Siete qui:

  1. Home
  2. Attualitŗ
  3. Sport
  4. Carlos Sainz è il re della Dakar 2020

Carlos Sainz Ť il re della Dakar 2020

Testo Sonja Vietto Ramus - Foto: A.S.O. DPPI, C.Lopez, F. Gooden, V. Eleuterio, E. Vargiolu, F.LeFloch e H.Cabilla | 24 gennaio 2020 17:47

Carlos Sainz è il re della Dakar 2020

Terza vittoria in carriera per il pilota di Madrid che su Mini sale sul podio del rally più famoso al mondo. Tredicesimo Fernando Alonso su Toyota Hilux. Dopo 18 anni di dominio Ktm, fra le moto s’impone la Honda dell’americano Ricky Brabec. Andrey Karginov (Kamaz), Ignacio Casale (Yamaha) e Casey Currie (Can-Am) vincono in categoria camion, quad e SSV.

“Non abbiamo mai smesso di attaccare. Non potrei essere più felice perché perCarlos Sainz è il re della Dakar 2020 arrivare a questo risultato il lavoro è stato tanto. Quello di preparazione del veicolo ma anche di allenamento fisico e affiatamento di squadra. Questa Dakar l’abbiamo vinta dal primo giorno perché non ci siamo mai arresi”. Il due volte campione del mondo WRC Carlos Sainz commenta così il suo strepitoso successo alla Dakar 2020, per la prima volta in Arabia Saudita. Per il pilota spagnolo, alla guida di una Mini del team X-Raid in coppia con il navigatore Lucas Cruz, si tratta del terzo trionfo nel rally Dakar dopo i due conquistati con Volkswagen e Peugeot nel 2010 e nel 2018. Sul podio davanti al qatariota Nasser Al-Attiyah (Toyota Hilux), detentore del titolo della passata edizione, e al francese Stéphane Peterhansel, il 57enne madrileno ora è anche il pilota con più anni all’anagrafe ad aver vinto la competizione motoristica per eccellenza. Nonostante la vittoria di Al Attiyah nell’ultima tappa del rally che da Haradh ha portato la carovana sino a Qiddiyah lungo 449 chilometri di prova di cui 167 di speciale, il podio assoluto è andato a Sainz che ha chiuso nella generale con un vantaggio di 6’21” su Nasser e quasi dieci minuti davanti al mitico Peterhansel che si è tolto però la soddisfazione di conquistare proprio qui la sua vittoria di tappa numero 80 come pilota di rally-raid. A completare la Top 5 sono stati Yazeed Al Rajhi con Konstantin Zhiltsov (Toyota) e Giniel De Villiers navigato da Alex Haro Bravo (Toyota Hilux). “Sono abbastanza contento, abbiamo fatto un buon lavoro per essere secondi anche se il nostro obiettivo era vincere! – spiega Al Attiyah – Un paio di errori lungo il percorso e parecchie forature ai pneumatici sin dall’inizio del rally ci sono costati cari. La fortuna non è stata dalla nostra parte ma sono felice di essere stato qui perché tracciato e paesaggio sono qualcosa di unico. Tornerò il prossimo anno, per vincere ovviamente!”. Ma a far parlare di sé in questa Dakar è stato pure un altro spagnolo, come Sainz anch’egli due volte campione del mondo ma di Formula 1: Fernando Alonso. Navigato dal connazionale Marc Coma, Alonso ha portato l’Hilux del Toyota Gazoo Racing al tredicesimo piazzamento della generale: un risultato di tutto rispetto calcolando più di due ore perse nella seconda giornata di gara per la rottura di una sospensione e un’altra ora per il capottamento da una duna nella tappa marathon. Non è detto che il debuttante più famoso di questa prima edizione saudita del rally non torni sulla linea di partenza per mettersi di nuovo alla prova: “Aver concluso la Dakar alla prima volta è un successo. C’è gente che prova diverse volte prima di riuscire. Io ho avuto la fortuna e la squadra per farlo al primo tentativo. Se torno? Sarà per vincere!”