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Giro del mondo in Land Rover Defender 110

| 14 febbraio 2019 10:58

Roads On The Way: Giro del mondo in LR Defender 110

Conto alla rovescia per la partenza del giro del mondo in "Camietto", un Land Rover Defender 110 a bordo del quale il globetrotter Roberto Maschietto partirà il mese prossimo per un lungo viaggio in solitario di circa 120.000 chilometri attraverso 4 continenti - Aylmer Motors tra i supporter tecnici della spedizione.

Manca circa un mese alla partenza del raid intercontinentale in solitario "Road on the way", ideato e organizzato dal globetrotter Roberto Maschietto di Mogliano Veneto (TV) a bordo di un Land Rover Defender 110. Il veicolo, ribattezzato affettuosamente "Camietto", è sottoposto attualmente alle ultime verifiche in officina per controllare che tutto sia a posto prima di affrontare il lungo viaggio intorno al mondo.Roads On The Way: Giro del mondo in LR Defender 110
Dopo la partenza dall'Italia e la traversata dell'Est europeo, "Camietto" punterà ancora verso Nord fino a raggiungere la Finlandia, da dove inizierà la lunga marcia attraverso lo sconfinato continente asiatico, fino a raggiungere la Cina per scendere quindi lungo la penisola indocinese ed arrivare a Singapore. Da qui raggiungerà via mare il Borneo e, successivamente, l'Australia che verrà percorsa da Nord a Sud per risalire poi sul versante orientale fino a Brisbaine, considerata la "capitale" della Grande Barriera Corallina australiana. Una nuova trasferta in mare porterà quindi "Camietto" fino alla Nuova Zelanda, da dove il veicolo verrà imbarcato in un container per affrontare la lunga traversata dell'oceano Pacifico nel gran balzo verso le coste cilene del Sudamerica.
Da qui inzia la lunga "galoppata" sulla mitica Panamerica (percorsa dal grande Nino Cirani e dalla sua mitica "Aziza 3") che porterà Roberto fino ad Anchorage, in Alaska, prima di intraprendere la traversata del Canada attraverso la regione dei "Grandi Laghi" e del Labrador. Ancora una traversata via mare per raggiungere l'Islanda e sfidare i meravigliosi ghiacciai dell'"isola di ghiaccio dal cuore di fuoco", ed effettuare l'ultima trasferta in nave che riporterà Roberto e il suo veicolo sulla rotta di casa dopo aver attraversato 4 continenti e percorso circa 120.000 chilometri.

Roads On The Way: Giro del mondo in LR Defender 110

Prima della partenza, in una delle pause della frenetica fase organizzativa, abbiamo incontato Roberto Maschietto che ci ha rilasciato alcune dichiarazioni sul giro del mondo che si appresta a compiere.


- Quando hai iniziato a viaggiare?
- Purtroppo non prestissimo poichè quando ero ragazzo non esistevano per i giovani le possibilità offerte da alcune organizzazioni internazionali, come l'Erasmus ad esempio, ma ritengo che tutti dovremmo iniziare a viaggiare il prima possibile.

 
- E la scoperta del fuoristrada com'è avvenuta?
- Ho iniziato a lavorare molto presto e la fortuna mi ha portato ad incontrare persone, una in particolare, che mi ha stimolato e a volte forzato a prendere un volo e cominciare a visitare qualche piccolo angolo di mondo… Nel frattempo non ho mai trascurato la passione per la guida, che coltivavo da tempo, ed in particolare la guida in fuoristrada. Ho trovato subito un ambiente goliardico, fin dai primi incontri tra fuoristradisti, e a mio avviso è stato proprio quel clima di disponibilità che ho trovato tra gli appassionati di off-road ad alimentare ulteriormente la mia passione per il 4x4.

