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Isuzu Nagisa Amphibious Concept (1991)

| 05 agosto 2016 17:31

Isuzu Nagisa Amphibious Concept (1991)

 

La presenza di concept e show car sulle pedane dei maggiori saloni specializzatiIsuzu Nagisa Amphibious Concept (1991) costituisce una delle principali strategie di marketing utilizzate dalla maggior parte dei costruttori che, oltre al forte ritorno mediatico ottenuto su una prestigiosa passerella, spesso possono ricavare dai concept elementi innovativi e nuove soluzioni da trasferire sui futuri modelli di serie. Anche nel settore dei veicoli anfibi questa tendenza, seppur in forma assai più ridotta rispetto ai normali veicoli, ha prodotto diversi esemplari (purtroppo mai approdati alla produzione di serie), come il Renault Racoon presentato nel 1993 al Salone di Ginevra. Due anni prima, in occasione del Tokyo Motor Show, la Isuzu presentava in anteprima mondiale la Nagisa Amphibious Concept, un veicolo anfibio che nelle intenzioni della Casa giapponese aveva tutte le carte in regola per la produzione di serie e poteva rappresentare l’erede moderna della gloriosaIsuzu Nagisa Amphibious Concept (1991) Amphicar nella diffusione degli anfibi destinati al mercato civile. Equipaggiato con un motore V6 di 3.2 litri la Isuzu Nagisa poteva trasportare due soli passeggeri e raggiungeva su strada una velocità massima di 100 Kmh (8 nodi in acqua), mentre le dimensioni leggermente superiori a quelle di un pick-up (lunghezza 5,3 mt, larghezza 1.9 mt, altezza 1,8 mt) penalizzavano sensibilmente le prestazioni su strada, alquanto modeste nonostante le caratteristiche del motore. Da segnalare che questo modello anticipava quella soluzione tecnica, rappresenta dalle ruote retrattili nello scafo durante la navigazione, che sarà molti anni dopo il punto di forza degli anfibi (Amphygator e Panther) prodotti dalla californiana WaterCar o della Hydra Spyder della CAMI. La linea della Isuzu Nagisa,Isuzu Nagisa Amphibious Concept (1991) chiaramente ispirata alla nautica, era basata su un allestimento roadster, senza portiere, e l’accesso al veicolo avveniva dalla parte posteriore mediante due pedane situate ai lati del motore idrogetto. Gli eccessivi costi di produzione, abbinati alle prestazioni modeste del veicolo, hanno purtroppo costretto l’Isuzu ad abbandonare il progetto.

 



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