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EUROPA: Mercato in lieve crescita a settembre (+1%)

| 18 ottobre 2011 18:21

EUROPA: Mercato in lieve crescita a settembre (+1%)

 

Lieve ripresa in settembre per il mercato dell'auto, che segna un incremento dell'1%. Tra i grandi mercati il risultato peggiore è stato  dell'Italia (-5,7%) e  solo  la  Germania  non  risente  della  crisi.

 

Solo la Germania in controtendenza rispetto al resto dell'Europa (UNRAE)UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)

Nel corso del mese di settembre, secondo quanto comunica l’ACEA, Associazione europea dei Costruttori di automobili, il mercato dell’auto in Europa ha fatto registrare una leggera crescita dell’1%, con 1.269.646 immatricolazioni nei 27 mercati dell’Unione e nei 3 dell’Efta. Il modesto risultato è stato generato anche dalla flessione registrata in 4 dei 5 grandi mercati continentali: Regno Unito -0,8%, Spagna -1,3%, Francia -1,4%, Italia -5,7%. La sola Germania, avvantaggiata da un quadro socio-economico in controtendenza rispetto al resto dell’Europa, ha chiuso in attivo, con un soddisfacente +8,1%. Nell’insieme dei primi 9 mesi le immatricolazioni in Europa hanno raggiunto 10.461.138 unità, ancora in flessione dello 0,8%. “Le differenze tra i principali mercati", afferma Gianni Filipponi, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, "riflettono senz’altro situazioni macroeconomiche non omogenee, ma anche un’attitudine diversa nei confronti dell’automobile da parte dei governi nazionali e di molte realtà locali. In questo quadro è evidente che il segno fortemente negativo dell’Italia sia dovuto anche ad una fiscalità sempre più penalizzante per l’automobilista: nuova IPT, IVA al 21%, incremento delle imposte sulle assicurazioni, due aumenti delle accise sui carburanti e il superbollo per le auto di maggiore potenza, solo per citare le misure di questo ultimo anno. I risultati di settembre confermano come difficilmente il mercato italiano a fine anno farà registrare più di 1.750.000 immatricolazioni, ed è chiaro che, dato il peso dell’automobile nell’economia del nostro Paese, è arduo immaginare che l’Italia possa uscire dall’attuale crisi, senza misure a sostegno del mercato automotive nel suo complesso, rivolte sia alle famiglie che alle aziende”.


Germania: Bene ordini (+13%) e immatricolazioni (+10,8%)

Nei 9 mesi Il mercato tedesco ha chiuso il mese di settembre con 280.689 immatricolazioni, un risultato che non si registrava (fatta eccezione per il periodo degli incentivi) dal 2006. L’incremento del mese è dell’8,1% mentre nel cumulato dei primi nove mesi le 2.401.736 immatricolazioni equivalgono ad una crescita del 10,8%. In Germania, grazie alla buona situazione macroeconomica, la domanda è ancora sostenuta, con una crescita degli ordini del 13% rispetto all’analogo periodo del 2010, frutto anche degli acquisti delle famiglie, aumentati nel solo settembre del 5%. La VDA, temendo che anche la Germania dell’auto possa incappare nella trappola della crisi, sollecita i governi e le banche centrali mondiali ad affrontare le turbolenze finanziarie con regolamenti convincenti e con azioni di contrasto del debito. La stessa VDA ritiene che il mercato tedesco chiuderà in crescita del 7%, a 3.100.000 immatricolazioni.


Gran Bretagna: Calo delle immatricolazioni, malgrado il cambio targa

I mesi di marzo e di settembre, in Gran Bretagna, sono caratterizzati da un immatricolato molto elevato per via del cambio targa, peculiarità del mercato locale. Quest’anno la spinta non è però stata sufficiente a far chiudere in attivo il nono mese dell’anno, che ha registrato 332.476 immatricolazioni, in flessione dello 0,8%. Nel cumulato dei nove mesi, il mercato ha espresso 1.553.094 unità vendute (-5%). Analizzando la struttura del mercato del mese, le vendite delle flotte e delle società registrano incrementi rispettivamente del 7,3 e del 13,4%. In netta flessione, al contrario, gli acquisti delle famiglie (-9,3% nel mese, -14,7% nel cumulato). Intanto, grazie alla crescita delle vendite di vetture diesel, arrivate al 50% del mercato (44,5% un anno fa), si contraggono le emissioni medie ponderate di CO2 che si attestano, dopo 9 mesi, al 138,5 gr/km. La debolezza economica e l’instabilità dei mercati suggeriscono a SMMT e Global Insight di ridurre la stima del mercato britannico 2011 rispettivamente a 1.920.000 e 1.930.000, con una flessione quindi attorno al 5%.


Francia: Calo in settembre (-1,4%), lieve crescita nei nove mesi (+0,2%)

In settembre, il mercato francese dell’auto ha fatto registrare 167.526 immatricolazioni, in flessione dell’1,4%, mentre nei nove mesi le targhe consegnate sono state 1.661.271, con una crescita limitata allo 0,2%. Il confronto con il settembre dello scorso anno, lo ricordiamo, è con un periodo caratterizzato ancora dagli incentivi alla rottamazione e dal bonus-malus. La stabilità del mercato, nel periodo gennaio–settembre, ha comunque fatto registrare una flessione delle immatricolazioni ai privati (-3,3%), mentre sono cresciute quelle alle società (+10,2%), con una sostanziale stabilità di quelle al noleggio (+1,2%). Secondo gli analisti, la stabilità del mercato francese è frutto del miglior stato di salute dell’economia interna, anche se continua a soffrire il mercato del lavoro. La CCFA, Associazione dei Costruttori francesi, stima comunque per fine anno una flessione del mercato fra l’8 e il 10%. Leggermente più ottimistica la previsione di Global Insight, che colloca la contrazione al 6,5% con 2.100.000 immatricolazioni.