. Fra le moto la vittoria è andata al californiano Ricky Brabec che dopo 31 anni ha riportato una Honda in vetta alle classifiche della Dakar mettendo fine al lungo dominio (ben 18 vittorie consecutive salvo nel 2008 in cui non è svolta la gara) Ktm. L’ultimo successo della Honda alla Dakar risale infatti al 1989 con Gilles Lalay mentre a portarla sul podio nel 1982, 1986 e 1987 fu Ciryl Neveu e l’italiano Edi Orioli nel 1988. “Alla fine…abbiamo messo assieme tutti i pezzi del puzzle: sapevamo di poterlo fare, qualunque fosse il pilota della squadra. Bisognava essere intelligenti e concentrati ogni giorno per poter raggiungere la vittoria. Sono felice, è la mia quinta Dakar e la mia seconda al traguardo. Sono qui e ho vinto ma in verità abbiamo vinto tutti perché siamo un team affiatato, una grande famiglia”. Brabec, primo americano vincitore assoluto di questo rally, si è piazzato così davanti a Pablo Quintanilla (Husqvarna), Toby Price (Ktm), José Ignacio Cornejo Florimo (Honda) e Mathias Walkner (Ktm). Grande vittoria anche per Ignacio Casale in categoria quad: al vertice della classifica generale dal primo all'ultimo giorno, il cileno non ha quasi mai avuto una vera opposizione nonostante gli sforzi di Simon Vitse o del suo connazionale Enrico Giovanni costretto al ritiro nella sesta giornata. Con 4 podi di tappa e un'impressionante presenza nella Top 4, Casale non ha davvero avuto esitazioni: solo la perdita di 45 minuti in cerca di un way point durante la decima tappa ha preoccupato un po’. Triplo vincitore della Dakar fra i quad, come Marcos Patronelli, Casale ha portato il suo Yamaha a conquistare la vetta della categoria dopo essersi laureato campione assoluto per ben due anni in America del Sud. “Non è stato semplice perché nella seconda settimana di gara abbiamo avuto qualche problema, ma grazie ai meccanici siamo riusciti a risolvere tutto nel migliore dei modi. A dire il vero, come è giusto che sia, si è lavorato duro tutto l’anno e questa vittoria è la miglior ricompensa. Grazie a tutti e viva il Cile”.  Oltre a Brabec, anche un altro americano è salito sul gradino più alto del podio in Arabia Saudita: Casey Currie che ha piazzato il suo Can-Am davanti al russo Sergei Kariakin (+39’12”) e a Lopez Contardo (+52’36”) con Conrad Rautenbach e Hinojo Lopez a completare i primi cinque piazzamenti della generale. Currie ha aspettato la seconda settimana di gara prima di distinguersi davvero lasciando altri concorrenti più esperti indietro come il detentore del titolo Chaleco Lopez (per lui 2 tappe vinte), il vincitore del 2018 Reinaldo Varela (anche lui 2), il vice campione del 2019 Gerard Farres (2), il cinque volte vincitore in moto Cyril Despres (1) ma anche il giovane promettente Blade Hildebrand (2), Mitchell Guthrie (2) e Aron Domzala (1). Molti vincitori di tappa che hanno avuto però almeno un giorno difficile sui tracciati della Dakar riducendo così le loro ambizioni di vittoria finale. Currie, da parte sua, ha giocato con grande abilità la carta della regolarità per conquistare la sua prima Dakar al volante del Can-Am: “Due americani sul podio…sono senza parole dall’emozione! Il mio SSV è stato davvero fantastico e tutto il team ha fatto un ottimo lavoro. Non dimenticherò mai questo giorno perché rappresenta la più grande vittoria della mia carriera. L’anno prossimo ci torno, eccome se ci torno: devo difendere il mio titolo!”. Fra i camion? Dominio assoluto di Kamaz che non solo ha riconfermato, ancora una volta, la netta superiorità sui tracciati del rally-raid dakariano ma ha anche piazzato ben tre mezzi nella Top 5. Vincitore delle ultime tre edizioni, Eduard Nikolaev è stato il grande favorito sin dall'inizio di questa 42a edizione della manifestazione. In realtà il campione in carica non è mai stato protagonista e ha anzi persino rinunciato a legittimi sogni di gloria, vittima di gravi noie meccaniche al suo Kamaz. Dopo una timida tappa di apertura, il 43enne Andrej Karginov ha dato il via a un vero e proprio “festival” con 7 vittorie di tappa e un ritmo davvero impossibile per i suoi avversari, inclusi i compagni di scuderia. Anton Shibalov, secondo classificato assoluto con 3 vittorie di giornata, ha tagliato il traguardo di Qiddiyah con un distacco di oltre 42 minuti. Con questo successo il team Kamaz porta a 16 le sue vittorie alla Dakar. Il miglior piazzamento per i bielorussi del MAZ-Sport lo ha conquistato Siarhei Viazovich, con un distacco da Karginov di oltre 2 ore. Dmitry Sotnikov (ancora Kamaz) e Martin Macik (Iveco) hanno infine completato la classifica finale.

