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GENNAIO 2017: Parte bene il mercato (+10,1%)

| 01 febbraio 2017 22:02

GENNAIO 2017: Partenza bene il mercato (+10,1%)

Il mese di gennaio, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, registra 171.556 unità, rispetto alle 155.851 del gennaio del 2016, con un incremento del 10,1%  - Per una analisi più approfondita pubblichiamo integralmente i comunicati stampa dell'UNRAE (Unione Nazionali Rappresentanti Autoveicoli Esteri), del Centro Studi Promotor e della Federauto. 


Apertura positiva per il mercato dell’auto (UNRAE)

UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri)Due giorni lavorativi in più spingono il mercato dell’auto di gennaio ad una buona crescita a doppia cifra (+10,1%). Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, le vetture immatricolate nel 1° mese dell’anno in corso sono state 171.556 rispetto alle 155.851 del gennaio 2016 che, a sua volta, aveva segnato un incremento del 18%.

L’anno 2017 si apre con un dinamico mese di gennaio che, grazie alle forti promozioni commerciali delle Case automobilistiche”, ha dichiarato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, “e delle loro Reti di vendita, è riuscito a sostenere gli acquisti delle famiglie e ad accelerare il percorso di rinnovo del parco più anziano che ancora oggi presenta un’età media intorno ai 10 anni. Il risultato di gennaio nella sua proiezione a fine anno avvalora la nostra stima, diramata nelle scorse settimane, di un mercato 2017 che proseguirà nel suo trend di incremento. In uno scenario macroeconomico che non sarà dissimile da quello del 2016, il tasso di crescita per l’anno in corso si manterrà tonico attorno al 7% con 1.955.000 immatricolazioni di autovetture, circa 130.000 unità in più rispetto alle 1.825.000 dell’anno 2016”.

Questo risultato condurrebbe il mercato su livelli di immatricolato di poco inferiori a quanto registrato nel 2010. Dall’analisi della struttura del mercato emerge una crescita del 4,7% degli acquisti dei privati (che si confronta con lo stesso periodo 2016 in crescita già di quasi il 24,5%) a 108.685 immatricolazioni complessive ed una quota che, per effetto mix canali di vendita, scende di 3 punti al 62,9% del totale. Un incremento molto forte ha caratterizzato in gennaio le vendite a società, che crescono di oltre il 33%, recuperando 3 punti in rappresentatività (16,6% del totale), grazie al contributo del Superammortamento per l’acquisto di beni strumentali. Stabile al 20,5% la quota del noleggio, che nel mese evidenzia un trend di incremento simile a quello del mercato totale, grazie alla forte crescita del lungo termine, che recupera più di 1/4 dei suoi volumi. Parallelamente, invece, in gennaio il breve termine segna una flessione del 10,8%. Sul fronte delle alimentazioni, il diesel perde un po’ di rappresentatività, mentre recupera la benzina. In particolare, dopo le flessioni che hanno caratterizzato lo scorso anno, il GPL segna in gennaio un incremento superiore al 30%, grazie alla commercializzazione di importanti nuovi modelli, mentre registra un forte calo in volume il metano, che arriva a rappresentare appena l’1,8% del totale mercato. In crescita di oltre il 40% le ibride e le vetture elettriche, che incrementano i volumi venduti del 63,5%. Buono l’andamento di crescita per quasi tutti i segmenti del mercato, con le utilitarie che cedono qualche decimo di quota alle city car e quasi un punto al segmento C, mentre flette l’alto di gamma. In tema di carrozzerie, buona la crescita delle berline e dei crossover, al primo e secondo posto in termini di volumi venduti, che recuperano ulteriormente quota di mercato. In leggero incremento fuoristrada e station wagon, mentre soffrono tutti i monovolume e le coupè. L’area Nord Occidentale segna un forte incremento in gennaio (+23,3%), salendo di quasi 4 punti di quota di mercato e andando a coprire 1/3 delle vendite totali del mese. Perde rappresentatività il Nord Est, stabile in volume, mentre registra un incremento simile al mercato totale l’area centrale del Paese, confermando la sua quota. Il mercato delle vetture usate, infine, apre in leggera crescita: +1,1% in gennaio a 378.270 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario, in attesa della rivendita al cliente finale) rispetto ai 374.184 dello stesso periodo 2016.


Domanda di sostituzione e fiducia nella ripresa

sostengono le immatricolazioni (Centro Studi Promotor)

