30 metri, solleva enormi spruzzi di acqua nello stretto canyon in fondo al quale è situata; i vaporiISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club d'acqua sparsi nell'aria sono talmente intensi che per avvicinarci alla cascata dobbiamo indossare i giubbotti impermeabili per ripararci dall'acqua. Appena il tempo per un breve trekking di due ore lungo il sentiero che conduce all'altrettanto famosa faglia che evidenzia ancora oggi l'antica separazione delle antiche placche tettoniche che milioni di anni fa hanno segnato il distacco dell'Europa dall'America, e arriva la pioggia che ci costringe a rimetterci in marcia. Il terzo giorno iniziamo finalmente le prime escursioni in fuoristrada, avventurandoci sulle piste sterrate che ci condurranno al ghiacciaio di Langjokull. Il fondo, irregolare ma piuttosto consistente, ricorda molto quelle delle piste del Sud tunisino, persino con la presenza di alcuni tratti di tòle ondulée. Immersi tra panorami che si perdono a vistaISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club d'occhio e scenari mozzafiato, riscendiamo velocemente verso sud per raggiungere Selffoss dove ci fermiamo per la notte. Il quarto giorno ci muoviamo verso Landmannlaugar, una delle aree turistiche più frequentate dell'Islanda, situata nei pressi del vulcano Hekla ed immersa in un paesaggio incantevole formato da sterminate distese di lava. Le piste sembrano interminabili e ci costringono a lunghe maratone di guida lungo un itinerario estremamente assortito e ricco di guadi (in un pomeriggio ne contiamo 18) che, nonostante le condizioni apparentemente facili della pista, richiede sempre un'estrema attenzione per evitare errori o danni irreparabili al veicolo. Il quinto giorno, decisamente più rilassante, ci concediamo una breve sosta nel parco di Vatnajokuspjodgardur dove ammiriamo l'entusiasmanteISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club spettacolo dei blocchi di iceberg che si staccano dal ghiacciaio del Vatnajokull galleggiando sulle acque del lago Jokilsarlon, nei pressi del quale riusciamo ad avvistare anche un gruppo di foche. Nel corso della visita al Vatnajokull National Park lasciamo per un giorno a riposo i nostri affidabili fuoristrada, parcheggiati nell’efficiente campeggio dell’omonimo parco nazionale per tuffarci in una giornata all'insegna della natura e della vacanza all'aria aperta. Ci svegliamo alle 7.00 e, dopo un'abbondante colazione, ci dirigiamo con i nostri zaini in spalla lungo i sentieri del parco nazionale. Iniziamo il nostro trekking intorno alle 9.00 per arrivare a destinazione dopo circa 6 ore di marcia dopo aver macinato oltre 20 chilometri. Siamo distrutti dalla fatica, ma al tempo stesso rinfrancati dalla vista spettacolare del ghiacciaio piùISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club grande d’Europa. Il vento sferzante e gelido non concede un attimo di tregua, ma il perfetto equipaggiamento tecnico a disposizione ci consente di superare senza problemi i rigori del clima e di portare a termine una magnifica esperienza. Una tonificante dormita ci rimette in sesto dopo le fatiche del trekking e siamo di nuovo pronti a rimetterci in marcia con i fuoristrada, per arrivare in serata fino al villaggio di Hofn dove la zelante polizia islandese ci avvisa nel cuore della notte che non è possibile pernottare in città a bordo di un camper, nonostante non abbiamo visto in giro alcun segnale di divieto. Continuiamo il viaggio percorrendo la pista 939, che ci permette di tagliare velocemente attraverso l’interno; purtroppo a causa delle condizioni meteo avverse non ci è possibile effettuare l’escursione (della durata di 2 giorni)ISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club sul vulcano Askia, quindi dobbiamo modificare il programma e puntare verso il freddo Nord. La nostra meta è il villaggio di pescatori di Husavik, considerata la migliore postazione per il “whale-watching” islandese. Esaurita la vista al Museo delle balene e a quello del folklore, ed aver dato un'ultima occhiata alle casette dipinte in vivaci colori che formano l'abitato di Husavik, ci avviamo verso Akureyri che con i suoi 17.000 abitanti si è meritata il titolo di seconda città dell'Islanda. Troviamo tuttavia con sorpresa una città vivace e piena di caffè e ristoranti, completamente diversa dai piccoli centri dell’Islanda rurale vista nella prima parte del viaggio. L'ultima trasferta ci vede impegnati alla volta delle spettacolari cascate di Dettifoss, dove ci fermiamo a pernottare in un parcheggio in costruzione, immersi in un paesaggio austero eISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club deserto che, al mattino successivo, ci regala anche l'ulteriore emozione di una nevicata inattesa. Ormai siamo alla fine del nostro lungo ed entusiasmante viaggio nella fredda Islanda e quindi ci dirigiamo verso il porto dove ci attende la maestosa nave Norrona. All’ imbarco sembra quasi di essere in un porto africano, tanto sono numerosi i 4x4, le moto e i quad in attesa dell'imbarco; appena una decina gli equipaggi italiani, mentre la maggior parte degli off-roader proviene soprattutto dalla Germania e dalla Svizzera. Ci attendono tre giorni di navigazione alla volta della Danimarca e voltandoci per l'ultima volta a salutare le coste dell'Islanda, rivolgiamo un messaggio di arrivederci all'anno prossimo all'isola di ghiaccio e di fuoco, dove contiamo di tornare nell'estate del 2012.


ISLANDA 2012ISLANDA 2011 by Climbing 4x4 Club

Questo viaggio è stato realizzato da Gerardo Lepre e da Massimo Cairone, rispettivamente Presidente e Consigliere del Climbing 4x4 Club, per tracciare l'itinerario per il viaggio del prossimo anno, valutando sul campo le difficoltà e le varie problematiche da fronteggiare lungo i percorsi che nel 2012 i soci del sodalizio campano andranno ad affrontare. L’invito è stato lanciato; c’è qualcuno pronto ad percorrere circa 1.200 chilometri in terra islandese in tutta autonomia ed in sicurezza? Per info www.climbing4x4club.org oppure contattare Gerardo al 339-2104089 o all'indirizzo e-mail: gerardolepre@libero.it .


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