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ALBANIA 2011 TOUR 4x4 by TopiniRandagi

| 01 novembre 2011 19:16

ALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

 

Riceviamo  dal  club  dei  TopiniRandagi  4x4  gli  appunti  di  viaggio  relativi  alla  recente  spedizione  in  Albania, svoltasi  dai  21  al  25  ottobre, che  pubblichiamo  integralmente  assieme  ad  alcuni  commenti  dei  partecipanti.


Venerdì 21 ottobre - Castro dei Volsci

I topini rimangono nella tana…. Uno sciopero della nave Superfast lascia i topini rintanati ancora per un giorno.


Sabato 22 ottobreALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

Dopo una frenetica giornata fatta di telefonate, briefing, mail, etc, il gruppo parte per Brindisi diretto a Valona.  Giro capovolto, ma si parte.  Dopo un caffè a San Giovanni Incarico, arriviamo a Sant’Elia Fiumerapido dove il Sindaco Fabio Violi ci aspetta per consegnarci una targa ricordo per i caduti italiani a Kuç tra cui il Tenente Violo Rodolfo, Medaglia d’Argento al Valore Militare (nato a S.Elia Fiumerapido, FR, il 27 maggio 1914 Ufficiale della Compagnia Comando del 129° Reggimento Perugia) ed una coroncina di alloro da deporre al monumento in Albania.  Emozione da parte del Sindaco e di tutti i partecipanti. San Giovanni Incarico , Sant’Elia Fiumerapido, San Vittore nel Lazio e imbocchiamo l’autostrada; siamo pronti all’avventura.  E che i Santi ci aiutino!  Prima fermata alle 14.00 per una sosta in autogrill; Adriano Milan è già in cerca di una chiave 17 per regolare gli iniettori; mangiamo panini, beviamo caffè e si riparte quando mancano ancora 280 chilometri.  Ci accompagna nel viaggio Luca Barbarossa con le sue belle canzoni.  Prima di entrare al porto di Brindisi per il check-in ci fermiamo ad un distributore per il pieno, ci accorgiamo che il benzinaio ha delle bandierine italiane, le acquistiamo tutte per legarle sul portapacchi dei nostri fuoristrada; il benzinaio ci ringrazia dicendoci che nemmeno durante i Mondiali di calcio ne aveva vendute tante.  Porto di Brindisi: dopo il check-in, l’imbarco sulla nave è previsto per le ore 1.00; all'1.30 siamo già in cabina e il gruppo 4x4 va a dormire.  Le cabine sono 2x2 stiamo un pò strettini, buona notte.  Ci risvegliano gli altoparlanti della nave, alle 7.00 sbarchiamo.


