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Ice Road Challenge 2013: Diario di viaggio

| 21 febbraio 2013 19:27

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio

Una  straordinaria  avventura  alle  soglie  del  Circolo  Polare  Artico, nel  cuore  della  Lapponia  svedese, per  un  test  drive  in  condizioni  estreme, a  bordo  della  Land  Rover  Discovery4  -  Una  singolare  prova  su  neve  e  ghiaccio, nel  corso  della  quale  ci  siamo  spinti  per  molti  chilometri  anche  sul  pack  all’interno  del  mar  Baltico.

 

Una agitatissima muta di cani da slitta corre veloce nella notte tra la rada vegetazione della tundra artica.Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio  La temperatura si aggira attorno ai 14 gradi sottozero e il freddo pungente è reso ulteriormente fastidioso da un’improvvisa tormenta che lancia sul viso (l’unica parte non protetta dalle nostre tute polari) i cristalli di neve come fossero proiettili di ghiaccio.   Non siamo all’ultima edizione dell’Iditarod (la celebre corsa di sletdog che si svolge ogni anno in Alaska, tra Anchorage e Nome), ma nel cuore della Lapponia svedese per effettuare un singolare test drive invernale a bordo della Land Rover Discovery4.  Siamo venuti all'aeroporto di Lulea per “recuperare” un nostro redattore giunto dall'Italia in aereo e, per entrare subito nel clima polare, decidiamo di tornare al Nordkalotten Hotel (che sarà il nostro quartier generale nel corso dell'intera spedizione) a bordo di una slitta trainata da cani attraverso la tundra artica completamente innevata che circonda la capitale svedese della Lapponia.

 

Diario  di  viaggio

La nostra avventura ha inizio a Torino al cospetto della statua delle Sfinge, situata all'ingressoIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio dell'autostrada per Milano.  Ci aspetta una massacrante maratona autostradale, lunga oltre quattromila chilometri al termine dei quali, dopo aver attraversato cinque Paesi (Svizzera, Liechteinsten, Austria, Germania, Danimarca e Svezia) raggiungeremo Lulea, “capitale” della Lapponia svedese e capolinea di partenza della nostra avventura artica a trazione integrale.  In base alla tabella di marcia abbiamo calcolato quattro giorni di viaggio che, con qualche ora rubata al riposo notturno, siamo riusciti a rispettare.  Oltrepassata la dogana italiana al valico di Brogeda, il viaggio (oltre che dall'accumularsi dei chilometri nel tachimetro) è scandito anche dalle variazioni climatiche che man mano che si sale in latitudine, rende più rigida la temperatura.  Siamo partiti dall'Italia con appena pochi gradi sopra lo zero, ma ben presto le strade ammantate di bianco oltre il valico del San Bernardino a tarda sera ciIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio portano subito attorno ai -10.  Le previsioni meteo di Lulea nei giorni della nostra permanenza segnalano una punta minima di -21° C, ma ci siamo preparati con attrezzature adeguate.  Dai guanti polari, collaudati (almeno sull'etichetta) fino a -35° C agli scarponi canadesi in pelle di caribù che dovrebbero mantenere i piedi al caldo anche in condizioni climatiche estreme. Sono quasi le 2.00 del mattino quando arriviamo a Francoforte dopo percorso circa 900 chilometri quasi tutti sotto la pioggia e, dalla Svizzera in poi, è arrivata anche la neve. Ci fermiamo qualche ora a dormire prima di iniziare la seconda tappa che ci porterà fino a Puttgarden, sul Mare del Nord, dove ci imbarcheremo per la Danimarca. La Discovery4 è arrivata a Francoforte da Torino con un solo pieno di gasolio, e non era ancora in riserva!  Al mattino successivo ci rimettiamo in marcia alle prime luci dell'alba, accompagnati nuovamente dalla pioggia.  In diversi trattiIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio della rete autostradale tedesca non ci sono limiti di andatura per cui ci concediamo qualche breve scappatella  velocistica per lasciare sfogare la scorta di cavalli della nostra Discovery4 e guadagnare qualcosa su eventuali ritardi sulla tabella di marcia che potrebbero verificarsi durante il percorso.  Viaggiando tutto il giorno arriviamo a Puttgarden che è quasi sera quando ci imbarchiamo sul traghetto alla volta della Danimarca e, poiché siamo praticamente al buio, decidiamo di affidarci alla nave anche per la successiva trasferta alla volta della Svezia.  Avremmo preferito attraversare il maestoso ponte di Oresund nei pressi d Malmo, lungo quasi 16 chilometri, che dal giugno del 2000 collega la Danimarca alla Svezia, ma di notte (oltre a perdere gran parte del suo fascino) non ci avrebbe consentito di effettuare riprese di qualità. Il terzo giorno di viaggio ci porta in anticipo a Stoccolma, per cui prima di ripartire abbiamoIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio anche un po' di tempo per visitare la città e ammirare i suoi canali completamente imprigionati in una morsa di ghiaccio.  La mattina del quarto giorno di viaggio ci mettiamo in marcia verso le 6.00, immersi nell'oscurità più totale resa ancora più minacciosa da una nebbiolina, non molto intensa ma persistente, che penalizza sensibilmente la visibilità.  Oltrepassata Stoccolma ci imbattiamo anche in un angolo nel quale, per un attimo, ci sembra di essere catapultati in Cina, quando a poche centinaia di metri dall'autostrada ci ritroviamo al cospetto di un centro turistico che ripropone la classica struttura della Muraglia Cinese e dei templi del Tibet.  Tornati nel classico ambiente nordico, alternandoci alla guida, riusciamo comunque a rispettare la tabella di marcia e ad arrivare finalmente nel cuore della Lapponia. SiamoIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio arrivati a Lulea (la "capitale" della Lapponia svedese), alle 23.30, dopo aver percorso 904 chilometri (3.099 da Torino).  Il termometro di bordo della Discovery4 segna  -18° C e le condizioni delle strade, completamente ghiacciate negli ultimi duecento chilometri, hanno suggerito un'andatura più prudente che ha abbassato la nostra media, dalla partenza da Stoccolma, a 71 Kmh. Stanotte probabilmente, stando alle previsioni meteo, la temperatura dovrebbe scendere fino ai -21° C, per cui il clima si preannuncia veramente polare.  Almeno siamo sicuri che il mare sarà ben ghiacciato e la nostra Discovery4 non rischia di sprofondare tra le onde!

