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Audi R8 V10 RWD: anima racing

| 11 aprile 2020 19:46

Audi R8 V10 RWD: anima racing

A listino la seconda generazione della sportiva Audi a trazione posteriore - Oltre il 60% dei componenti condivisi con la vettura da competizione Audi R8 LMS GT4 - Peso ridotto: sino a 65 kg più leggera rispetto ad Audi R8 V10 - V10 5.2 FSI: 540 CV, 540 Nm di coppia e un sound travolgente - Di serie differenziale meccanico autobloccante, assetto ed elettronica specifici: drift controllati, 0-100 km/h in 3,7 secondi e 324 km/h di velocità massima - Design rinnovato: Coupé e Spyder s’ispirano alla mitica Audi Sport quattro

“Nata in pista, costruita per la strada”: strettamente derivata dalla versioneAudi R8 V10 RWD: anima racing da competizione R8 LMS GT4, Audi R8 V10 RWD entra a listino forte della trazione posteriore, di un peso inferiore alle “sorelle” con tecnologia quattro e dell’esuberanza dell’iconico V10 5.2 FSI aspirato da 540 CV. La taratura dell’assetto e dell’elettronica è adattata in funzione delle 2WD, per drift controllati e puro divertimento al volante.
Audi R8 RWS, prima serie della supercar dei quattro anelli a trazione posteriore, ha debuttato nel 2018 in edizione limitata a 999 esemplari: un cammeo all’interno della famiglia Audi Sport, volto a celebrare la vittoriosa esperienza del Brand nelle competizioni Gran Turismo, in special modo nelle categorie GT3 e GT4. Ora, con l’entrata a listino della nuova generazione della sportiva dei quattro anelli, Audi R8 2WD assume la denominazione RWD ed evolve in un modello permanente in gamma. Caratterizzata dalla condivisione di oltre il 60% dei componenti con la racing car Audi R8 LMS GT4, Audi R8 V10 RWD è l’Audi più simile a un’auto da corsa.
Affilata come non mai, Audi R8 V10 RWD è disponibile nelle configurazioni Coupé e Spyder. Il design riprende le novità portate al debutto dalla “sorella” a trazione quattro. La griglia del single frame è più ampia rispetto al precedente modello e due listelli verticali suddividono le prese d’aria frontali. Alla base dell’estremità del cofano anteriore sono presenti tre fessure piatte: un richiamo alla mitica Audi Sport quattro degli Anni ‘80, icona del Marchio. Il nuovo splitter può contare su di una superficie maggiorata, così come le aperture alla base dei gruppi ottici posteriori e la griglia in corrispondenza dell’estrattore. Dettagli, di serie in nero lucido, che sottolineano la sportività di Audi R8 V10 RWD. I sideblade permettono di riconoscere immediatamente la vettura grazie a finiture specifiche: l’elemento superiore è in nero Mythos, mentre quello inferiore è in tinta con la carrozzeria. All’interno del vano motore, il sistema di aspirazione è celato da una cover rinnovata, disponibile in materiale plastico oppure, a richiesta, in carbonio. Quanto all’abitacolo, spiccano i sedili sportivi a regolazione parzialmente elettrica rivestiti in Alcantara e pelle, il volante multifunzione plus a due satelliti e la plancia impreziosita dal badge RWD. Dotazioni di serie al pari dell’Audi virtual cockpit da 12,3 pollici.
Straordinariamente reattivo alle pressioni dell’acceleratore e con una “fame di giri” sconosciuta ai propulsori turbocompressi, il V10 5.2 FSI a collocazione centrale eroga 540 CV a 7.900 giri/min e una coppia massima di 540 Nm a 6.400 giri. Valori che consentono ad Audi R8 V10 RWD Coupé di scattare da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi raggiungendo una velocità massima di 324 km/h, mentre la variante Spyder è accreditata di uno 0-100 km/h in 3,8 secondi e una punta massima di 322 km/h. Prestazioni cui contribuiscono la trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti, adattata in funzione della trazione posteriore, il differenziale meccanico autobloccante e il peso a vuoto di, rispettivamente, 1.595 e 1.695 kg: inferiore di 65 e 55 kg alle versioni Coupé e Spyder di Audi R8 V10 quattro. Quest’ultima caratterizzata da componenti meccanici aggiuntivi legati alla trazione integrale quali l’albero cardanico, la frizione a lamelle e il differenziale anteriore.
Travolgente, da tradizione, e simile a un’auto da competizione il sound del V10 aspirato. Una peculiarità cui contribuisce l’albero motore di tipo “common pin”: le bielle dei cilindri contrapposti sono mosse dallo stesso perno di manovella, con intervalli di accensione alternati di 54 e 90 gradi. Mutuati dal mondo delle corse anche l’iniezione a doppia strategia – diretta (sino all’85%) nelle camere di combustione a pieno carico, congiunta a medio carico e indiretta nel condotto di aspirazione (MPI) ai regimi inferiori – e il sistema di lubrificazione. La temperatura dell’olio, che viene prelevato dal carter secco, è regolata tramite un radiatore separato. È così possibile collocare il propulsore in posizione sensibilmente ribassata, ottenendo un baricentro vicino al suolo. La pompa dell’olio, a portata variabile, assicura un flusso costante in qualsiasi frangente, comprese le accelerazioni trasversali nell’ordine degli 1,5 g, alla portata di Audi R8 V10 RWD. Quanto all’efficienza, la tecnologia cylinder on demand (COD) contribuisce al contenimento dei consumi: nelle quattro marce superiori, a intervalli di carico medio-bassi, esclude i cilindri della bancata di destra o sinistra disattivando iniezione e accensione.
La taratura specifica dell’assetto e dell’elettronica, sviluppata in funzione della trazione posteriore, è garanzia di uno straordinario divertimento al volante. Sono possibili drift controllati qualora il conducente selezioni il programma dynamic del sistema di gestione della marcia Audi drive select (di serie) e attivi la modalità sportiva dell’ESC. Al raggiungimento del limite, il controllo elettronico della stabilità interviene in modo tale da ripristinare le condizioni di sicurezza ottimali. Lo schematismo delle sospensioni a doppio braccio oscillante triangolare in alluminio è un classico esempio di principio strutturale ripreso dalle competizioni, mentre lo sterzo elettromeccanico, di serie, tarato appositamente per l’abbinamento alle 2WD, vede la servoassistenza variare in funzione della velocità di marcia e del setup selezionato mediante l’Audi drive select.
L’impianto frenante si avvale di dischi in acciaio autoventilanti e forati di serie dal profilo a onda (design “wave”). Perni in acciaio inox li collegano alle tazze in alluminio e impediscono la trasmissione dei picchi di temperatura. All’avantreno operano pinze fisse a otto pistoncini e dischi con diametro di 380 mm, mentre al retrotreno agiscono pinze a quattro pompanti con dischi da 356 mm. Tra le dotazioni di serie di Audi R8 V10 RWD spiccano i proiettori a LED con gruppi ottici posteriori a LED, i sedili sportivi a regolazione parzialmente elettrica rivestiti in Alcantara e pelle, il volante sportivo multifunzione plus a due satelliti, la climatizzazione automatica comfort, l’Audi virtual cockpit da 12,3 pollici, la radio MMI plus, l’Audi Sound System da 140 Watt, la ricezione radio digitale DAB, il sistema di ausilio al parcheggio plus e la telecamera per la retromarcia.