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C’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW……

| 10 dicembre 2012 20:42

C’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW……

Si è conclusa ieri a Bologna la 37a edizione del Motor Show che, sulla maggior parte dei media nazionali, è stata seguita con interesse fin dalle prime giornate della manifestazione  -  In questo servizio proponiamo una doppia lettura della kermesse bolognese affidata a Franco  Liistro, direttore  di  Corsanews.it, e  al  nostro  redattore  Stefano  Signori.

 

Bologna. Il sipario è calato sulla trentasettesima edizione del Motor Show, ovviamente non si conoscono ancora numeri e cifre relative agli accessiC’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW…… dopo cinque giorni di apertura al pubblico. L’ufficialità del numero dei visitatori, più o meno reale, certamente non arricchirà in alcun modo la manifestazione bolognese.  In ogni caso siamo ben distanti dalle cifre che hanno reso grande e importante la creatura di Alfredo Cazzola, sono oramai lontani gli anni in cui di fronte alle biglietterie c’erano code da stadio  da affrontare se non si volevano comprare i biglietti dai bagarini, sono oramai lontani i tempi dei treni che scaricavano allo scalo ferroviario sciami di giovani e meno giovani che accorrevano all’appuntamento annuale motoristico con la speranza nascosta di incontrare qualche loro idolo delle quattroruote con conseguente scatenamento della caccia all’autografo.  In fin dei conti la curiosità per le vetture, tirate a lucido, in bella mostra negli stand espositivi, era solo un alibi per giustificare ore di viaggio in auto o in treno.  E alla fine della kermesse il cassiere si fregava le mani al tirare delle somme che parlavano, a ripetizione, di oltre un milione di visitatori.  E come non ricordare il blocco anticipato dei cancelli, laC’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW…… domenica conclusiva, per l'eccessivo numero di visitatori all'interno dei padiglioni o accalcati sulle gradinate?  Tutto questo appartiene al passato.  Da qualche anno il Motor Show, nonostante gli sforzi, l‘impegno e l’abnegazione di Giada Michetti e del suo staff, torna ogni volta ma in edizione sempre più contenuta quasi trascinandosi in una lenta, ma costante, agonia.  Vale ancora la pena di affannarsi al capezzale del Motor Show o non è forse il caso di dichiararne la fine ufficiale?  In fin dei conti la crisi del mercato dell’auto sarebbe un ottimo alibi per un disimpegno.  L’edizione 2012 con un vero “Motor Show” non ha avuto molto da spartire.  E’ stato veramente penoso, una vera sofferenza, dover limitare il percorso di visita in pratica a pochi padiglioni né avrebbe potuto essere diversamente dal momento che erano presenti con uno stand solamente: Opel, Nissan, Renault-Dacia, Volkswagen e Mercedes.  Persino Fiat, con Lancia e Alfa Romeo, e mettiamoci anche Chrysler, ha brillato per la sua assenza dando un evidente “pollice verso” al Motor Show.  Un vero peccato perché qualcosa di buono a Bologna c’era: ad esempio nello spazio, ristretto, riservato alle auto e alle novità in tema di green energy si è potuto notare un più concreto movimento di idee e progetti che ha già lasciato alle spalle le oramai sfruttate Nissan Leaf o Renault Twizy.  Al vuoto interno ha fatto compagnia il vuoto esterno ovvero quello sul piazzale, la MotorSport Arena, ovvero la oramai famosa Area 48, che nelle passate trentasei edizioni ha saputo catturare l’attenzione e l’immaginazione di milioni di visitatori chiamandoli ad assistere a eventi spettacolari ed unici. Primo fra tutti il Memorial Bettega che ha sempre visto le tribune stracolme ed è diventato negli anni la vera icona del Motor Show grazie a sfide incrociate tra i grandi campioni dei rally che sul tracciato in terra e asfalto scatenavano un vero e proprio tifo da stadio, proprio come lo avevano voluto gli ideatori.  Accanto al Memorial, istituito anche per ricordare il grande campione scomparso al Tour de Corse, ci sono sempre state gare di ogni tipo (rally, GT, trofei di Marca, persino con monoposto di F.1) che erano un richiamo soprattutto per i giovani.  Anche tutto questo non c’è più, né si può dare credito a problemi di budget, gli organizzatori hanno cercato di salvare il salvabile con qualche “garetta” e una mano l’ha data senza dubbio la Red Bull che ha portato una gara di kart e poi qualche pilota e il pubblico ha risposto con un certo calore ma i buchi sulle tribune e il tifo non certo travolgente sono stati il miglior indice di gradimento…. La trentasettesima edizione del Motor Show è oramai archiviata, ci sarà l’edizione n° 38?  Chi ha vissuto il Motor Show in tutte le sue evoluzioni e lo ha visto crescere e imporsi all’attenzione internazionale ci spera però ne vale la pena o anche il Motor Show, travolto dalla crisi internazionale, deve arrendersi o, peggio ancora, ha fatto il suo tempo? (Franco Liistro)

