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APRILE 2014: Mercato in lenta ripresa (+1,94%)

| 02 maggio 2014 20:24

APRILE 2014: Mercato in lenta ripresa (+1,94%)

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture dei  Trasporti, nel complesso  le  vendite  di  aprile  hanno raggiunto le 119.099  unità, con una modesta crescita (+1,94%) rispetto alle 116.838 auto dell'aprile  2013 - Per una analisi più approfondita pubblichiamo integralmente i comunicati stampa dell'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli  Esteri),  del  Centro  Studi  Promotor  GL  Events  e  della  Federauto.


La voglia di pensare positivo non supportata dai numeri (UNRAE)

UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)Quinto mese in controtendenza per il mercato dell’auto, anche se il modesto +1,9% di aprile sembra piuttosto indicare che forse si sta affievolendo la spinta (+2,2% dicembre, +3,8% gennaio, +9,2% febbraio, +5,3% marzo), alimentata fondamentalmente dal noleggio (breve e lungo). Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, le 119.099 vetture immatricolate in aprile hanno evidenziato un crescita dell’1,9% rispetto alle 116.838 unità dell’aprile 2013.  A chiusura del I quadrimestre le auto vendute sono 496.318, con un incremento del 5%, sulle 472.656 dello stesso periodo dello scorso anno. Si accentua il calo delle vendite alle famiglie, l’indicatore più importante dello stato di salute del mercato, che nei quattro mesi cedono più di 2.500 unità, concentrate quasi tutte in aprile, rispetto allo stesso periodo del 2013. "Guardando avanti", ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, "pur apprezzando il rilancio della Legge n. 134 del 7 agosto 2012, sugli incentivi alle auto a Basse Emissioni Complessive (BEC), dobbiamo rilevare che le famiglie potranno beneficiarne in misura limitata ai soli acquisti di vetture GPL, metano, ibride ed elettriche". Il Centro Studi UNRAE stima in circa 13.000 unità le vetture potenzialmente incentivabili, non tutte aggiuntive sul totale mercato, con emissioni uguali o inferiori a 95 gr/km di CO2 e con dotazione di 31,7 milioni di euro destinata a tutte le categorie di acquirenti (privati e imprese), senza obbligo di rottamazione. Il fondo destinato a tale fascia di emissioni, pertanto, avrà un prevedibile veloce esaurimento. Decisamente ridotto sarà, invece, il beneficio per le vetture con livelli di emissione superiori a 96 gr/Km di CO2 destinati alle società, considerato il vincolo della rottamazione di veicoli con oltre 10 anni di età (raramente presenti nelle aziende), che potrebbe anche quest’anno, come nel 2013, rendere non utilizzabile la parte restante del Fondo. "Resta da valutare", ha concluso Nordio, "l’efficacia dell’azione di Governo sul reale rilancio dei consumi e dell’economia, visto il miglioramento dell’indice di fiducia dei consumatori fornito dall’ISTAT.  Purtroppo la parte significativa dell’anno (50% delle vendite annuali nei primi 5 mesi) sta ormai passando, rendendo complicate le possibilità di recupero del nostro settore nel secondo semestre".  La raccolta contratti, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, indica per aprile una crescita del 3,5% a 121.000 unità, che portano il cumulato del I quadrimestre ad archiviare oltre 507.000 contratti, con una crescita superiore al 9%.  Come anticipato, dall’analisi di dettaglio degli acquirenti, le vendite a privati hanno perso nel mese il 3,9%, con 70.119 immatricolazioni rispetto alle 72.945 dello scorso anno, fermandosi ad una quota su livelli di minimo, pari al 58,5%.  Nel I quadrimestre le unità vendute ammontano a 306.745, con una rappresentatività che scende al 61,4%.  Continua, invece, il trend di crescita sostenuta per i noleggi che, con 31.484 immatricolazioni, segnano un +19% nel mese e +27% nel cumulato, posizionandosi rispettivamente al 26,3% di quota nel mese e al 22,5% nel I quadrimestre.  Infine, le società si mantengono leggermente al di sotto della crescita complessiva del mercato sia nel mese sia nel cumulato, con una quota nei primi 4 mesi del 16,1%.  Sul fronte dei segmenti, raddoppiano i propri volumi, seppur esigui, le immatricolazioni di vetture alto di gamma (segmento F), grazie all’uscita di nuovi modelli e dall’analisi per carrozzeria risultano in forte incremento i crossover, i monovolume piccoli ed i coupé.  Infine, i trasferimenti di proprietà (al lordo delle minivolture) registrati nel mese di aprile indicano una crescita del 5,1% e 357.966 unità, rispetto ai 340.515 trasferimenti di un anno fa.  Rimane stabile il I quadrimestre (+0,6%), con 1.437.534 passaggi di proprietà complessivi, a fronte dei 1.428.842 del gennaio-aprile 2013.

