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Photosafari off-road nello Tsavopark

Giorgio Rosato | 18 dicembre 2014 09:57

Photosafari off-road nello Tsavopark

Un affascinante safari fotografico in fuoristrada lungo le piste dello Tsavo National Park, il più grande parco naturale del Kenya (esteso per oltre 20.000 ettari a nord-ovest di Mombasa) considerato come una delle aree faunistiche più belle del continente africano.

 

Le recenti notizie sui vari attentati terroristici verificatisi in Kenya la scorsaPhotosafari off-road nello Tsavopark                 estate non erano certo incoraggianti per intraprendere un viaggio nel Paese della terra rossa.  Ma non volevamo rinunciare all’idea di un photosafari in fuoristrada per ammirare il più vasto campionario di fauna selvatica presente nel continente africano.  Per questo, fedeli al vecchio adagio delle teste di cuoio inglesi (“who dares wins”), abbiamo rotto gli indugi e ci siamo imbarcati su un aereo alla volta di Mombasa, la seconda città del Kenya per popolazione e importanza.  Già il suo nome (in lingua swahili significa “città della guerra”) la dice lunga sull’importanza strategica del suo ruolo di crocevia internazionale e delle lunghe e sanguinose battaglie per il controllo dell’intera area.  Nonostante otto ore di volo non avvertiamo particolari disagi (siamo quasi nello stesso fuso orario), ma prima di concederci una pausa di relax ci aspettano ancora due ore di taxi per recarci e Watamu, capolinea diPhotosafari off-road nello Tsavopark                 partenza della nostra avventura.  Situata a circa 100 chilometri a nord di Mombasa, Watamu è raggiungibile attraverso l’unica strada che scorre nell’entroterra costiero, a ridosso del mare, le cui precarie condizioni impongono di viaggiare a velocità molto ridotta. L’andatura di marcia è inoltre condizionata anche dalla frequente presenza di pedoni, ciclisti e animali che a qualsiasi ora del giorno e della notte sbucano all’improvviso da tutte le parti mettendo a dura prova l’affidabilità dei freni e l’abilità del pilota.  E’ notte fonda quando varchiamo la soglia del nostro villaggio, dopo aver superato un cancello e un posto di guardia (degno di una postazione militare) che serve a tenere alla larga gli abitanti del luogo, oggi ribattezzati “beach boys” nelle zone di maggiore afflusso vacanziero. Soprattutto per la loro abitudine a tendere “agguati” ai turisti sconfinando nei villaggi attraverso la spiaggia; stracarichi di collanine, bambole, sculture inPhotosafari off-road nello Tsavopark                 legno e di ogni altra sorta di mercanzia, cercano di vendere di tutto e basta mettere il naso sulla spiaggia per vederli spuntare a dozzine in pochi minuti.  Nel nostro villaggio c’è però un apposito servizio di “security”, allestito proprio per arginare il fenomeno per cui ci si può aggirare tranquillamente sulla spiaggia, ma una volta entrati in acqua non c’è scampo.  Al mattino dopo, al termine di una ricca colazione a base di frutta tropicale, ci viene a prendere Alì, la nostra guida che avevamo contattato dall’Italia, che ci condurrà con la sua Toyota attraverso le meraviglie dello Tsavo.

 