 

Motorshow 2012: Ritorno alle origini

C’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW……Fedele specchio dei tempi, tutt’altro che rosei per  l’economia italiana e per il comparto automobilistico in particolare, la 37esima edizione del Motorshow di Bologna ha rappresentato un ritorno alle origini, in cui lo spettacolo predominava nettamente sull’aspetto espositivo. Ridotte le giornate di apertura (5 contro le 10 della scorsa edizione) e ridotta pure la presenza delle case ufficiali, la kermesse bolognese è così sopravvissuta alla grande crisi delle quattro ruote, puntando come negli anni ’70 sulle evoluzioni agonistiche della Motor Sport Arena e su una rinnovata serie di iniziative collaterali destinate a risvegliare l’interesse verso l’automobile.  Se il presente dell’auto è caratterizzato da un buio fitto, il futuro potrebbe tingersi di rosa con la spinta che fra qualche anno potrebbe venire dalla diffusione su larga scala delle vetture con alimentazione alternativa, ibrida  ed elettrica.  E se le auto ibride e bi-fuel non sono una novità, tanto da rappresentare una delle poche voci positive nel disastroso bilancio del mercato automobilistico italiano dello scorso anno, i modelli elettrici potrebbero rappresentare presto laC’ERA UNA VOLTA IL MOTOR SHOW…… soluzione ideale per la mobilità ad emissioni zero nei centri urbani.  Ecco quindi giustificata la presenza massiccia  (proporzionalmente all’esiguità dei modelli esposti) delle vetture elettriche, che il visitatore poteva provare su un’apposita pista indoor creata all’interno del’Electric City nel padiglione 25.  Protagonista in questo caso, la Renault che dalla piccola Twizy alla Fluence dispone di una gamma completa di modelli alimentati ad energia elettrica, ma anche la Nissan che alla Leaf affiancava il furgone e-NV200, la Opel Ampera e la cittadina per eccellenza, la Smart elettrica.  Ridotta all’osso la presenza di modelli 4x4 nei padiglioni della 37esima edizione del Motorshow ad eccezione del futuristico stand della Nissan presente in forze con le ultime evoluzioni della Juke, tra le quali spiccava la potente versione Nismo e l’originale Juke Box  realizzata in partnership con Ministry of Sound ed equipaggiata con un potente impianto stereo da ben 18.900 Watt.  Per gli appassionati dell’off road non rimaneva che trasferirsi all’esterno, nelle due apposite aree allestite rispettivamente dalla Fiat per la nuova Panda 4x4 e dalla Dacia per la Duster e per la nuova Sandero Stepway.  Di impronta decisamente ecologista, lo stand Mercedes presentava a fianco della nuova Classe A, la Classe B 200 Natural Gas Drive ed il concept Electric Drive, oltre al prototipo Smart Forstars ed alla terza generazione della Smart Electric Drive disponibile anche con la grintosa livrea Brabus.  Aria pulita anche in casa Volkswagen che a oltre ad accendere i riflettori sulla nuova Maggiolino Cabrio e sulla Golf 7, ha esposto la Eco UP, versione alimentata a metano della popolare city car tedesca.  Tra i modelli più recenti in mostra, ampio spazio dedicato alla Opel Adam ed alla gamma della Renault Clio proposta anche in versione break.  A completare la rassegna motoristica bolognese, sono stati gli speciali spazi dedicati alle Icon Car, le auto che hanno fatto la storia delle quattro ruote ed alle Luxury Car, le auto da sogno riservate ai pochi fortunati che anche in questi tempi di crisi se le possono permettere.  E visto che gli acquirenti di auto nuove latitano, la Mercedes ha dedicato un intero padiglione alle sue vetture usate First Hand che andavano dalla city car Smart alla prestigiosa SL.  Come in un gran bazar, il Motorshow 2012 ha riservato poi ampio spazio alla auto da competizione, alla componentistica ed alle curiosità, vedi la 500 motorizzata Lamborghini,  il tutto naturalmente contornato dall’immancabile presenza di una folta e vistosa presenza femminile, almeno in questo settore la crisi non si avverte. (Stefano Signori)

 



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