 

Sul  pack  ghiacciato  del  Mare  del  Nord

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggioIl 26 gennaio 2013, alle ore 13.19, come testimonia l'immagine del navigatore satellitare di bordo, abbiamo attraversato il mare completamente gelato nei pressi di Lulea per raggiungere alcune delle isolette dell'omonimo arcipelago svedese. E stata un'esperienza ad alto tasso di adrenalina, soprattutto quando viaggiando in mare aperto abbiamo udito distintamente (avanzando a non più di 30 Kmh e con i finestrini aperti) degli inquietanti scricchiolii prodotti dal ghiaccio... Prima della conclusione della nostra traversata troviamo anche una zona con alcuni crepacci, non molto grandi ma comunque sufficienti per indurci a ridurre al minimo indispensabile la durata della sosta foto. Sulla via del ritornoIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio abbiamo percorso una delle piste più belle che attraversano l'isola di Sandon, interamente ricoperta di uno spesso strato di neve frammista a ghiaccio, e ci siamo imbattuti in due esemplari di alce che hanno attraversato la pista a pochi metri dalla nostra macchina. Non siamo riusciti a fotografare gli animali sulla pista, ma fortunatamente era in funzione una delle telecamere esterne che ha registrato tutto. Domani riprendiamo la marcia verso nord per raggiungere il giro di boa della spedizione: il Circolo Polare Artico.