Domenica 23 ottobreALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

Procedure doganali lunghe, i doganieri ci guardano incuriositi, qualcuno di loro ci chiede se il navigatore GPS che abbiamo a bordo funziona, ci dice che è come il suo comprato in Germania ma non funziona, si affaccia al finestrino vuole vedere… proviamo a cambiare le monete, diamo l’assalto ad un bancomat a Valona, carta di credito, paypal, postepay, non c’è niente da fare, allora troviamo un cambio valute aperto e cambiamo un pò di soldi.  La città di Valona ha l’aspetto di una città moderna, tante targhe delle auto sono italiane, molti ci chiedono cosa facciamo, dove andiamo: 8 fuoristrada e 21 persone con giubbino fluorescente non passano inosservati; scambiando quattro chiacchiere con alcuni passanti scopriamo che molti albanesi conoscono Frosinone.  Passiamo per paesini formati da non più di quattro case, che somigliano alle nostre negli anni subito dopo la guerra, la stessa povertà, la stessa condizione si rispecchia nei volti della gente e, soprattutto, in quelli dei bambini.  Ci fermiamo lungo la strada, regalando loro adesivi del nostro Club, caramelle e dolcetti; loro vergognosi ringraziano e ci salutano.ALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi  I commenti di tutti gli equipaggi sono dello stesso umore, ci accorgiamo che tutta la nostra fretta, la nostra tecnologia fa a pugni con tutto ciò che ci circonda.  Carreggiate che delle strade vere non hanno nemmeno la minima sicurezza, voragini che inghiottono letteralmente le auto, nonostante siano trafficate da vecchie Mercedes scassate, montagne di pneumatici accatastati dai gommisti o buttate dentro i fiumi stracolmi di immondizie.  Cosa che ci ha fatto riflettere sono i cimiteri che sono attaccati alle case, formati da 10-15 tombe curate ma messe lì senza nessuna norma.  Finalmente dopo tanti chilometri, vicino a Tepelene ci fermiamo a mangiare su un prato nei pressi di una fontanella di pietra, ma la nostra allegria viene sconvolta dalla notizia della morte di Marco Simoncelli.  Accanto a noi ci sono moglie e marito pastori, il marito sdraiato sul prato, la moglie con un occhio alle pecore e l’altro intenta a sferruzzare una maglia di lana sfilata chissà quante volte.  Offriamo loro un caffè, ma il marito non accetta, la moglie ci dice che se il marito non accetta, lei non può accettare.  Il nostro interprete MarcoALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi (“siciliano della Piana degli Albanesi”) scambia con loro i saluti di rito e ripartiamo alla volta di Progonat verso il canyon.  Vi arriviamo dopo una strada da paura, tant’è che Umberto, che soffre di vertigini, decide di scendere e di incamminarsi verso il ritorno a piedi (lo riprenderemo più tardi lungo la strada); arriviamo che il sole sta scendendo, lo spettacolo è impressionante e maestoso.  Arriviamo a Gjirokaster, ci aspetta un B&B Hotel Kalemi caratteristico, situato nella parte vecchia della città piccola in una zona molto tranquilla.  La camera è molto bella e spaziosa con gli elementi tradizionali delle vecchie abitazioni albanesi; tutti prendono la loro camera, ci sistemiamo e andiamo a cena in un locale caratteristico all’ombra del minareto e del castello di Argirocastro dal quale nel 1917 il generale Giacinto Ferrero lanciò il famoso “Proclama di Argirocastro”.  Il locale, semplice ma ben organizzato, ci accoglie con un grill acceso sul quale sfrigolano agnello, pollo, maiale, peperoni, zucchine e melanzane, il tutto accompagnato da insalata greca, zaziki, feta e fritti di riso: mangiamo all’inverosimile, le birre viaggiano “a trazione integrale”, e alla fine ci arrendiamo.  Il conto è una piacevole sorpresa: 8,50 euro a testa, per cui decidiamo di lasciarne 10 facendo felice il ristoratore che con ben 30 euro di mancia con i quali festeggerà sicuramente Natale e S. Stefano. Carichiamo le foto su Facebook e finalmente andiamo a dormire.