 

Manca un catalizzatore per una vera ripresa dell’auto (CSP GL Events)

CSP GL EventsIn aprile sono state immatricolate 119.099 autovetture con una crescita dellʼ1,94%. Non si tratta certo di un incremento importante, soprattutto se si considera che le vendite nellʼintero 2013 erano scese del 47,7% rispetto ai livelli ante-crisi (2007). Sul dato di aprile ha influito negativamente lʼannuncio di incentivi allʼacquisto di auto ecologiche a partire dal 6 maggio.  Le immatricolazioni di una certa quota di immatricolazioni sono state così rimandate per poter beneficiare degli incentivi. In ogni caso va registrato che il piccolo incremento di aprile, dopo una serie interminabile di cali, è la quinta crescita mensile consecutiva.  Lʼandamento delle immatricolazioni non è, dʼaltra parte, lʼunico segnale di miglioramento del mercato italiano delle autovetture e del suo contesto.  Ve ne sono anche altri. Innanzitutto vi è il fatto che a cavallo tra il 2013 e il 2014 la tendenza delle vendite ha virato in positivo per tutti i mezzi di trasporto su gomma. A ciò si aggiunge che in aprile il clima di fiducia dei consumatori rilevato dallʼIstat ha fatto registrare una impennata con un forte incremento anche della propensione allʼacquisto di beni durevoli, tra cui lʼautomobile.  Lʼinchiesta congiunturale mensile di aprile del Centro Studi Promotor mette, poi, in luce che gli operatori del settore dellʼauto non sono certo soddisfatti del livello attuale delle vendite, ma manifestano un cauto ottimismo sulla possibilità di una ripresa nei prossimi mesi.  In particolare dalla rilevazione emerge che il 71% dei concessionari interpellati si attende a tre-quattro mesi domanda stabile, mentre tra gli altri prevalgono, per la prima volta dagli incentivi del 2009, coloro che si attendono domanda in aumento (16%) rispetto a coloro che ipotizzano nuovi cali delle immatricolazioni (13%).  Infine, tra i segnali positivi, vi è anche la circostanza che nel 2014, dopo cali, peraltro molto modesti, nel 2012 e nel 2013, il nostro parco circolante di autovetture ha ricominciato a crescere.  In sintesi, vi sono molti segnali che inducono a ritenere, non solo che la caduta del mercato delle autovetture si è fermata, ma che si starebbero creando le condizioni perché prenda corpo una ripresa degna di questo nome.  Manca però al momento un catalizzatore che acceleri la “reazione chimica” da cui questa ripresa può scaturire. Questo catalizzatore non è certo costituito dagli incentivi ecologici di cui si è detto più sopra che sono stati adottati seguendo, con poche modifiche, la soluzione fallimentare del 2013.  Il catalizzatore per far ripartire la domanda di auto potrebbe essere invece una notizia finalmente forte sul decollo della ripresa economica anche in Italia.  La pensano così pure i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nellʼinchiesta di aprile che, nellʼ85% dei casi, dichiarano che la ripresina di inizio 2014 si trasformerà in una ripresa solo se ripartirà lʼeconomia e che indicano i tre fattori principali considerati dal cliente nella scelta di unʼauto nuova, non certo nelle caratteristiche delle vetture, quanto, nellʼordine, nel prezzo, nella possibilità di avere un finanziamento e nel poter contare su consumi contenuti. Come si vede si tratta di elementi che hanno una valenza esclusivamente economica.

 

In assenza dei giusti intereventi governativi la "ripresina" tira il freno a mano (Federauto)

FEDERAUTOSecondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti il mese di aprile si è chiuso con 119.099 immatricolazioni di autovetture nuove, segnando uno striminzito +1,94% rispetto ad aprile 2013.  "L’auto è sempre stata una importante cartina di tornasole dell’economia reale italiana. Da gennaio 2014 in poi siamo in presenza di modesti rimbalzi positivi che, se confermati, come tendenza annua, potrebbero portare il mercato Italia a consuntivare circa 1.360.000”, afferma Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto. “In pratica metteremmo indietro le lancette dell’orologio al 2012, che aveva chiuso con 1.401.000. Se qualcuno volesse affermare che questo è un risultato positivo, siamo pronti al pubblico confronto.  La realtà, e ve lo dice chi ogni giorno è a contatto con clienti in carne ed ossa e vive il mercato in ogni sua sfaccettatura, è che ci troviamo di fronte a un vero e proprio disastro. E, ce lo dicono tutti gli osservatori esteri, se non ripartono i consumi interni, di cui gli autoveicoli sono un pilastro, non riparte l’economia italiana e non riparte il mondo del lavoro che, invece, continua a registrare nuovi livelli record di disoccupazione”.  Aggiunge Roberto Bolciaghi, presidente dei concessionari Renault: "Gli acquisti dei privati e delle famiglie continuano ad essere depressi. E mi preme sottolineare che proprio questo canale rappresenta il core business delle concessionarie”.  Federauto evidenzia che l’assenza di un chiaro segnale di ripresa delle vendite ai privati, e il fatto che i rimbalzi positivi registrati in questi primi quattro mesi dell’anno siano dovuti in larga parte agli acquisti del canale noleggio (destinato peraltro ad esaurire progressivamente la sua spinta) dimostrano che l’apertura di credito nei confronti del nuovo Esecutivo deve necessariamente essere alimentata da provvedimenti concreti sul fronte, in primis, della riduzione della pressione fiscale.  Conclude Pavan Bernacchi: “Pochi giorni fa abbiamo criticato, con toni anche molto duri, il ritorno dei micro-incentivi per le auto a basso impatto ambientale. Una misura creata da chi ha preceduto il Governo Renzi, e su cui avevamo già manifestato nelle sedi opportune le nostre riserve.  Ma le ragioni della nostra presa di posizione contro le ‘briciole’ di questi micro-incentivi, che rimarranno non spesi per le aziende e si esauriranno in circa 3 giorni per i privati, stanno proprio nel fatto che dal nuovo Governo, molto attento ad offrire al Paese un cambio di passo, ci aspettiamo una vera rivoluzione anche nei confronti del settore auto, con azioni ed iniziative adeguate al clima economico e congiunturale che stiamo vivendo. Che tengano conto che noi diamo lavoro a 1.200.000 persone e fatturiamo l’11,4% del PIL".

 



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