 

Al  Circolo  Polare  Artico  in  inverno (-22° C)

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggioDopo la "navigazione" sul mare ghiacciato, la nostra Land Rover Discovery4 ha tagliato il giorno successivo (24-01-2013) un altro importante traguardo raggiungendo il Circolo Polare Artico. Andarci in estate, a parte la distanza, è relativamente semplice e rappresenta un viaggio alla portata di qualsiasi veicolo.  Ma in pieno inverno le cose si complicano a causa delle  rigide temperature polari che, pur non essendo estreme come quelle presenti sulla calotta artica situata al Polo Nord, sono comunque di tutto rispetto.  Soprattutto per chi vive in aree dal clima temperato. La nostra avventura artica inizia sempre da Lulea, considerata la capitale della Lapponia svedese, da dove ci dirigiamo verso NO in direzione di Jokkmokk.  Questo piccolo centro lappone, distante 180 chilometriIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio da Lulea, è famoso per essere situato in prossimità del Circolo Polare Artico.  La temperatura iniziale al momento della partenza è attorno ai -12° C, ma avanzando verso Nord diminuisce progressivamente.  Per raggiungere il CPA abbiamo percorso la maggior parte dei chilometri immersi in una tundra completamente ghiacciata dove i rari veicoli circolanti, a causa della ridotta umidità atmosferica, sollevavano enormi nuvole di cristalli di neve venendo a creare una tempesta simile a quelle di sabbia che tante volte abbiamo trovato nel Sahara. Le condizioni del fondo stradale lasciata Lulea sono buone nei primi cento chilometri,Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio ma subito dopo il ghiaccio e la neve ricoprono ogni angolo della carreggiata.  A circa metà strada facciamo una breve sosta per visitare il famoso "TreeHotel", un originale quanto incredibile albergo le cui camere sono rappresentate da singole strutture abitative, di ogni forma e dimensione, appollaiate sulle cime degli alberi. Quando arriviamo al Circolo Polare Artico sono appena le tre del pomeriggio, ma la luce (sempre ridotta a queste latitudini) è già quella del tramonto.  Il territorio, seppur ampiamente innevato, è pianeggiante per cui decidiamo di avanzare con la sola trazione integrale permanente del veicoli, senza inserire le modalità off-road (come le marce ridotte e le sospensioni rialzate). Documentare il nostroIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio arrivo al Circolo Polare Artico è stato particolarmente impegnativo perchè oggi abbiamo registrato il record di temperatura da quando siamo partiti: -22° C.  In simili condizioni quasi tutte le batterie (fotocamere, telecamere, iPad e iPhone) sono andate in tilt scaricandosi in brevissimo tempo nonostante fossero state sotto carica per tutta la notte in albergo.  Fortunatamente a bordo della Discovery4 avevamo anche l'inverter per cui, con molta pazienza, abbiamo caricato ogni apparecchio per farlo funzionare per il tempo necessario a scattare qualche foto o girare il video dell'arrivo al Circolo Polare.  Domani, dopo la prima settimana di viaggio, ci prendiamo una pausa di riposo a Lulea, per concederci una tonificante sauna e qualche escursione nella gastronomia locale.  La partenza del viaggio di ritorno è prevista per martedi (29-01-2013) mattina.

 

Test  nella  bufera  di  neve

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggioQuella che doveva essere una giornata di riposo dopo le fatiche "lapponi" si è trasformata in una nuova avventura poichè, mentre facevamo colazione, è iniziata una violenta tempesta di neve accompagnata da forti raffiche di vento.  Nel giro di poche ore l'altezza del manto nevoso era di circa 30 cm e continuava a nevicare, con una visibilità ridotta a meno di dieci metri.  Non potevamo perdere un'occasione simile per macinare altri chilometri in condizioni estreme. Queste condizioni rappresentavano inoltre il banco di prova ideale per testare ulteriormente la grande affidabilità dimostrata nel corso del viaggio dalla nostra Discovery4, soprattutto in alcuni tratti particolarmente  innevati.  Le condizioni meteo legate a questa tempesta di neve hannoIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio naturalmente innalzato la temperatura per cui  i -2° di oggi ci regalano quasi una condizione primaverile dopo il freddo polare dei giorni scorsi. Anche oggi la Discovery4 parte subito al primo colpo, come tutte le mattine, nonostante sia praticamente l'unica macchina a non essere collegata (nel parking dell'albergo) alle colonnine elettriche che ricaricano la batteria dell'auto.  Sono le 7.00 del 29 gennaio e i nostri bagagli sono già pronti per il viaggio di ritorno.  Una nuova capatina in aeroporto per accompagnare chi rientra in Italia in aereo e di nuovo destinazione Sud fino a Torino dove arriviamo a tempo di record (tre giorni, uno in meno dell'andata).

