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I giorni della Campagnola

Giorgio Rosato | 26 novembre 2013 23:51

I  giorni della Campagnola

 

Nell'estate di due anni fa sono scomparsi entrambi i miei genitori e ogni anno, da allora, l'approssimarsi delle festività natalizie rievoca sempre nella moviola della mia fantasia alcuni dei ricordi più belli legati ai miei "fossili" (come affettuosamente li chiamavo da anni).  Tra questi, uno dei più indelebili è senz'altro quel periodo che io ricordo come "I giorni della Campagnola". Un'epoca felice e spensierata della mia vita che, probabilmente, ha svolto anche un ruolo di imprinting nell'innescare nella mia mente di bambino i prodromi delle future scelte professionali che avrei intrapreso da adulto. Siamo verso la fine degli anni Cinquanta e mio padre, Nicola, aveva all'epoca una Fiat Campagnola con tettuccio in tela, a bordo della quale trascorrevano le vacanze al mare e in montagna.  In estate,  sulla spiaggia di Pescara, ci spingevano senza problemi (allora non c'erano divieti di sorta e gli ambientalisti dovevano ancora essere inventati) fino al bordo del mare, mentre in inverno sulle nevi di Roccaraso non c'era strada che riusciva a fermare la nostra Campagnola. E fu proprio nel corso di queste trasferte che mio padre mi insegnò a guidare. Non avevo ancora compiuto otto anni e un giorno mi prese in braccio e mi diede il volante in mano, mentre lui continuava a gestire i comandi. A poco a poco ho imparato a realizzare come funzionava un'automobile e anche la fiducia di mio padre nei miei confronti aumentava progressivamente.  Il primo passo fu quello di lasciare il volante completamente nelle mie mani, anche se mi arrabbiavo tantissimo ogni volta che mi accorgevo che stava per correggere la traiettoria. In seguito iniziò ad affidarmi l'acceleratore, poi il freno, fino a passare finalmente anche alla frizione quando ho imparato ad usare il cambio. In meno di un anno ero in grado di guidare praticamente da solo la Campagnola, ma continuavo a farlo stando in braccio a mio padre.  Anche perchè diversamente, a causa della mia statura, non sarei mai arrivato ai comandi...

 



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