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Sunraysia Safari Rally 2018

Giusy Concina | 16 agosto 2018 12:34

Sunraysia Safari Rally 2018

L’edizione 2018 del Sunraysia Safari Rally si è svolta durante la prima settimana di agosto nella Contea di Sunraysia (Australia) - Siamo nel New South Wales, ai confini con il Victoria State, lungo le rive del Murray River: un ambiente mozzafiato, un paesaggio suggestivo e coinvolgente, dove la natura regna incontrastata ed i canguri danno il buongiorno a tutti - La vittoria generale è andata al Ford Raptor di Michael Denham e Daniel Adam.

 

Nella suggestiva cornice del Nuovo Galles del Sud australiano  si sono ritrovati i concorrenti per partecipare al Sunraysia Safari Rally. In totale 58 equipaggi tra auto e moto, divisi in categorie diverse rispetto a quelle dei campionati FIA e FIM che abitualmente conosciamo. Lo spirito agonistico che domina questa competizione si avverte molto  e, nonostante la corsa contro il tempo, al service park tutti si aiutano, tutti collaborano e alla fine della competizione tutti i mezzi partiti riescono a tagliare il traguardo.

La competizione ha preso il via, dopo una giornata di verifiche, con una prima prova speciale di 105 km nella tenuta di Woorlong. Terreno duro, molta polvere, navigazione facile, grazie ad un road-book molto preciso e dettagliato. La vittoria della tappa è andata al Ford Ranger di Jhon Pourhouse. La seconda giornata di gara prevedeva un totale di 549 km con 4 prove speciali, ma per motivi di siccità la prima prova è stata annullata, quindi il totale di tappa è stato di 485 km. La bellezza del paesaggio è indescrivibile. Piste che corrono lungo le proprietà terriere, suddivise da chilometri e chilometri di recinzioni. E qui balza all’occhio un’altra regola molto particolare di questa competizione: i cancelli! Infatti lungo il tracciato ce ne sono molti, che suddividono i vari spazi ai cui interno pascolano gli animali. Dopo aver preso accordi con i proprietari l’organizzatore può lasciarne alcuni aperti, e questi sono contrassegnati con il cartello blu. Ci sono invece altri “gate” che devono essere aperti e chiusi ad ogni passaggio, quindi ogni navigatore deve scendere, aprire il cancello e, dopo la chiusura, risalire in auto. Questi cancelli sono segnati sul road-book ed in loco con il cartello giallo.

Il terzo giorno di gara il percorso doveva essere il più lungo (649 km), ma a causa della grande siccità la seconda prova speciale nella proprietà di Grand Junction è stata annullata e la distanza totale è scesa a 605 km. La prova speciale più competitiva e coreografica è stata quella nella proprietà di Nindethana, a nord di Wentorth, dove non sono mancati errori di navigazione. Alla fine della giornata, in ogni caso, il service park era in fermento, e tra chiacchiere e commenti (tutti molto positivi), piloti e meccanici hanno rimesso a nuovo praticamente tutti i mezzi. La tappa numero 4, ha visto al via 19 su 20 equipaggi auto, per un percorso decisamente interessante, anche se accorciato di una prova speciale. Il totale di giornata è stato comunque di 581 km, di cui la terza speciale, nella zona di Tarcoola a ridosso delle dune di sabbia. Questo tratto di percorso è stato particolarmente apprezzato da alcuni piloti, mentre altri hanno sbagliato la navigazione, tralasciando il tratto di dune. La giornata, particolarmente ventosa ricordava le tempeste di sabbia che si incontrano nel Sahara, ma nonostante ciò non sono mancati i canguri ed i paesaggi fiabeschi.

La tappa numero 5 ha proposto un percorso di 424 km totali attraverso il rosso bush australiano, la tappa è iniziata male per il buggy 317 che ha centrato in pieno un canguro a soli 3,7 km dall’inizio della prima prova cronometrata. Ciò nonostante è riuscito a terminare la prova e raggiungere il service park, dove ha ripristinato il mezzo per gli ultimi chilometri di gara.

Ogni tappa prevedeva un service park, realizzato in un punto strategico ai fini del tracciato e, soprattutto, posto in una proprietà dove veniva offerto a tutti gli equipaggi, ai meccanici e allo staff il pranzo. Il cronometro, infatti, veniva “fermato” e nel regolamento la pausa pranzo è contemplata!

Tra gli equipaggi auto partecipanti, i marchi più presenti sono stati Ford, Nissan, Mitsubishi, Can-Am, Subaru; i veicoli che a noi sono sembrati più particolari sono stati due: le Holden Commodore a 2 ruote motrici; e una Datsun 1600 che, seppur datata, ha concluso la competizione in quattordicesima posizione assoluta. La vittoria generale è andata al Ford Raptor di Michael Denham e Daniel Adam.

E’ vero che l’Australia è lontana dall’Europa, ma questa competizione, senza dubbio, è anche un’avventura che va vissuta almeno una volta. Poter percorrere piste e paesaggi così diversi, in un clima di divertimento e sicurezza assoluta, è entusiasmante. E’ infatti doveroso sottolineare il grande lavoro che l’organizzazione, capitanata da Troy Bennett, ha effettuato per realizzare un road-book estremamente dettagliato; un percorso sicuro, controllato da elicotteri e dal sistema Rally Safe. Un sistema di mappe e di istruzioni per accedere ai vari punti dei percorsi per tutti i veicoli dello staff e dei media, che non avevamo mai visto, che ci ha permesso di attraversare tutta la contea di Sunraysia senza l’uso del GPS e senza mai perdere il percorso. Per l’edizione 2019 non mancheranno le novità, tra cui, per le moto, la possibilità di correre con licenza FIM.

Le classifiche sono disponibili sul sito: www.sunraysiasafari.com.au.

 



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