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Milano AutoClassica 2016

Antonio Marangi - Photo Raffaele Piazzolla | 22 marzo 2016 18:28

Milano AutoClassica 2016

L’esposizione milanese ha confermato quest’anno il suo trend di crescita registrando un afllusso di oltre 50.000 visitatori -  “La contaminazione fra passato e futuro è molto apprezzata dal nostro pubblico”, ha dichiarato il Presidente Andrea Martini, “che ci premia con numeri e consensi”

 

Si è chiusa con un grande successo, di pubblico e di consensi, la 5° edizioneMilano AutoClassica 2016 di Milano AutoClassica, l’esclusivo salone italiano che presenta il mondo dell’automobilismo a 360° gradi.  Una rassegna straordinaria che ha visto le prestigiose presenze dell’haut de gamme dell’automobile: Abarth, Alfa Romeo, Aston Martin, Bentley, Fiat, Infiniti, Jaguar, Lamborghini, Lotus, Maserati, McLaren, Mercedes-Benz, Porsche, smart.

Nei tre giorni di fiera i visitatori hanno potuto ammirare oltre 1500 vetture selezionate tra capolavori dell’heritage car, veri gioielli d’epoca e le ultimissime nate, alcune delle quali direttamente dal Salone di Ginevra.

Un’edizione che evidenziato senza dubbio la costante crescita della manifestazione, vista la massiccia presenza delle Case tra i tradizionali stand di club, hobbysti, autoricambi e modellisti,Milano AutoClassica 2016 «in un perfetto mix tra heritage e moderno», come spiegano dall’organizzazione, orgogliosa del «prestigioso parterre di brand dell’haut de gamme» presente nei padiglioni, spesso accostato ai grandi successi del passato: emozionante, ad esempio, vedere fianco a fianco la 124 Abarth del 1975 e la sua “nipotina” spider di oggi; e più ancora, sotto il grande marchio Alfa, trovare la 1900 (1950), la Giulia TI Super (1963), l’Alfetta (1972) e la 75 Turbo Evoluzione IMSA (1988) accanto alla nuovissima Giulia Quadrifoglio. Anche la trazione integrale è stata degnamente rappresentata con numerosi modelli di SUV di ultima generazione affiancati agli esemplari classici che hanno scritto la storia del fuoristrada.

 

Intervista a Franco Picchiottini (Land Rover Team)

Franco Picchiottini del Land-RoverTeam di Giussano (MB)L’anima più romantica di Milano AutoClassica, però, è e resta quella degli appassionati, della gente che passa ore tra gli stand a cercare un pezzo di ricambio, a scambiarsi pareri, a raccontarsi aneddoti o esperienze. Noi abbiamo incontrato uno di loro, qualcuno che con il tempo è riuscito a trasformare la sua grande passione in un lavoro: Franco Picchiottini del Land-RoverTeam di Giussano (MB), che ci ha accolto circondato da alcuni dei suoi modelli.

Come è iniziata la vostra attività?

Abbiamo cominciato una decina di anni fa, rilevando il magazzino della Cesare Riva Team, la prima azienda italiana che già alla fine degli anni Sessanta pensò di importare Land Rover usate, sistemarle e rivenderle. Io, grande appassionato Land Rover che già “trafficavo” nel settore, sapevo che il magazzino era ormai in dismissione e iniziai ad interessarmi sulla sua sorte. Cinque anni dopo, la stessa Cesare Riva dismise anche ilMilano AutoClassica 2016 settore delle preparazioni, con cui il Team sistemava le Land per grandi viaggi o per il fuoristrada impegnativo. Sono intervenuto ancora io, rilevando anche questa attività e dando vita al nostro “polo Land Rover”, che oggi ha un giro importante. Lavoriamo per tutta Italia, ma abbiamo anche clienti svizzeri e inglesi, creando una nostra fetta di mercato… Sono riuscito a fare della mia passione una professione, non posso che esserne contento.