 

Lulea: “capitale” della  Lapponia  svedese

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggioIncuneata sul versante nord-occidentale del golfo di Botnia, Lulea (fondata nel 1621 da Gustavo II Adolfo) è il capoluogo della regione di Norbotten e rappresenta ancora oggi uno dei maggiori centri commerciali e portuali del nord Europa.  Considerata la “capitale” della Lapponia svedese, Lulea vive in inverno dei ritmi di vita e di lavoro tipici dell’estremo Nord, dove la dimensione del tempo non è scandita dalle lancette dell’orologio. A ridosso del Circolo Polare Artico è infatti la luce la vera meridiana delle ore che, a queste latitudini fa la sua comparsa non prima delle nove del mattino, per sparire poi velocemente dopo le tre del pomeriggio.  Numerose le attrattive turistiche per i visitatori che si spingono fin qui sia in inverno (oltre alle ice road si possono effettuare emozionantiIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio escursioni e trekking in sci da fondo o su slitte trainate da cani, mentre per gli appassionati dell'avventura a motore numerose agenzie locali offrono tour nella tundra a bordo di fuoristrada, snowcat e hovercraft. A una dozzina di chilometri dalla città si trova inoltre il villaggio di Gammelstad, un piccolo centro famoso per la chiesa gotica di Nederlulea (XV sec.), ricca di interessanti affreschi della prima metà del Quattrocento, dichiarato “Patrimonio dell'Umanità” dall'UNESCO nel 1996.

 

Ice  Road:  quando  il  mare  diventa  una  strada

Ice  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggioIn estate, quando le lunghissime giornate artiche si sostituiscono alla prolungata oscurità invernale, le oltre 700 isole che compongono l’arcipelago di Lulea si trasformano in un scenario estremamente romantico con una mare sconfinato solcato continuamente da imbarcazioni a vela e navi da crociera. Altrettanto incantevole risulta però il paesaggio invernale quando l’intera superficie si ricopre di una spessa coltre di ghiaccio.  Le barche restano intrappolate nella morsa del gelo e le carte nautiche possono essere usate come una mappa stradale. Ciò è reso possibile grazie alle particolari condizioni salmastre delle acque dell’arcipelago la cui concentrazione salina è inferiore al 3%; in queste condizioni, se la temperatura è favorevole, il ghiaccio inizia a formarsi agli inizi di novembre; quando raggiunge lo spessore di 20 centimetriIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio può già sostenere il peso di un veicolo e raggiunti i 30 centimetri si può tranquillamente tracciare una strada di ghiaccio permanente. A tale scopo provvede un apposito organismo statale (“The Swedish Road Amministration”) provvede ogni anno in inverno a realizzare una piccola “rete stradale” per un totale di 30 chilometri di ice road; grazie a questo lavoro i residenti delle quatto maggiori isole dell’arcipelago di Lulea possono essere facilmente collegati tra loro e con la terraferma. Queste strade tracciate sul mare si possono generalmente usare fino allaIce  Road  Challenge  2013: Diario  di  viaggio metà di aprile, quando i segnali stradali vengono nuovamente sostituiti dai cartelli destinati a regolare la navigazione estiva.  La velocità massima consentita è di 30 Kmh, mentre tra una veicolo e l’altro dev’essere mantenuta una distanza di almeno 50 metri. Un’esperienza del genere è una di quelle che non si dimenticano e anche la temperatura (siamo attorno  ai –14° C) è destinata a lasciare il segno.  Viaggiando sul mare gelato fa un certo effetto passare a fianco di un’imbarcazione  interamente circondata dal ghiaccio o, quando ci fermiamo per una foto, imbatterci in un tratto dove la lastra di ghiaccio meno spessa delle altre lascia intravedere in trasparenza il colore verde scuro del mare, o scoprire che ci siamo fermati inopportunamente nel punto di formazione di un crepaccio.

 



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