Lunedì 24 ottobreALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

Sveglia e prima colazione a base di feta, uova sode, marmellata casareccia, pane e thè; dopo alcuni acquisti nel paesino, ci dirigiamo verso Sarande incrociando lungo la strada dei bunker che fanno impressione.  Prendiamo uno sterrato che ci porta direttamente nel greto del Drinos, un fiume torrentizio dove gli equipaggi scaricano tutta la potenza dei fuoristrada.  Siamo soddisfatti, usciamo dal fiume e riprendiamo la marcia verso Sarande per visitare Syri i Kaltër (in italiano significa “l'occhio blu”) è una sorgente carsica situata sulle pendici occidentali del monte Mali i Gjerë, una sorgente dai colori spettacolari.  L'acqua nella parte interna della sorgente appare di un blu molto scuro, come la pupilla di un occhio, e un colore più chiaro del blu come un anello esterno l'iride, che dà l'impressione di un occhio azzurro.  Sembra che la fonte dell'occhio blu sia stata vietata alla popolazione dell'Albania ai tempi del comunismo, solo per essere a totale disposizione dei membri del governo del partito.  Abbiamo sperimentato che buttando un sasso di media grandezza al centro della sorgente, il sasso torna su spinto dalla forza dell’acqua sorgiva.  Posto incantevole.  All’ora di pranzo arriviamo a Butrinti un sito archeologico al confine con la Grecia.  Fin dai tempi della preistoria, Butrinti è stata nei secoli una città epirota, una colonia romana e un vescovato.  Oggi è dichiarata “Patrimonio culturale e naturale” dall'Unesco, grazie alla la sua laguna e allo spettacolare paesaggio naturale nel quale è immersa.  Mangiamo a fianco ad una fortezza, il piccolo forte di Ali Pascià, mettiamo un telone tra le nostre macchine perché la giornata è splendida e calda; per oltrepassare la laguna dobbiamo imbarcare le nostre auto (4 alla volta) su una chiatta mobile trainata da funi; l'intera manovra ci incuriosisce molto e scattiamo numerose foto sicuri che quando le pubblicheremo sulla pagina dei Topini faremo invidia a chi non è potuto venire.  Un panorama splendido, rilassante, inaspettato, un ragazzino ci accoglie all’ingresso del sito offrendoci la sua merce: braccialetti fatti a mano; gliene compriamo un paio a testa.  Ci sorride, ringrazia, ci dice che i nostri 4x4 sono al sicuro perché li terrà d’occhio lui, ma siamo sicuri che in realtà non c’è n’è bisogno, ma ci piace dargli importanza.  Entriamo pagando 500 lek il biglietto di ingresso, non abbiamo molto tempo, visitiamo l’anfiteatro, ci sistemiamo sui gradoni ascoltando una guida che sta spiegando la storia ad alcuni turisti inglesi.  Il “Bianconiglio” Mauro ci dice di affrettarci, così andiamo verso il museo non prima di esserci affacciati verso il mare dove, a meno di un paio di miglia, si vede Corfù, i colori del mare, della laguna sono incantevoli.  Regaliamo una mancia anche al custode del museo e ci incamminiamo con il sole e la bellezza di quel posto negli occhi, verso Sarande. Sarande è la cosiddetta Montecarlo dell’Est per come si estende sul mare, in italiano è nota anche come Santi Quaranta e, dal 1939 al 1944, Porto Edda in onore di Edda Ciano Mussolini .  La cittadina è moderna, ma la cementificazione è selvaggia.  Passeggiamo lungo l’isola pedonale sul lungomare, quando inaspettatamente veniamo quasi rincorsi dal caporedattore di una televisione locale “Riviera” che ha visto i nostri 4x4 parcheggiati sotto la loro sede.  Ci intervistano, vogliono sapere cosa facciamo, il perché del nostro tour. Mauro, il presidente, dà loro tutte le spiegazioni, anche Paolo Pietrandrea, intervistato, racconta lo scopo del nostro viaggio, dicendo loro che suo padre, come altri genitori e parenti del gruppo, ha combattuto in questi luoghi e quindi ha voluto ripercorrerli.  Salutati il giornalista e il cameramen, partiamo per Himare, dove ci aspetta un favoloso Resort a 5 stelle.  Assolutamente il più bell’albergo del posto, standard elevato, camere belle e moderne, c'è la piscina ma è chiusa in questo periodo, panorama mozzafiato sul mare, il gestore è molto gentile e professionale.  La cena in un ristorante sul lungomare è un’altra piacevole sorpresa e lo chef che ha lavorato in Italia per 18 anni ci serve un risotto alla pescatora da leccarsi i baffi, i secondi tra carne e pesce sono buoni, anche stavolta il costo è spaventosamente basso: 11 euro a testa.