 
- Le tue prime esperienze immagino siano stati i raduni...
- Certo, ho iniziato con il classici raduni dei week-end, alternati a piccoli viaggi a breve  raggio realizzati durante l'anno, ma ben presto ho avvertito la necessità di effettuare nuove esperienze. E mi sono dedicato alla organizzazione di manifestazioni fuoristradistiche come LandMagia e PlanetLand da un lato, mentre sul versante dell'avventura ho iniziato ad allargare il raggio di azione dei miei viaggi nelle pause di lavoro muovendo i primi passi in Africa, Asia e America.

 
- Fino ad arrivare a tre anni fa, con la "svolta" della Cambogia...
- Esattamente, circa tre anni fa, un'idea che mi ronzava da tempo nella testa, legata al viaggiare, visitare nuovi Paesi e conoscere nuove persone, ha assunto proporzioni tali che ho deciso di lasciare il mio lavoro. Ho infilato subito nel mio zaino l'equipaggiamento essenziale e acquistato un biglietto per la Cambogia. Ho attraversato la mia prima frontiera terrestre in terra d'Asia per dirigermi a Saigon, in Vietnam, dove ho acquistato una motocicletta da 125 cc. con la quale ho visitato gran parte della penisola indocinese. Vietnam, Cambogia, Laos, Thailandia e Myanmar sotto il sole, le nuvole, la pioggia e i temporali, condizioni meteo che da quelle parti non ferma il traffico e la vita. Ed io non potevo esimermi dal vivere questo mondo fino in fondo. Esaurita la parentesi indocinese, ho venduto la moto e ho acquistato un biglietto aereo per l'Indonesia e Australia.

 
- Ti documenti sempre prima di intraprendere un viaggio?
- Non sempre purtroppo, normalmente faccio fatica a ritagliare del tempo per leggere, ma in viaggio trovo sempre l'occasione per farlo e tra le mie letture preferite figurano i libri che raccontano di viaggi e quindi diversi modi di approcciarsi al viaggio. Tra i miei scrittori preferiti non posso non citare Tiziano Terzani,  forse l'autore che più di qualsiasi altro mi ha fatto pensare e indirizzato su questa strada...

 
- Poi hai iniziato ad esplorare i Paesi artici...
- Si, al rientro dall'Asia e dall'Australia sono ripartito sempre zaino in spalla per l'Islanda e il Canada, dove ho dormito in auto per oltre un mese. Mi sono quindi trasferito in Alaska vivendo a temperature comprese tra i -5 e i -25° C dove ho resistito fino a quando, provato dal clima, ho trovato un volo economico per il Messico e ci sono salito di corsa. E dopo il Messico ho visitato anche Guatemala, Cile, Honduras, Nicaragua, Colombia e Cuba, viaggiando su autobus, biciclette, taxi e qualsiasi mezzo riuscissi a trovare per spostarmi.

 
- E a questo punto che nasce il progetto "Roads on the Way"?
- Certo, ormai il progetto "Roads on the Way" era diventato il mio chiodo fisso. L'obiettivo era quello di unire passione, esperienza e conoscenze del mondo del fuoristrada e uno stile di vita spartano con il desiderio di viaggiare nella massima libertà, evitando i centro turistici e vivendo a contatto con le persone vere. Per questo ho smesso di viaggiare per più di un anno, ma è stato un sacrificio sostenibile per poter organizzare e godere appieno questo giro del mondo in solitaria a bordo del Camietto.

 
- Chi ha curato la preparazione del veicolo?
- La preparazione del veicolo è stata effettuata nell'officina Manocchi Fuoristrada di Portogruaro dove il titolare mi ha consigliato di effettuare personalmente tutte le operazioni necessarie per essere in grado, in caso di necessità nel corso del viaggio, di poter intervenire da solo in eventuali interventi di riparazione. Per questo mi sono trasferito a casa sua per tutto il mese di gennaio e, sotto la guida dell'esperto, ho svolto sempre da solo tutte le modifiche adeguate da apportare sul Camietto.

 




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