Centro Studi PromotorIn gennaio sono state immatricolate in Italia 171.556 autovetture con una crescita sullo stesso mese del 2016 del 10,1%. Si tratta di un risultato decisamente positivo e in qualche misura inatteso. Dopo 36 mesi in crescita e dopo incrementi medi annui che hanno sfiorato il 16% sia nel 2015 che nel 2016, un momento di pausa sarebbe stato fisiologico anche in una situazione delle immatricolazioni decisamente proiettata alla crescita come è certamente quella attuale. La pressione della domanda di sostituzione rinviata durante la crisi ha però continuato a influenzare positivamente la propensione degli italiani all’acquisto di nuove auto. E ciò nonostante il maltempo e il terremoto e, soprattutto, nonostante il fatto che la ripresa dell’economia stia procedendo con un ritmo decisamente contenuto e che il clima di fiducia dei consumatori abbia accusato nella seconda metà del 2016 un sostanziale ridimensionamento a cui è seguito, però, un recupero proprio nel mese scorso. Il dato sulle immatricolazioni di gennaio è assolutamente coerente con la previsione avanzata dal Centro Studi Promotor nella conferenza stampa tenuta all’apertura del 40° Motor Show di Bologna, previsione che ipotizza per il 2017 un volume di immatricolazioni di 2.031.000 unità e quindi una crescita sul 2016 di circa l’11%. Le attese per i prossimi mesi sono infatti positive e un orientamento favorevole sull’evoluzione a breve del mercato emerge anche dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine dicembre. Da questa rilevazione risulta che gli operatori che si attendono domanda in aumento a tre/quattro mesi sono il 24%, mentre il 66% si attende stabilità sugli elevati livelli attuali e solo il 10% teme un rallentamento della domanda. Tra l’altro, dalla stessa fonte, risulta che, a fine gennaio, l’82% dei concessionari indica sui livelli normali o alti l’affluenza di visitatori nei saloni di vendita, affluenza che è un elemento importante per valutare le prospettive di vendita a breve. Ci si può chiedere come possa il mercato dell’auto continuare a crescere con un tasso decisamente sostenuto mentre il recupero dell’economia è ancora lento. Secondo il Centro Studi Promotor questa situazione è dovuta a cinque buone ragioni. La prima è costituita dal fatto che, mentre nella crisi che ci stiamo lasciando faticosamente alle spalle il prodotto interno lordo ha subìto un calo massimo di circa il 9%, per il mercato dell’auto la contrazione massima è stata del 48%. La seconda ragione va ricercata nel fatto che la domanda di sostituzione rinviata durante la crisi è stata soltanto in parte recuperata negli ultimi due anni. La terza ragione è il fatto che la fortissima innovazione tecnologica che sta caratterizzando l’automobile e il conseguente lancio di molte novità decisamente attrattive sta esercitando una forte pressione sulla domanda. La quarta ragione è il fatto che, anche se lenta, la ripresa dell’economia è in corso e le attese per il futuro sono di ulteriore miglioramento e la conseguenza è che gli italiani, che durante la crisi avevano congelato i loro risparmi in vista di tempi peggiori, hanno ricominciato a riutilizzarne parte ed anche a far ricorso al credito per acquistare nuove automobili. La quinta e decisiva ragione è legata alla circostanza che il Pil italiano del 2016, nonostante sia ancora inferiore al livello ante crisi, supera comunque del 5,6% quello medio annuo del periodo 1996-2000 in cui la media annua degli acquisti era di 2.243.000 autovetture. Il nostro Paese dispone dunque di risorse sufficienti per alimentare una domanda di auto decisamente superiore a quella degli ultimi anni e, se la fiducia nel futuro tiene, è disponibile ad investire ancora in nuove automobili.

 

Gennaio parte con un risultato sorprendente (Federauto)

FEDERAUTOSecondo i dati diffusi oggi dal Ministero dei Trasporti il mese di gennaio si è chiuso con 171.556 immatricolazioni di auto nuove, segnando un +10,1% rispetto allo stesso mese del 2016.

Gennaio chiude con un risultato sorprendente, certamente influenzato dai due giorni lavorativi in più, che realizza una crescita percentuale importante rispetto all’ottimo gennaio 2016, che ricordo era cresciuto del 17,4% rispetto allo stesso mese del 2015” ha commentato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia, “e questo grandissimo risultato è determinato soprattutto dall’aggressività delle promozioni messe in campo dalle Case automobilistiche e dai concessionari, in grado di stimolare la domanda dei privati e delle aziende. Per le Partite Iva, inoltre, continua a rivelarsi importante la spinta data dal super ammortamento”.

Secondo le informazioni raccolte da Federauto su un’importante campionatura di concessionari, a gennaio le case hanno alzato gli obiettivi fuori misura, per poi ritararli negli ultimi giorni. Questo soprattutto perché il mercato Italia, in crescita, fa gola a tutti i costruttori che vogliono ampliare le loro quote e quindi i volumi. Continua per la stessa ragione, in maniera robusta, il fenomeno delle kilometrizero immatricolate in capo alle case auto o ai concessionari. Vetture che per il prezzo si inseriscono tra il nuovo e l’usato.

Conclude Pavan Bernacchi: “Questa sorprendente apertura d’anno infonde ottimismo, ma prima di trarre delle indicazioni valide bisognerà aspettare almeno la chiusura del primo trimestre. Generano però molte preoccupazioni le richieste di una manovra correttiva formulate dalla Commissione europea al Governo italiano. Se questo fosse lo scenario chiediamo con forza di non toccare l’Iva e di non inserire pedaggi sulle strade statali o altro. In generale di non aumentare la pressione fiscale sugli automobilisti che, tartassati per anni, hanno diritto eventualmente a una diminuzione della pressione fiscale. Fino a qualche tempo fa l’allora premier Renzi teorizzava l’eliminazione del bollo auto. Misura difficile da attuare. Ci auguriamo che, oltre a non eliminare il bollo, non si pensi a nuovi balzelli. Si rischierebbe di uccidere la crescita in un settore vitale per la nostra economia”.

 



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