Martedì 25 ottobreALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

Colazione con latte, frittatine e wunstel, marmellata, pane e l’immancabile feta. Luca Bac come al solito stupisce tutti: il suo panino contiene contemporaneamente tutti gli ingredienti!  La colonna si muove per Porto Palermo, una base italiana con un bunker per sommergibili, la vediamo dall’alto della collina, ci accorgiamo subito che ci sono i militari che ci osservano con cannocchiali e ci impediscono di entrare, ma vediamo chiaramente all’ingresso del bunker due motovedette albanesi, dislocate sul litorale con la vecchia batteria di contraerea ormai divorata della ruggine; faccio qualche foto non visto dai militari. A poche centinaia di metri all’estremità della baia su una penisola arriviamo al castello di Ali Pasha Tepelena.  Subito arriva un arzillo vecchietto che ci chiede se vogliamo visitare il castello, con qualche decina di euro ci fa da cicerone, ci porta all’interno, ci spiega le varie “vite” del castello, nato come monastero di S. Nicola, successivamente carcere italiano con prigionieri austriaci, poi come carcere albanese.  Lasciamo la fortezza e dirigiamo all’interno verso Kuç, la salita è dura ma incantevole, approfittiamo per scattare foto, tra le montagne si vede il mare , siamo circondati da piante di corbezzoli cariche di frutti, le cosiddette more di mare.  Mauro, che ormai il gruppo ha soprannominato il “Bianconiglio” vista la fretta che ci mette in continuazione, non vuole fermarsi, ma dopo varie insistenze ci fermiamo e ne raccogliamo tante e le mangiamo strada facendo.ALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi  La salita è sempre più impegnativa. Incontriamo agglomerati di poche case scalcinate, semplicissime ma tutte rigorosamente con antenna parabolica. Incontriamo molta gente a piedi (non tutti hanno dei mezzi a motore), tanti ancora in groppa agli asini, ma dotati dell'mmancabile cellulare, visibile contrasto tra una modernità importata e una povertà endemica.  Finalmente arriviamo a Kuç il nostro GPS ci porta proprio davanti al monumento ai caduti della II  guerra mondiale, scopo e meta del nostro viaggio. Il monumento è semplice, ma la nostra commozione è già grande.  Prepariamo un cerimoniale che prevede la deposizione della nostra bandiera, la coroncina e il gagliardetto. Toccante la nostra piccola cerimonia, i ragazzi si sono “piacevolmente” commossi; Pietro ha con sè il basco da Carabiniere Paracadutista ed insieme a Luca Sac, il portabandiera, depone la coroncina e issano laALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi bandiera italiana sulla quale il Presidente ha fatto stampare le date e il nome del Comune di Castro dei Volsci.  Si mettono sull’attenti fino alla fine dell’inno Italiano che Mauro manda come base dalla sua autoradio.  Avevamo previsto di fare prima una prova video generale, ma non è servita proprio perché tutti hanno sentito sinceramente dal profondo del loro cuore il senso di commozione, rispetto e onore per i nostri caduti in questa terra albanese per la guerra voluta da Mussolini.  Qualcuno ha iniziato una preghiera che tutti hanno condiviso ad alta voce.  Questo il pensiero nelle menti di tutti noi: l’assurdità della guerra che in questo Paese sembra esserci ancora, colpa di una dittatura violenta, distruttiva e totalitaria che sarà difficilmente superabile nei prossimi anni.   Ci raccontano che nella possibilità di un'invasione da parte dell'Europa Occidentale, dal 1950 Enver Hoxha, il dittatore, fece costruire in tutto il Paese migliaia di bunker monoposto inALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi cemento per essere usati come posti di guardia e ricoveri di armi; il loro numero potrebbe essere superiore ai 500.000.  La loro costruzione accelera quando nel 1968 l’Albania esce ufficialmente dal Patto di Varsavia, aumentando il rischio di un attacco straniero; ancora oggi i bunker sono lì eretti a testimonianza di tutta questa assurdità.  Sulle spiagge, sulle colline, da ogni altura, seminascosti a prima vista, appaiono in lunghe file che incutono timore e un senso di disagio. Ancora negli anni ’70 era vietato installare antenne televisive per captare la TV italiana; la nostra guida del castello ci ha raccontato che per vedere Rete4, aveva una piccola antenna, ma scoperto, era stato messo agli arresti. Arriviamo sulla spiaggia di Qeparo passando in mezzo a un torrente che corre attraverso la valle di Borsh.  I ragazzi entusiasti corrono lungo la ghiaiosa spiaggia, ognuno felice di spingere il pedale dell’acceleratore a fondo, non accorgendosi che dalla terrazza diALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi una caserma poliziotti ci spiano increduli di ciò che stanno vedendo; preoccupati solo un pochino, prendiamo possesso di un chiosco ormai dismesso per l’estate finita, apparecchiamo i nostri tavoli e diamo fondo alla cambusa di ogni equipaggio fornita di ogni ben di Dio: dalle marzoline alle salsicce Dop castresi, oltre a vino e pane casareccio... fino al caffè fatto con il fornelletto.  I poliziotti escono dalla caserma e si avvicinano in macchina, gli diciamo di scendere a prendere un caffè con noi, ma non si fermano e ci salutano.  Il pranzo è ricco e soddisfacente, qualcuno si stende al sole, Io, (Gianni), Pietro e Grazia camminiamo verso l’ennesimo bunker a poche decine di metri da noi, vicino al quale troviamo un vecchio elmetto da guerra; lo raccogliamo, Pietro lo tiene tra le mani come una reliquia mostrandolo al resto del gruppo.  Qualcuno propone di portarcelo ed esporlo in una bacheca del club tra due bandierine.  Decidiamo di ripartire per andare alla spiaggia di Kakome Bay, una caletta dall’acqua trasparente racchiusa tra due promontori, la scorgiamo dall’alto dello sterrato veramente duro, con passaggi al limite di carreggiata, senza nessuna protezione dalla parte del mare, i piloti devono stare attentissimi, siamo quasi all’arrivo, pregustiamo già il caffè che ci siamo proposti di fare non appena arrivati quando lo sconforto appare sul volto di tutti gli equipaggi: un cancello con divieto di oltrepasso militare ci impedisce a poche decine di metri di arrivare sulla spiaggia e ci fa tornare indietro.  Girare le macchine è un’impresa al limite della sicurezza, ripercorriamo la mulattiera stanchi e delusi, sapremo più tardi da qualche albanese con cui abbiamo parlato che, sia Porto Palermo che Kakoma Bay e tanti altri presidi militari, sono in procinto di essere convertiti in villaggi turistici e che tutto è in mano a poche persone che contano e ad un’unica impresa albanese (già proprietaria di svariate attività, compresa l’emittente televisiva Riviera che ci ha intervistato). Per noi tutto ciò è un film già vissuto, capiamo immediatamente che per gli albanesi onesti, passare dalla dittatura alla democrazia, non porterà loro nessun vantaggio. Non ci resta che tornare in albergo dove una doccia ci aspetta per toglierci di dosso gli schizzi di fango e sudore.  Prepariamo anche le valigie perché domani mattina ripartiamo per Valona dove prenderemo la nave che ci riporterà a Brindisi.  La cena al ristorante è ottima e tutta a base di pesce e vino, sempre a prezzi per noi vantaggiosi; salutiamo il ristoratore e andiamo a dormire non dopo essere passati ad un bar ancora aperto e bevuto della grappa locale, fatte due chiacchiere con il barista tramite Marco che ci è di supporto con la lingua, felice di sentirsi come a casa sua.