 

Paulo Goncalves, addio al motociclista portoghese

Purtroppo questa edizione del rally è stata segnata da un grave incidente che è costato la vita al pilota Paulo Goncalves, in sella alla sua Hero: al chilometro 276 della settimana tappa, il portoghese è caduto dalla sua moto in un tratto pianeggiante e piuttosto veloce riportando gravi ferite che lo hanno procurato un arresto cardiaco. Inutili i tentativi per rianimarlo. Figura emblematica della Dakar e dei rally-raid, Paulo era profondamente rispettato dai veterani e dai piloti meno esperti che vedevano nella sua tenacia e umiltà un esempio e una fonte di ispirazione. In carriera aveva vinto 23 titoli tra motocross, enduro e supercorss. Era stato campione del mondo di cross-country nel 2013 e vicecampione nel 2014. Alla Dakar aveva iniziato a correre nel 2006 disputando complessivamente 13 edizioni, vale a dire che, dal suo esordio, non ne aveva mai saltata una a eccezione dell’edizione del 2008 annullata. Il suo miglior piazzamento lo aveva ottenuto nel 2015 chiudendo al 2° posto appena dietro al vincitore Marc Coma. Ciao Paulo, continua a accelerare in cielo con la tua moto…

 

Le classifiche

Classifica generale moto Dakar 2020:

1. Brabec (Honda) 40.02’36”- 2. Quintanilla (Husqvarna) +16’26” – 3. Price (Ktm) +24’06” – 4. Cornejo Florimo (Honda) +31’43” – 5. Walkner (Ktm) +35’00”

Classifica generale auto Dakar 2020:

1. Sainz/Cruz (Mini) 42.59’17” – 2. Al-Attiyah/Baumel (Toyota Hilux) +06’21” – 3. Peterhansel/Fiuza (Mini) +09’58” – 4. Al Rajhi/Zhiltsov (Toyota) +49’10” – 5. De Villiers (Toyota Hilux) +01.07’09”

Classifica generale quad Dakar 2020:

1. Casale (Yamaha) 52.04’39” – 2. Vitse (Yamaha) +18’24” – 3. Sonik (Yamaha) +01.04’15” – 4. Andujar (Yamaha) +03.30’16” -  5. Wisniewski (Yamaha) +04.38’53”

Classifica generale camion Dakar 2020:

1. Karginov (Kamaz) 46.33’36” – 2. Shibalov (Kamaz) +42’26” – 3. Viazovich (MAZ) +02.04’42” - 4. Sotnikov (Kamaz) +02.55’28”- 5.  Macik (Iveco) +03.28’08”
    
Classifica generale SSV Dakar 2020:

1. Currie (Can-Am) 53.25’52” – 2. Kariakin (Can-Am) + 39’12” – 3. Lopez Contardo (Can-Am) +52’36” – 4. Rautenbach (Ph-Sport) +01.12’19” - 5. Hinojo Lopez (Can-Am) +01.20’38”