I vostri clienti, oltre che landoveristi, sono anche appassionati di auto storiche?

Abbiamo contribuito a creare negli appassionati di auto storiche in generale un vero interesse anche nel confronti del fuoristrada storico. Spesso, infatti, il proprietario di un’auto storica daMilano AutoClassica 2016 strada la conserva con cura, ma di fatto non può utilizzarla “davvero”, per problemi di omologazioni, per il traffico, per l’impossibilità di sfruttare adeguatamente la potenza del motore… Il fuoristrada è invece perfetto per la gita in luoghi non raggiungibili dalle altre auto, in campagna, sulle mulattiere… Ecco perché abbiamo visto avvicinarsi al nostro mondo tanti appassionati di auto storiche, e il fascino del logo Land ha fatto il resto.


Cosa vuol dire secondo lei essere “appassionati Land Rover”?

Land Rover è un’icona, l’icona dell’avventura, un nome che è divenuto sinonimo stesso di fuoristrada: è stata usata per fare viaggi incredibili, o addirittura il giro del mondo... Può essereMilano AutoClassica 2016 una macchina da lavoro, ma è anche una macchina da divertimento. Da ragazzo, la mia prima auto è stata una Land: mi permetteva di trasportare il carrello delle moto, di andare a far legna nel bosco, di fare escursioni in montagna…

È’ una passione che crea un grande senso di appartenenza…

Certo! Da qualche anno gli appassionati Land hanno preso a salutarsi con i lampeggianti quando si incrociano, come fanno da sempre i motociclisti. Sulle strade di montagna, ma anche in città, e senza distinzioni di alcun genere: ho visto il camioncino carico di malta salutare l’”aristocratico” al volante dell’ultimo modello appena ritirato dall’autosalone.

Quali sono le richieste più frequenti degli appassionati?Milano AutoClassica 2016

Le più svariate.  A volte può capitare che ci porta la sua Land storica per delle riparazioni, per dei ritocchi o per cercare il pezzo di ricambio introvabile, ma anche perché cerca un nuovo esemplare tra quelli che abbiamo noi a magazzino. Qualche volta, vuole anche semplicemente un consiglio per la sua vettura.

Ma una Land Rover storica è personalizzabile? O l’appassionato preferisce la fedeltà assoluta all’originale?

La Land Rover per me è il “gioco infinito”: uno può benissimo comprare una vecchia auto da 2000 euro e poi spenderne 30.000 in personalizzazioni. Si può fare di tutto per rendere la tua Land davvero “tua”. Oggi poi anche le omologazioni sono più semplici: c’è chi mette un motore nuovo da 300 cavalli sulla sua macchina da 80, poi passa in motorizzazione e chiede il libretto nuovo. Per quanto riguarda i colori, i classici bronze green e light green restano sicuramente le tinte più apprezzate, ma anche il bianco o il navy-blue sono molto richiesti.

Un appassionato di Land storiche come lei, come vede gli attuali modelli moderni,Milano AutoClassica 2016 ipertecnologici e dominati dall’elettronica?

C’è una bella vignetta che rende molto bene l’idea: una Serie 1 incontra una nuova Defender e le chiede “Ma tu sei stata adottata?”. È tutto uno stravolgere quella che è sempre stata la storica semplicità della Land Rover. Noi abbiamo clienti che preparano la macchina per l’Africa: una volta partivano con la binda, la ruota di scorta, la cassetta dei ferri, lo spinterogeno, la bobina… Adesso devono portarsi dietro due centraline di scorta e il manuale su CD-Rom! Poi, certo, le auto di oggi hanno una trazione che quelle di una volta non pensavano neanche, quindi l’elettronica ha i suoi vantaggi. Però ha complicato un pò tutto, ha tolto poesia alla “tua” Land… Alcuni nostri clienti amano dire che vogliono muovere leve, non schiacciare bottoni!




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