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Chevrolet Corphibian (1961)

| 07 dicembre 2015 18:21

Chevrolet Corphibian (1961)

 

Il rapido successo iniziale riscosso dall’Amphicar agli inizi degli anniChevrolet Corphibian (1961) Sessanta scatenò presto anche una sorta di competizione tra diverse aziende automobilistiche.  E non soltanto tra i piccoli costruttori, la cui produzione era limitata in ambito locale o nazionale, ma anche tra alcune delle maggiori case costruttrici presenti nel panorama intenazionale.  Tra queste, una delle più tempestive nel cimentarsi nell’impresa di produrre su vasta scala un veicolo anfibio di serie è stata la General Motors che, proprio nel 1961, aveva appena presentato la Corvair 95.  Si trattava di un veicolo riservato principalmente al trasporto e al tempo libero, allestito su una carrozzeria con svariate configurazioni che, in base al tipo di utilizzo, le consentivano di trasformarsi in un furgone da trasporto, in un minivan o addirittura in un pick-up. La General Motors affidò l’ambizioso progetto ad un dei suoi marchi (Chevrolet Engineering) e ad un’azienda specializzata del Michigan, la  Hulten-Holm, che iniziò subito a lavorare al progettoChevrolet Corphibian (1961) denominato Corphibian e basato proprio sul telaio e la meccanica della Corvair 95. Nelle intenzioni della GM questo modello doveva essere la risposta a stelle e strisce alla tedesca Amphicar, ma le cose andarono diversamente. La prima trasformazione riguardò la scocca della carrozzeria della Corvair, che venne sostituita con una scafo in vetroresina che accoglieva nel zona anteriore una carena arrotondata che sembrava un grosso paraurti, mentre nella parte posteriore erano montati i timoni (uno per lato, dietro al ruota posteriore) e le due eliche, sulle quali veniva trasferita la coppia del motore. La Chevy Corphibian montava un propulsore boxer a 6 cilindri, raffreddato ad aria, abbinato ad un cambio automatico.  La sua particolare configurazione, e l’ampioChevrolet Corphibian (1961) vano di carico disponibile sul cassone, ha inoltre reso possibile la duplicazione di tutti i comandi necessari alla navigazione anche all’esterno del veicolo per cui il pilota una volta entrato in acqua poteva trasferirsi tranquillamente all’esterno aprendo una delle porte (situate sopra la linea di galleggiamento) per balzare sul ponte esterno e assumere i comandi come se fosse su una vera imbarcazione, pilotando comodamente seduto su uno dei due sedili in legno. Una volta completato l’allestimento del prototipo, realizzato in esemplare unico in una brillante livrea nei colori bianco e rosso, iniziarono i test di navigazione in acque interne e in mare.  Le prove durarono quasi due anni ma, nonostante i risultati incoraggianti, la General Motors decise di accantonare il progetto e rinunciare alla produzione di serie in seguito ad alcune indagini di mercato che non lasciavano prevedere una vendita su vasta scala tale da compensare gli investimenti necessari per allestire una linea di produzione. La  Hulten-Holm conservò il prototipo del Corphibian per oltre trent’anni fino a quando, nel 1993, lo cedette ad un privato in una vendita all’asta.

 



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