Siete qui:

  1. Home
  2. PROVE E DINTORNI
  3. ANNIVERSARY
  4. 40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)

40░ Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)

| 17 settembre 2017 15:07

40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)

Nata in Inghilterra verso la metà degli anni Sessanta, in un quartiere situato a circa dieci chilometri a nord di Piccadilly, la Aylmer Motor rappresenta oggi una delle realtà più note e consolidate nel panorama dell’aftermarket riservato all’automotive. E quest’anno l’Azienda emiliana celebra un importante anniversario che lo porta a  tagliare il prestigioso traguardo dei primi quarant’anni di attività.

 

La Aylmer Motor è presente sul mercato italiano40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017) dal settembre del 1977, divenendo nel corso degli anni il più grande distributore italiano indipendente di ricambi e accessori Land Rover. Da alcuni anni inoltre,  per rispondere alle crescenti esigenze della clientela, Aylmer Motor  ha attivato un seguitissimo canale di vendita on-line che si è affiancato ai tradizionali sistemi di distribuzione.

 

Agonismo e raid-marathon

40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)Aylmer Motor approda in Italia nel 1977 inaugurando la sua prima sede (Fidenza) allestita su una superficie di 120 mtq, ed inizia la propria attività esclusivamente sul mercato italiano, operando a partire dagli anni  Ottanta soprattutto nel settore agonistico dei grandi raid-marathon.  A tale scopo vengono approntati alcuni prototipi (equipaggiati con potenti propulsori V8 con cilindrate fino ai 5.0 litri) realizzati con carrozzerie ultraleggere in kevlar, materiale all’epoca utilizzato solo in ambito aeronautico. Tra le principali gare effettuate ricordiamo, oltre alla Dakar del 1983, numerose competizioni in Islanda, Marocco, Algeria, Tunisia, Ungheria e Sardegna, dove Giovanni Bardini (fondatore dell’Azienda) ottiene brillanti risultati confermando la spiccata vocazione agonistica manifestata già da ragazzo quando, poco più che ventenne, investì tutti i suoi risparmi per acquistare la mitica Abarth 1000.

 

Ricambi e accessori

40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)Sul finire degli anni Ottanta, esaurita la fase agonistica, la Aylmer Motors concentra la sua attività nella vendita dei ricambi e accessori, divenendo in pochi anni l’Azienda leader del settore pronta per il trasferimento in una nuova sede, molto più ampia e funzionale. Il “trasloco” avviene nel 2000, quando la Aylmer Motors trasferisce armi e bagagli nell’attuale headquarter di Alseno (PC), in un moderno edificio di 1.000 mtq che impiega oggi una forza lavoro di 12 dipendenti. A partire dal nuovo millennio inoltre, Giovanni Bardini è affiancato dai nuovi soci Simone Piccinini e Francesco Piccinini, la cui collaborazione è stata preziosa per l’espansione commerciale dell’Azienda, sempre impegnata prevalentemente sul mercato italiano (95%) ma comunque attiva nell’espansione all’estero (5%).

 

7.000 linee di articoli

40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)Il magazzino ricambi della Aylmer Motors (oltre 7.000 differenti linee di articoli disponibili) è in grado oggi di soddisfare in tempi brevissimi qualsiasi richiesta, fornendo un vasto assortimento di cambi, riduttori, differenziali e idroguide, sia nuovi che revisionati, a prezzi estremamente competitivi. La politica del gruppo Aylmer si basa sull’ottimizzazione del rapporto qualità/prezzo, supportata proprio dalla riduzione dei costi realizzata grazie all’aumento delle quantità acquistate. Ad ottimizzare le vendite ha contribuito senz’altro anche il  rapporto instaurato con clienti e appassionati, ai quali sono proposte offerte molto vantaggiose in promozione sia sulle maggiori riviste specializzate che nel proprio sito internet. Recentemente Aylmer Motors per rispondere alle crescenti esigenze dei clienti ha attivato inoltre un canale di vendita on-line che si è affiancato ai tradizionali sistemi di vendita.

 

Intervista a Giovanni Bardini, General Manager della Aylmer Motors Italiana

40° Anniversario Aylmer Motors (1977-2017)Comè nata la sua passione per i motori?

Sono sempre stato un super appassionato di macchine e fin da bambino ho sempre sognato di guidare un’auto. Ricordo quando avevo undici anni  e mi trovavo a San Donato a Milano, nel piazzale di Metanopoli. Il mio papà aveva una Alfa 1900, qualche volta mi portava con lui e mi faceva maneggiare il volante. Una sera, eravamo in macchina con una zia, si è fermato a prendere un caffè a Metanopoli e io ho visto che aveva lasciato le chiavi in macchina. Sono tornato indietro dal bar dove eravamo, sono saltato in macchina, ho messo in moto e tra un sobbalzo e l’altro ho cominciato a girare in tondo. Il mio papà che mi urlava “Fermati! Non ti faccio niente, fermati…”. Finalmente, non so come, mi sono fermato. Da lì, è stato accettato in casa che mi piacevano le macchine. E il mio papà mi ha insegnato a guidare, lui guidava molto bene. Andiamo avanti e con una 1900 super sono andato a fare l’esame da privatista per la patente.

Qual è stata la sua prima automobile?