Spagna: A settembre un lungo passo indietro di quindici anni

Il mercato spagnolo ha chiuso il mese di settembre con 55.572 immatricolazioni e una contrazione dell’1,3%. Il segnale di ripresa registrato in agosto, dopo 13 mesi di flessione, non ha dunque avuto seguito e nel nono mese dell’anno i dati ripropongono valori che riportano il mercato indietro di 15 anni, mentre per il cumulato del periodo gennaio–settembre (623.926) il passo indietro è ancora maggiore, visto che per trovare volumi così esigui bisogna risalire al 1993. Il risultato è frutto della contrazione per il quindicesimo mese consecutivo della propensione all’acquisto delle famiglie che, come conseguenza, ha fatto registrare nei 9 mesi un valore di vendita ai privati di 287.660 unità, in flessione del 39,1%. Sono, invece, in crescita le immatricolazioni a società (+7,4%) e al noleggio (+5,8%). Secondo l’ANFAC, Associazione dei Costruttori spagnoli, il rallentamento vistoso del ricambio del parco, ha fatto sensibilmente aumentare l’età media del circolante, posizionandosi a 10 anni, la più alta fra i Paesi dell’Unione Europea. Si stima che nel 2012 le auto con oltre 10 anni di vita costituiranno il 42% del parco spagnolo. In un quadro decisamente depresso, l’ANIACAM, Associazione delle Case estere, ha rivisto la previsione di chiusura di anno, portandola a 830.000 immatricolazioni, con una flessione del 15,7%.


Tiene a settembre il mercato europeo dell'auto, quello italiano no (CSP GL Events)CSP GL Events

Nonostante le agenzie di rating, la tempesta sui mercati finanziari e le preoccupazioni per lʼevoluzione del quadro congiunturale, in settembre il mercato europeo dellʼauto tiene. Secondo i dati diffusi oggi dallʼAcea, nei 27 mercati nazionali dellʼUnione Europea più i tre dellʼEFTA, nel mese sono state immatricolate 1.271.206 autovetture con una crescita dellʼ1,% rispetto allo scorso anno e a ciò si aggiunge che il consuntivo dei primi nove mesi è soltanto lievemente negativo. Le immatricolazioni sono state infatti 10.462.698 con un calo contenuto nello 0,8%. La discreta tenuta complessiva delle vendite è dovuta soprattutto al mercato tedesco, che in settembre ha fatto registrare un incremento dellʼ8,1%. Negativi invece i dati per gli altri quattro Paesi che compongono la pattuglia dei cinque maggiori mercati. In Francia e nel Regno Unito il calo è tuttavia modesto (rispettivamente -1,4% e -0,8%) e, molto contenuto, è anche il calo fatto registrare dal mercato spagnolo (-1,3%). Questʼultimo è, però, un dato che va correttamente valutato perchè il confronto si fa con un settembre 2010 particolarmente depresso. Anche per il quinto tra i grandi mercati, quello italiano, il confronto si fa con dati particolarmente depressi e ci si potevano quindi attendere contrazioni modeste, invece, per il nostro Paese il caloACEA  European Automobile Manufacturers Association in settembre è stato del 5,7% nonostante le consistenti iniezioni di chilometri zero. Le prospettive per i prossimi mesi appaiono inoltre difficili perchè, in Italia, le preoccupazioni legate al precipitare della situazione economica e la lentezza nellʼadottare misure di rilancio non incidono certo favorevolmente sulla propensione ad acquistare automobili. Tanto più che la fiducia di operatori e consumatori è in caduta libera e sulle decisioni di comprare nuove auto pesano come macigni gli stratosferici rincari dei carburanti e quelli, non meno stratosferici, dei premi di assicurazioni. La crescita dei prezzi di carburanti incide sullʼimpiego dellʼauto (le percorrenze medie sono infatti in calo), ma anche sulle decisioni di acquisto di nuove autovetture. Gli elevatissimi premi di assicurazione denunciati anche dallʼAntitrust stanno determinando processi di demotorizzazione in quanto inducono gli anziani a rinunciare allʼautomobile prima del tempo e costringono molti giovani a rinviare lʼacquisto della prima macchina per lʼeccessiva onerosità dei premi per la copertura RC auto che, come è noto, è obbligatoria. Nonostante la situazione dellʼItalia, il complesso dei cinque maggiori mercati fa registrare in settembre una crescita dello 0,6%. Gli altri 25 mercati dellʼarea invece mettono a segno un incremento del 2,6%. Interessante è anche constatare la diffusione della crescita che è messa ben in luce dal fatto che dei 27 paesi dellʼarea dellʼUnione Europea nel periodo gennaio-settembre 18 sono in crescita e nove sono in calo. Le prospettive per lʼultima parte dellʼanno appaiono di difficile valutazione. Si può tuttavia ritenere che il bilancio consuntivo del 2011 si chiuderà non lontano dei livelli del 2010. Preoccupano però le prospettive per il 2012, che appaiono legate essenzialmente alle vicende dellʼeconomia e ai provvedimenti che verranno assunti per rilanciare lo sviluppo. Mai come in questo momento le sorti del mercato dellʼauto appaiono infatti legate alle vicende dellʼeconomia e della politica.




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