Tsavo National Park

Photosafari off-road nello Tsavopark                 Considerata come una delle aree faunistiche più belle del continente africano, lo Tsavo National Park è il più grande parco naturale del Kenya. Inaugurato nel 1948, molti anni prima della conquista dell’indipendenza del Paese (1963), lo Tsavopark è suddiviso amministrativamente in due sezioni: lo Tsavo East National Park,  situato sul versante orientale e in gran parte inaccessibile in quanto riservato alla ricerca scientifica, e lo Tsavo West National Park, sul versante occidentale; i due settori del parco, che prende il nome dall’omonimo fiume che l’attraversa, sono separati dall’antica ferrovia costruita dagli inglesi alla fine del XIX secolo per collegare il Kenya all’Uganda. Da Watamu occorre più di un’ora di strada per raggiungere uno degli ingressi del parco e finalmente, dopo un lungo e faticoso tratto sterrato, il muso della nostra Toyota varca la famosa porta del “Sala Gate” dello Tsavo East National Park, dove effettuiamo una breve sosta per l’immancabile foto ricordo.  L’ingresso al parco è formato da una struttura di guardia con una grande porta quadrangolare ad archiPhotosafari off-road nello Tsavopark           in pietra, sormontata da un tetto in lamiera e affiancata da due costruzioni minori riservate ai guardaparco e al personale di controllo. Numerosi i cartelli che invitano a non dare cibo agli animali e, soprattutto, a non scendere dall’auto, mentre per quanto riguarda l’andatura è vietato procedere ad una velocità superiore ai 40 chilometri orari. Il clima è gradevole e il sole che fa capolino da alcuni banchi di nuvole passeggere consente di rimanere relativamente leggeri nell’abbigliamento.  L’unico problema una volta ripresa la marcia è la polvere rossa che si alza dalla pista ogni qualvolta che si incrocia un altro veicolo, o quando si viene superati da un altro fuoristrada il cui conducente sembra ignorare del tutto i limiti di velocità. Il paesaggio all’interno dello Tsavopark è prevalentemente pianeggiante, con orizzonti sconfinati su entrambi i lati della pista formatiPhotosafari off-road nello Tsavopark           esclusivamente dalla tipica savana della fascia equatoriale africana; la vegetazione è formata in massima parte da arbusti, baobab e quel che resta delle antiche foreste pluviali, mentre nei tratti in prossimità dello Tsavo River si possono ammirare anche gruppi sparsi di palme.  Ed è proprio all’ombra di queste palme che intravediamo i primi animali che ci danno il benvenuto nel parco, rappresentati da alcuni elefanti che si muovono stancamente alla ricerca di un pò d’ombra.

 

L’ABC del photosafari

Photosafari off-road nello Tsavopark                 Affrontare un photosafari non è come andare in uno dei tanti bioparchi presenti in Italia o nel resto del mondo. Sembra una considezione inutile e scontata, ma in realtà molti visitatori si recano nei parchi africani senza valutare con attenzione alcuni particolari che, se trascurati, possono dar luogo a delusioni attribuibili solo ad una preparazione superficiale.  Innanzitutto va tenuto presente che entrare in un parco del genere non vuol dire necessariamente vedere leoni, elefanti, coccodrilli, ippopotami e tutti gli altri animali della fauna africana dopo alcune centinaia di metri dalla porta di ingresso.  Né che gli animali sono in bella mostra a pochi metri dalla pista in attesa solo di farsi ammirare dai turisti o di lasciarsi fotografare a pochi metri con lo smartphone o con la macchina fotografica trovata nella busta delle patatine.  Ogni animale vive in un suo particolare microambiente e svolge le sue attività, legate alla caccia o al riposo,Photosafari off-road nello Tsavopark                 indipendentemente dal transito dei turisti per cui occorre tanta, ma tanta pazienza per vederli.  A volte si può marciare per ore senza incontrare nulla e quando si avvista qualche animale, da solo o in branco, spesso si trova molto lontano dalla pista e, a causa della mimetizzazione ambientale dovuta al colore della vegetazione circostante, non è facile individuarli al primo sguardo.  I driver dei fuoristrada e le loro guide, spesso presenti nell’equipaggio del veicolo, sono abilissimi nella ricerca ed hanno un colpo d’occhio incredibile nel riconoscere un ghepardo in una macchiolina indistinta che si staglia all’orizzonte; tra le guide inoltre c’è molta solidarietà e spirito di corpo per cui collaborano tra loro grazie alla rice-trasmittente di bordo; non appena si avvista qualcosa avvertono subito via radio le altre macchine e, grazie alla classificazione delle varie piste presenti all’interno del parco, tutti possono raggiungere l’areaPhotosafari off-road nello Tsavopark                 di avvistamento.  I più intraprendenti e trasgressivi inoltre infrangono a volte anche i regolamenti del parco, che vietano rigorosamente il fuoripista, per cui si avvicinano fino a pochi metri dal leone che riposa sornione mentre digerisce l’ultima gazzella gustata a colazione.  Un discorso analogo vale anche per le foto che, oltre ad una buona fotocamera, richiede anche l’utilizzo di un potente teleobiettivo (almeno un 300 mm) per inquadrare qualcosa di interessante. Sulle moderne macchine digitali ricordarsi inoltre di utilizzare solo lo zoom ottico in quanto quello digitale (pur raddoppiando la focale) diminuisce sensibilmente la definizione dell’immagine.