La prima macchina che mi ha regalato il mio papà è stata una Alfa Romeo 1900 Supersprint a 5 marce. Da notare che all’età di 18 anni ho avuto un incidente, non guidavo io, in cui ho avuto l’olio santo.  Essendo figlio unico di genitori separati, i miei genitori diventarono particolarmente protettivi, uno da una parte, uno dall’altra. Nonostante tutto sono riuscito a 19 anni a strappare il consenso per correre in macchina. Ero minorenne allora in quanto la maggiore età veniva riconosciuta a 21 anni, e per poter correre in auto occorreva un anno di patente e il consenso dei genitori. Nel mio caso inoltre era necessaria anche l’autorizzazione del giudice dei minori, ma finalmente ho ottenuto il consenso da parte di tutti.

E quindi ha iniziato la sua attività agonistica…

Si, una volta ottenuta la licenza per le gare ho iniziato a correre con una Fiat 500, e ad andare anche benino. Ho fatto diverse gare ottenendo spesso buoni piazzamenti tra i 19 e i 20 anni. Ad un certo punto mi sono trovato ad intascare una somma abbastanza grossa in merito all’incidente che ho avuto come trasportato e ho investito tutto nell’acquisto di una Abarth 1000 da corsa allestita sulla base della Fiat 600. Con questo modello ho fatto diverse gare arrivando secondo a Castel Arquato, quarto al Campionato Europeo a Monza nel 1964.  La domenica successiva ho fatto il record sulla pista junior e ho vinto la classe. Iniziavo ad andare bene e il mio preparatore ha iniziato in pratica a farmi correre gratis. Il mio papà ha cominciato ad impazzire per questo. Ormai aveva capito che la mia passione sarebbe diventata una professione e in pratica mi ha detto: “O smetti di correre, o te ne vai”. Io gli ho risposto: “Non posso smettere di correre, me ne vado”.

A questo punto è scesa in campo un’altra sua grande passione, la fotografia…

Esatto e proprio perché ero un grande appassionato di fotografia, sono andato  a Milano e dopo poco tempo sono diventato fotografo nel settore industriale, occupandomi di elicotteri (Nardi) e motonautica (Molinari).  Sono andato avanti benissimo alcuni anni, e le corse erano ormai quasi dimenticate. Ad un certo punto mi chiedono di andare a Londra a seguire l’attrice Vanessa Redgrave che recitava nell”Opera da tre soldi” sotto la regia del marito. Dovevo fermarmi nella capitale britannica per due settimane. Sono andato a Londra e mi sono trattenuto tre mesi.

E come si è riavvicinato al mondo delle quattro ruote?

Vivendo a Londra l’ambiente ha cominciato ben presto a piacermi e quando sono tornato a casa per le vacanze ad agosto non ero più a mio agio. A settembre mi sono reso conto di non stare più bene in Italia, per cui ho venduto subito lo studio fotografico a Milano e sono tornato a Londra. Volevo iniziare a fare il fotografo freelance, ma in realtà non ho fatto il  fotografo poiché nel frattempo frequentando i pub avevo conosciuto due persone con la passione per le macchine che avevano fondato la Aylmer Motor Works, un’officina dove si riparavano degli oggetti improponibili,  tipo i motori  Marylin e roba del genere. L’officina si trovava nella Aylmer Parade a ridosso della Aylmer Road una delle principali strade della East Finchley, un quartiere di Londra situato a circa dieci chilometri a nord di Piccadilly. Poco tempo dopo queste due persone hanno aperto un negozio di ricambi altrettanto strano, dedicato ai ricambi Land Rover. Era nata la Aylmer Motors.

Com’è nata l’idea di aprire un negozio Aylmer in Italia?

Dopo l’apertura del negozio di ricambi le vendite hanno avuto un immediato successo e nel frattempo anch’io mi ero appassionato alle Land Rover. Ricordo inoltre che all’epoca erano già in molti gli appassionati del marchio che arrivavano dall’Italia per venire a cercare i ricambi più rari e introvabili. E’ a questo punto che i miei amici mi hanno detto: “Perché non apriamo un negozio anche in Italia?”. Detto fatto, abbiamo aperto il negozio anche in Italia, nel settembre del 1977.

E quindi  è rientrato in Italia per occuparsi della Aylmer Motors?

Non subito, sono rientrato in Italia dopo un anno e mezzo.  Inizialmente ho coinvolto il mio papà che ha messo in negozio una persona di sua fiducia che veniva dal Sudafrica dove lavorava come addetto al parco macchine delle ferrovie e che conosceva molto bene le Land Rover. Ad un certo punto questo signore è sparito nel nulla, lasciando l’attività completamente allo sbando e sono dovuto rientrare in fretta da Londra per sistemare le cose.

Stavolta però si è trovato bene a lavorare di nuovo in Italia…

Si anche se eravamo ancora agli inizi e tutto questo accadeva un anno dopo l’apertura, nel 1978, nella prima sede dell’azienda, situata in via San Faustino a Fidenza, sempre sulla via Emilia. Qui siamo rimasti fino a quando, nel 2000, ci siamo trasferiti nella attuale sede di Alseno. La vecchia sede di Londra c’è ancora, è molto piccola adesso e fanno esclusivamente riparazioni, grazie anche ad una buona attrezzatura tecnologica adottare per ammodernare l’officina. I fondatori dell’azienda sono da tempo usciti di scena e oggi sono rimasti solo i magazzinieri di una volta.

 



Commenti

Non ci sono commenti

Inserisci un commento

I campi contrassegnati con " * " sono obbligatori