Mercoledì 26 ottobre

Saldiamo i conti con l’albergatore del Rapos Resort Hotel e torniamo verso il porto di Valona; si lascia il mare e si comincia gradatamente a salire di quota, per arrivare poi al passo di Llogora, il punto più alto di questo itinerario (oltre 1.000 mt.), da cui si gode un panorama eccezionale sul mare Adriatico e sulle prime isole della Grecia, per ridiscendere quindi a quote inferiori attraversando il Parco Nazionale di Llogora dove ammiriamo i particolari pini a bandiera, arrivando infine a Valona; alla dogana passiamo i controlli senza nessun intoppo, imbarchiamo le auto e saliamo sul ponte della nave, la giornata è calda e sistemiamo sui tavoli del ponte i nostri computer per scambiarci le foto, i video ma soprattutto per confrontare le opinioni, le emozioni e tutto ciò che questo viaggio ci ha fatto vivere.  Porteremo di sicuro impresso nella mente i tratti di strada sterrata, il monumento di Kuç, le splendide baie dalle acque cristalline, gli angoscianti bunker, ma soprattutto il mio personale ricordo è quello dei bambini sperduti sopra quelle montagne, poveri, vergognosi, ma con negli occhi una felicità e curiosità che spero portino a cambiare in meglio questa affascinante terra di Albania.


Questo il resoconto di alcuni dei ragazzi:

Dopo giorni passati tra incertezze nel partire, euforia e gioia si può dire che ora scoprire luoghi incantati dove il tempo si è fermato in un momento storico drammatico quando tanta gente combatteva, e combatte tutt’ora, risveglia la nostra umanità assopita; fa piacere portare un sorriso, un saluto vero che scaturisce dal profondo del cuore.  La realtà storica di questa terra ci riporta al nostro dopoguerra, quando anche noi ci trovavamo in un momento di fame e miseria.  Osservare i panorami e le bellezze naturali di questi luoghi ci ha tolto il fiato tanto da far passare in secondo piano il fuoristrada.  Ora abbandonarli è difficile perché c’è ancora tanto da scoprire, ma speriamo che questa umanità ritrovata risuoni nei nostri cuori per molto e molto tempo.