 

Il paradiso degli animali selvaggi

Photosafari off-road nello Tsavopark                 La fauna dello Tsavo West National Park è la più abbondante tra quelle presenti nelle due sezioni del parco, e numerosissime sono le specie sparse negli oltre 20.000 ettari di superficie racchiusi entro i suoi confini. Nel corso della nostra avventura abbiamo incontrato praticamente la maggior parte delle specie endemiche africane rappresentate: leoni, ghepardi, dik-dik, elefanti, ippopotami, giraffe, bufali, gazzelle, zebre, iene, facoceri, sciacalli, babbuini e antilopi d’acqua, oltre ai più noti rappresentanti dall’altrettanto vasta avifauna formata, oltre che dagli enormi struzzi, da uccelli tessitori, martin pescatori e aironi. Le ore migliori per osservare gli animali sono quelle a ridosso dell’alba e quelle che precedono il tramonto per cui al mattino è meglio partire sempre presto, prima del sorgere del sole.  In entrambe le condizioni è più difficile ottenere buone immagini, a causaPhotosafari off-road nello Tsavopark                 della ridotta luminosità, ma con le fotocamere digitali la luce è comunque adeguata se si dispone di una buona attrezzatura. Per quanto riguarda i punti migliori per gli avvistamenti, non esistono postazioni particolari, tranne alcune eccezioni come le pozze d’acqua molto grandi (nelle quali non è raro imbattersi in un branco numeroso di zebre, bufali o elefanti) e alcune radure rocciose sopraelevate rispetto alla savana ed esposte ad est: questo è uno dei luoghi preferiti dai leone per sdraiarsi placidamente attorniato dalle leonesse del suo harem mentre il sole si leva all’orizzonte. La continua coabitazione con i veicoli e l’uomo ha sviluppato nella fauna del parco un adattamento ormai totale alla civiltà e reagiscono quasi con indifferenza all’avvicinarsi di un fuoristrada.  Solo zebre, giraffe e alcune specie di gazzelle sembrano mantenere intatto l’atavico istinto di sopravvivenza, allontanandosi dalle piste e dalle radure a ridosso dellaPhotosafari off-road nello Tsavopark                 carreggiata quando arriva una macchina, o dalle vicinanze del veicolo quando si prova a riaccendere il motore. Tornati a Watamu, ormai perfettamente sintonizzati sulla lunghezza d’onda del photosafari, ci avventuriamo sulla spiaggia per catturare qualche ultimo scatto in attesa del volo di ritorno; anche qui le occasioni non mancano: dal granchio blu gigante al riccio di mare, dal sinuoso pesce spugna che sembra quasi una medusa alle coloratissime stelle marine, mentre all’orizzonte ci saluta uno splendido esemplare di aquila di mare.

Particolarmente utile per la realizzazione di questo reportage è stata l’assistenza fornita dal nostro amico Alì di Watamu (Alì Safari Kenya – tel. +254.702.486843 – annali91@yahoo.com - fb ali Safari Kenya).

 



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