Commento di Paolo e Marilena PietrandreaALBANIA  2011  TOUR  4x4  by  TopiniRandagi

Carissimi compagni di viaggio TopiniRandagi, sento il bisogno di farvi conoscere i sentimenti che ho provato in questi indimenticabili giorni passati con voi. Quando, qualche mese fa, Paolo mi ha detto: "I Topini vanno in Albania, vogliamo andare?" ho risposto sì di getto, senza pensarci troppo.  Io, per carattere, non sono molto propensa alle nuove conoscenze, preferisco conservarmi amicizie e affetti antichi, ma nello stesso tempo sono curiosa e l'idea di poter visitare un Paese sconosciuto mi allettava. Sono partita senza informarmi accuratamente (come sono solita fare) sui tragitti e sulle condizioni dei trasferimenti e all'inizio ho subito lo shock dei tracciati stradali dal panorama stupendo, ma per me pericolosi (per il Presidente Mauro “problematici” in caso di pioggia) ma il desiderio di vedere luoghi ai più sconosciuti, e di restare in questa compagnia di pazzi che non batteva ciglio di fronte a nessuna difficoltà, ha vinto anche il mio disagio.  Sono felice di aver superato questa prova combattuta contro me stessa, soprattutto perché questo mi ha permesso di conoscere persone vere, forti, tranquille e serie che sanno vivere le loro esperienze, anche se dure, con animo allegro, divertendosi come bambini innocenti.  A questo si aggiungono la schiettezza dei sentimenti, l'educazione irreprensibile e il rispetto per il prossimo.  Cari Topini, ho vissuto con voi per soli 5 giorni , ma mi avete arricchito in esperienza umana per un periodo infinito di tempo.  La visita al monumento di Kuç, poi, ha messo in evidenza la vostra sensibilità vera e genuina e ci ha unito spiritualmente pensando a quei nostri poveri ragazzi che hanno subito una sorte tanto crudele, che li ha lasciati morire lontani dalle loro case e dai loro affetti.  Loro, però, in questa occasione, hanno sentito la nostra vicinanza e il nostro amore.  Sono felice di essere venuta con voi, cari TopiniRandagi.


Commento di Andrea Drudi

Ogni viaggio ha un proprio percorso interiore, il rapportarsi con modi di vivere e culture differenti dalla nostra, l'opportunità di conoscere meglio i propri compagni di viaggio ci portano a guardare la realtà in maniera differente dal giorno precedente alla partenza.  Questo viaggio in Albania è stato per me un'ulteriore conferma di come nel mondo in cui viviamo ci sia un enorme dislivello tra i paesi ricchi e quelli poveri, anche se ho capito che la vera ricchezza sta nel vivere la propria vita con disponibilità e rispetto per gli altri. Nella cordialità e nell'ospitalità degli albanesi ho visto chiaramente la semplicità della vita.  Piccoli gesti come un dono, un sorriso, una stretta di mano hanno un significato enorme.


Commenti

Inviato da Gerardo Lombardi il 16 febbraio 2012 01:41

Sono grandi i topini randagi. Un gruppo di vera gente umana. Si sono dimostrati veramente grandi nei giorni che c'č stata la neve. Hanno aiutato la povera gente che non aveva niente da mangiare, bravi veramente. Si sono dimostrati veramente in gamba. Persone che non hanno paura e con un cuore veramente umano. Tutto questo grazie ai topini. Veramente un grazie di tutto il cuore per quello che hanno fatto.

P.S: Se č possibile vorrei qualche rivista dei topini, il mio indirizzo č: Gerardo Lombardi, via Cosenza n. 30, Frosinone.
Inviato da Camilla il 23 novembre 2011 13:44

Bellissimo tour! Credo pochi conoscano le bellezze dell'Albania... Grandi questi Topini RANDAGI!!!!
Inviato da Sax il 22 novembre 2011 21:34

Cari topi sono sax. Ancora oggi ripenso ai giorni trascorsi tra risate, mangiate, bellissimi paesaggi e belle esperienze. Non vedo l'ora di ripartire. Saluti da sax
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